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Zangrillo sostiene che Ia rivoluziona la Pubblica amministrazione

Zangrillo sostiene che Ia rivoluziona la Pubblica amministrazione
Ministro Zangrillo – pubblica amministrazione – Imagoeconomica

Serve l’organizzazione

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo – venuto al nostro Forum pubblicato l’8 luglio dello scorso anno – è un manager intelligente e sta compiendo ogni sforzo per riorganizzare la Pubblica amministrazione nazionale: l’inserimento massiccio di hardware e software, corsi di formazione, integrazione dell’Intelligenza artificiale e anche il tentativo di prevedere meriti o sanzioni per chi raggiunge o non raggiunge i risultati. Tutto questo, messo in campo dall’inizio della legislatura (di cui questo è il quarto anno), avrebbe dovuto migliorare le performance dell’apparato pubblico nazionale e quindi i servizi a cittadini, imprese e ad altre amministrazioni.
Non sembra, però, che questo sia accaduto perché i tempi per ottenere documenti, autorizzazioni e atti consimili sono biblici, perché gli appalti cominciano, ma non si sa quando finiscono, perché le manutenzioni sono latenti e così via. In questo quadro, l’apparato sanitario risulta sempre più carente, le Università “sfornano” giovani con competenze non adeguate ai nostri tempi e così via.

Piao: Piano integrato di attività e organizzazione nella PA

Stato, Regioni, Province e Città devono redigere uno strumento con un nome curioso, che sembra un miagolio: il Piao, cioè Piano integrato di attività e organizzazione.
Abbiamo letto alcuni di questi Piani e dobbiamo dire che sono redatti con una certa professionalità, per cui possono essere uno strumento efficace per fare funzionare le Pa dei diversi livelli. Sorprende, però, che manchi in essi un aspetto fondamentale: l’elencazione o il censimento dei servizi che ogni Amministrazione dovrebbe produrre ed erogare nei suoi diversi aspetti e nelle sue diverse funzioni.
Non si capisce perché il Piano organizzativo non parta dell’enumerazione e dalle tipologie dei servizi che debbono essere prestati a imprese e cittadini e solo dopo si determini quale sia il fabbisogno finanziario per l’organizzazione, nonché il fabbisogno professionale, cioè la dotazione di dirigenti, funzionari e dipendenti.
è proprio questo il vulnus del Piao che vogliamo sottolineare in questo editoriale.

Servizi pubblici e fabbisogni: il nodo della programmazione

La questione che poniamo è semplice nella sua essenza, facciamo un esempio. Le Province regionali hanno due compiti primari: manutenere le strade provinciali e manutenere gli immobili delle scuole di secondo grado. Ora, riteniamo che ogni Ente di tal fatta abbia il censimento e lo stato in cui si trovano le migliaia di chilometri di strade che devono essere curate, nonché il censimento e lo stato degli immobili delle scuole, che devono essere rinnovati e tenuti in ottimo stato di servizio, quindi anche con riscaldamento, condizionamento, servizi igienici funzionanti, eccetera.
Fatto questo quadro, l’Amministrazione deve determinare quali sono le strade e gli immobili che hanno bisogno di interventi, specificandone la tipologia e la quantità. In conseguenza di questa fase, subentra quella della determinazione del fabbisogno finanziario necessario e le tipologie di figure professionali per mettere in atto tutto il Piano.

Merito e produttività nella Pubblica amministrazione

L’enunciazione che precede è semplice, la sua elaborazione complessa e diventa difficile l’esecuzione perché tutto il personale (dirigenti, funzionari e dipendenti) non è incentivato a lavorare adeguatamente, col principio del merito, cioè qualità e quantità del lavoro per raggiungere gli obiettivi prefissati. Tali obiettivi debbono essere verificati tramite i risultati ottenuti.
Poi c’è un altro elemento che manca nel Piao e cioè la produttività del lavoro. Non sembri codesta una parola misteriosa; produttività significa semplicemente fare più cose e di migliore qualità nello stesso tempo.

Obiettivi 2027 e sfida della riforma PA

Inviamo i migliori auguri al ministro Zangrillo affinché, alla fine dei cinque anni (cioè il prossimo 2027), possa mettere delle bandierine sul percorso quinquennale e avere raggiunto risultati, misurabili con la migliorata efficienza dei servizi pubblici, se non altro per premiare la sua buona volontà e le sue capacità, anche utilizzando l’Ia.
Sappiamo che sarà difficile, perché i tre milioni di pubblici dipendenti sono difficili da gestire. Ma speriamo che ci riesca.