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Venezia83, “Scarpe rotte” di Roberta Torre apre le Notti Veneziane

Venezia83, “Scarpe rotte” di Roberta Torre apre le Notti Veneziane

La sezione delle Giornate degli Autori, nel cast Ronchi e Sokoli

Roma, 22 lug. (askanews) – “Scarpe rotte”, di Roberta Torre, è il film d’apertura delle Notti Veneziane, sezione delle Giornate degli Autori in accordo con l’Isola di Edipo. Interpretato da Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, racconta in che modo a volte il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.

Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale. Clara e Vera trascorrono il tempo in casa: bevono il tè, mettono in ordine, parlano. Clara e Vera parlano di tutto. Di ciò che è accaduto all’una e all’altra, di chi non c’è, di chi manca. Al centro dei loro discorsi – come un leitmotiv musicale, e come un’occasione per parlare di ciò di cui non si può parlare – ci sono le scarpe. Che dovrebbero essere intere, se non addirittura eleganti almeno decenti, e invece sono rotte, piene di spaccature, con la suola che si stacca; ma ci sono solo quelle, bisogna arrangiarsi, esserne orgogliosi e persino – anche se in tempo di guerra sembra assurdo – un poco gioirne. Perché allora non organizzare un concorso di scarpe rotte, con tanto di giudice e concorrenti? Scarpe rotte racconta la storia di due donne e del loro legame. Racconta in che modo, a volte, il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.

“Scarpe rotte – racconta Roberta Torre – è un film sul tempo e sulla Storia che lascia le sue tracce negli oggetti e nei corpi, sulla memoria come presenza viva e sui fantasmi di chi abbiamo amato come abitatori complici delle nostre giornate”.

Insieme a Barbara Ronchi e Mersila Sokoli completano il cast Glen Blackhall, Diana Collepiccolo, Paola Giannetti, Tatiana Lepore, Alfonso Guadagnino, Michele Savoia, Rocco Castrocielo.

Scarpe rotte è una produzione Faber Produzioni, Stemal Entertainment, Draka Production con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo e Corrado Azzollini. Da un soggetto di Roberta Torre, sceneggiatura di Roberta Torre e Giorgio Vasta, si avvale della fotografia di Daniele Ciprì (con cui la Torre ha già collaborato fin dal suo folgorante esordio “Tano da morire”), del montaggio di Simona Paggi, dei costumi di Erika Carretta, della scenografia di Luigi Bisceglia, del suono di Gianfranco Tortora.

Roberta Torre ha esordito con “Tano da morire” (1997), presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima, il Premio della Settimana Internazionale della Critica e una Menzione Speciale Fipresci. I suoi film, tra cui “Sud Side Stori”, “Angela”, “Mare Nero”, “I baci mai dati”, “Riccardo va all’inferno”, “Le Favolose” e “Mi fanno male i capelli”, sono stati presentati nei principali festival internazionali, tra Venezia, Cannes, Locarno, Roma, IDFA, Tokyo e Outfest Los Angeles, ottenendo numerosi riconoscimenti. Impegnata anche con l’attività teatrale, dedicata alla riscrittura contemporanea dei classici, dal 2025 è direttrice artistica del Teatro Luigi Pirandello di Agrigento.