“Si vergogni”. Così si conclude un lungo post di Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano, giovane mamma uccisa dall’ex fidanzato a Nicolosi (Catania) nel 2015, in risposta alle parole del generale Roberto Vannacci, che all’inizio dell’esperienza politica del partito “Futura Nazionale” è finito al centro delle polemiche per le dichiarazioni sul reato di femminicidio.
Femminicidio, le parole di Vannacci e la risposta della mamma di Giordana Di Stefano
“Il femminicidio non esiste, è un omicidio come tutti gli altri”. Questa la posizione espressa dal generale Vannacci parlando dell’istituzione del reato di femminicidio. Parole dure su un fenomeno che, soprattutto negli ultimi anni, ha assunto la dimensione di emergenza nazionale, con l’ultimo caso in Sicilia registrato appena poche settimane fa.
Le parole di Vannacci hanno scatenato l’immediata reazione non solo del mondo della politica e delle associazioni impegnate contro la violenza di genere, ma anche di chi l’esperienza devastante del femminicidio l’ha vissuta sulla propria pelle. Vera Squatrito, che ha perso la figlia per mano di un uomo che diceva di amarla, ha risposto alle parole del fondatore di “Futura Nazionale” con un lungo post sui social: “Generale Vannacci, abbia il coraggio di chiedere scusa. Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio, uccisa con 48 coltellate dall’uomo che diceva di amarla, un femminicidio compiuto con premeditazione e crudeltà una ferocia che ha distrutto per sempre la nostra famiglia. Chieda scusa alla sua bambina, privata della madre da una violenza assassina. Una bambina costretta a crescere con un’assenza che nessun amore potrà mai colmare completamente. Chieda scusa a tutte le donne uccise perché donne, ai figli che restano, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle e alle famiglie condannate a un vero e proprio ergastolo del dolore“, esordisce la donna.
E aggiunge: “Le parole hanno un peso. Quando si minimizza la violenza contro le donne o si svilisce la gravità del femminicidio, si manca di rispetto a chi è stato ucciso e a chi ogni giorno convive con una ferita che non guarirà mai. Mia figlia non tornerà. Nessuna scusa potrà restituirci il suo sorriso, la sua voce, il suo abbraccio. Ma il rispetto per la sua memoria e per tutte le vittime dovrebbe essere un dovere morale per chiunque ricopra ruoli pubblici”.
“Si vergogni ogni volta che pronuncia parole che feriscono chi ha già pagato il prezzo più alto. E ringrazi la vita se non ha mai dovuto ricevere quella telefonata che spezza il cuore e divide l’esistenza in un prima e un dopo. Noi familiari delle vittime sappiamo cosa significa vivere una condanna senza fine. Ogni giorno è una sentenza che si rinnova. Per questo chiediamo rispetto, responsabilità e umanità. Per Giordana, per sua figlia, per tutte le donne che non possono più parlare e per tutte le famiglie che portano addosso il peso insopportabile della loro assenza. Si vergogni!”, conclude Vera Squatrito.
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