Vaccini, non solo Covid, da polio ad Aids milioni di vite salvate - QdS

Vaccini, non solo Covid, da polio ad Aids milioni di vite salvate

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Vaccini, non solo Covid, da polio ad Aids milioni di vite salvate

martedì 06 Aprile 2021 - 06:28

"Un mondo più giusto e più sano" è lo slogan della Giornata mondiale della Salute che si celebra domani ricordando l'anniversario dell'Oms, "braccio operativo" delle Nazioni Unite

Da quelle della polio all’Aids, le vaccinazioni hanno salvato milioni di vite umane.

E’ stato ribadito in vista della giornata della Salute che celebra domani i 73 anni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’Oms ha condotto grandi battaglie: dalla lotta contro la malaria e la tubercolosi alle emergenze Ebola e Zika, dagli sforzi per estendere le vaccinazioni essenziali a quella per eliminare il tumore al collo dell’utero: il Covid-19 è solo l’ultima in ordine di tempo.

Nonostante i progressi compiuti, tuttavia, ancora oltre la metà della popolazione mondiale non riceve i servizi essenziali di cui avrebbe bisogno e la pandemia Covid-19 ha peggiorato la situazione.

Per questo, lo slogan della Giornata Mondiale della Salute 2021 è “Un mondo più giusto e più sano”.

Fondata nel 1946 ed entrata in attività il 7 aprile 1948, l’agenzia “braccio operativo” delle Nazioni Unite in materie di salute con sede a Ginevra ha come obiettivo principale quello di garantire una copertura sanitaria universale.

Tra i suoi successi che rischiano di essere messi in crisi dagli effetti secondari della pandemia da coronavirus, vi è la lotta contro la tubercolosi: dal 2000 a oggi, gli sforzi globali per combatterla hanno salvato circa 63 milioni di vite ma questa malattia infettiva curabile uccide ancora 4.000 persone ogni anno.

E’ calato invece del 40% tra il 2000 e il 2014 il numero di decessi nel mondo causati dalla malaria, passati da 743.000 a 446.000, anche se negli ultimi anni i progressi sono quasi fermi: nel 2019 sono stati 405 mila le vittime.

Il vaiolo è stato dichiarato eradicato dall’Oms nel 1980 e di polio, che nel 1988 paralizzava 10 bambini ogni 15 minuti nel mondo, si contando oggi rarissimi casi e solo in Afghanistan e Pakistan.

Mentre la copertura vaccinale nel mondo arriva fino all’80% per malattie come morbillo o difterite e tutto questo ha portato a una diminuzione del 50% della mortalità infantile rispetto al 1990.

Di pari passo, grazie a tante campagne di formazione e sensibilizzazione è stata dimezzata la mortalità materna negli ultimi 20 anni. Quella contro l’Hiv resta una battaglia aperta ma grazie alle terapie antiretrovirali, nel 2019 sono stati registrati 690.000 morti a fronte dei 3 milioni che si contavano nel 2000.

Resta aperta la sfida contro le infezioni da batteri resistenti ad antibiotici, che ogni anno uccidono circa 750.000 persone nel mondo.

E ancora, attraverso la promozione della vaccinazione contro il Papillomavirus (HPV) e gli screening, l’Oms punta, seguendo l’esempio dell’Australia, mira a eliminare il tumore del collo dell’utero, che solo nel 2018 ha provocato oltre 311.000 morti.

Comune denominatore di lotte passate, presenti e future è la difesa del principio dell’equità nell’accesso alle cure.

“Anche se il mondo ha visto miglioramenti nei livelli medi di salute e riduzioni della mortalità prematura, questi guadagni non sono stati condivisi equamente tra i diversi settori della società all’interno e tra le diverse nazioni”, scrive l’Oms.

E in questo contesto si è inserito il Covid-19, che “ha colpito duramente tutti i paesi, ma il suo impatto è stato più duro sulle comunità che erano già vulnerabili.

Questi gruppi sono più esposti alla malattia, hanno meno probabilità di avere accesso a servizi sanitari di qualità e maggiori probabilità di subire conseguenze delle misure per contenere la pandemia”.

Queste iniquità “non sono nuove” ma “sono prevenibili” , è quindi l’appello che l’agenzia guidata da Tedros Adhanom Ghebreyesus rilancerà nei tanti eventi previsti per il World Health Day.

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