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Wall Street festeggia l’onda blu alle midterm, Dow Jones apre a +1,7%

Wall Street festeggia l’onda blu alle midterm, Dow Jones apre a +1,7%

A picco il titolo Trump Media (-9%), male anche SpaceX (-4,5%) e Tesla (-4,4%)

Milano, 4 nov. (askanews) – Apertura in netto rialzo per Wall Street dopo la vittoria schiacciante dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, con la conquista dell’intero Congresso e con il presidente Trump, ora “anatra zoppa” ma con potere di veto, che ha subito riconosciuto la vittoria. In avvio, l’indice Dow Jones guadagna l’1,7%, l’S&P500 l’1,2%, il Nasdaq l’1,1%.

Via il rischio di incertezza politica che incombeva, una situazione di stallo storicamente è positiva per i mercati, spiegano gli analisti. “Ai mercati piace lo stallo, non gradiscono un partito con troppo potere”, ha commentato Andrew Slimmon di Morgan Stanley Investment Management.

“Dal punto di vista macroeconomico, la storia dimostra che un governo diviso rappresenta solitamente un contesto favorevole, poiché lo stallo politico impedisce di fatto l’approvazione di provvedimenti di rilievo”, ha spiegato Anthony Willis di Columbia Threadneedle Investments. “Di conseguenza, i timori immediati, ad esempio sulla legislazione in materia di intelligenza artificiale, potrebbero rivelarsi infondati, dal momento che Trump potrà comunque porre il veto sulle leggi a lui sgradite”. Il faro sui mercati resta comunque sul settore dell’IA e dei data center in vista comunque di una parziale autoregolamentazione del settore o di possibili restrizioni sui progetti dopo la vittoria dei Dem. Le azioni di CoreWeave lasciano sul terreno in avvio il 4,5%.

A picco il titolo di Trump Media (-9%), male anche SpaceX (-4,5%) e Tesla (-4,4%). Il successo del democratico Talarico in Texas rappresenta una grave battuta d’arresto per Elon Musk, che in quello Stato aveva sostenuto con forza i candidati repubblicani e dove hanno sede le sue società.

In netto calo il prezzo del petrolio, coi future sul Light Crude Wti in discesa di quasi il 3% a 93,3 dollari al barile, sulle speranze di una differente gestione da parte dell’amministrazione Usa del conflitto contro l’Iran.