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Vino, Vitevis inaugura la nuova linea da 10mila bottiglie l’ora

Vino, Vitevis inaugura la nuova linea da 10mila bottiglie l’ora

Cooperativa vicentina: +25% di produttività. Rinnovati spazi cantina

Milano, 10 lug. (askanews) – Vitevis apre oggi, 10 luglio, ai soci la nuova linea di imbottigliamento nella sede produttiva di Montecchio Maggiore (Vicenza), un investimento che entrerà a pieno regime con la vendemmia 2026 e porterà la capacità dell’impianto fino a 10mila bottiglie all’ora, con un recupero di produttività del 25% rispetto alla configurazione precedente. Negli spazi rinnovati della cantina, sono stati installati nuovi sistemi per etichettatura, capsulatura, movimentazione di bottiglie e cartoni, oltre a dispositivi di controllo qualità distribuiti lungo tutta la linea. L’intervento, completato in primavera dopo quattro settimane di lavoro, rappresenta uno dei passaggi industriali più rilevanti nel percorso recente della cooperativa veneta.

Vitevis riunisce oltre 1.200 soci attivi su 2.700 ettari vitati tra Verona e Vicenza e sfiora i 18 milioni di bottiglie annue. In questo quadro, il rinnovamento di Montecchio Maggiore incide non solo sulla velocità dell’imbottigliamento ma anche sull’organizzazione complessiva del lavoro. Il layout della sala è stato ridisegnato integralmente e la superficie operativa è quasi raddoppiata, con l’obiettivo di rendere più fluidi i flussi produttivi, migliorare le condizioni di lavoro degli operatori e aumentare il controllo sui processi.

L’intervento ha riguardato anche l’infrastruttura della sala, con una nuova pavimentazione in resina epossidica multistrato, sguscia perimetrale per il lavaggio igienico dei punti nascosti e pareti rivestite con smalto lavabile. Sono elementi tecnici che puntano a rafforzare la continuità qualitativa in una fase delicata come quella dell’imbottigliamento.

“Con questo investimento la nostra azienda si colloca all’avanguardia nella tecnologia di Cantina”, ha affermato il direttore generale di Vitevis, Gianfranco Gambesi, evidenziando che “il recupero di produttività del +25% rispetto alla configurazione precedente si traduce in maggiore efficienza per unità prodotta, minor consumo di risorse e riduzione degli scarti di processo, un dato perfettamente coerente con l’impostazione produttiva che si evince dal nostro bilancio di sostenibilità. Significa in altre parole miglioramento qualitativo, implementazione dei processi e maggiore competitività sui mercati”.

Uno dei punti di maggiore discontinuità rispetto al passato riguarda il controllo qualità. Prima dell’etichettatura, tutte le bottiglie capsulate, sia di vini fermi sia di spumanti, vengono sottoposte a un controllo ottico della presenza della capsula con scarto automatico. A questo si aggiunge una stazione di verifica della tappatura tramite telecamera, integrata con il controllo del livello di riempimento. L’obiettivo è superare le verifiche episodiche e sostituirle con un sistema continuo, capace di intercettare le non conformità senza fermare la linea. Nella fase di etichettatura, un sistema dedicato ricostruisce il solido di rotazione della bottiglia ed esegue un’analisi a 360 gradi dell’etichetta applicata. Ogni stazione dispone di una propria piazzola autonoma di scarto, così che eventuali anomalie vengano isolate senza interrompere la produzione. La macchina etichettatrice lavora con sette stazioni operative in modalità non-stop, mentre l’incassettamento è affidato a un monoblocco automatico con inseritore di alveari, soluzione che punta a preservare l’integrità delle etichette. Il ciclo si chiude con l’applicazione automatica dell’etichetta SSCC su ogni bancale, a supporto della tracciabilità di filiera.

Il nuovo assetto distingue inoltre in modo più preciso la gestione di vini fermi e spumanti. Per gli spumanti imbottigliati a freddo è stata installata una nuova unità di climatizzazione, progettata per mantenere condizioni controllate di temperatura e velocità dell’aria, considerate variabili critiche per il prodotto finito. Per i vini fermi, invece, entra in funzione una nuova capsulatrice con regolazione pneumatica elettronica, pensata per assicurare uniformità di applicazione a qualsiasi velocità di linea. Completa l’intervento l’impianto di microfiltrazione a doppio skid, che consente il cambio rapido tra vini di colore diverso e la sanitizzazione del circuito inattivo durante la produzione. In termini operativi, questo significa ridurre tempi morti e rischio di contaminazioni incrociate, aumentando la continuità della linea. L’investimento si inserisce nella traiettoria dei progetti “Sovano” e “Condiviso”, entrambi orientati alla riduzione dell’impronta ambientale della filiera e all’introduzione di innovazione nella gestione del vigneto e della Cantina. Per Vitevis, efficienza produttiva e responsabilità ambientale sono due elementi della stessa strategia.

Cantine Vitevis è nata il 1 luglio 2015 dalla fusione tra Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore, Cantina di Gambellara e Cantina Valleogra di Malo, a cui si è aggiunta successivamente Cantina di Castelnuovo del Garda, sulle rive del Lago di Garda.