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Zes in Sicilia: a settembre i bandi per la vendita dei terreni

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Zes in Sicilia: a settembre i bandi per la vendita dei terreni

Chiara Borzì  |
lunedì 27 Giugno 2022 - 17:44

Il commissario della Zes Sicilia Orientale Alessandro Di Graziano, ha fatto il punto della situazione durante l'incontro "La Zes incontra i territori" organizzato da Confindustria Catania

60 milioni di euro sono disponibili per le Zone Economiche Speciali della Sicilia Orientale, ma questa somma non può essere sfruttata. La Zes, da programma economico nato cinque anni fa con il decreto legge 20 giugno 2017 n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2017 n. 123, ha preso il via in Sicilia con ben quattro anni di ritardo con il DPCM del 22 luglio del 2020.

Dopo due anni di attività (prevedibilmente rallentate anche dalla pandemia), la nomina di un commissario a gennaio 2022 (il professore Alessandro Di Graziano) e la crescita delle sinergie a livello regionale e nazionale (garantita dalla cabina di regia con il Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale) le Zes siciliane restano tutte in divenire.

Da sinistra: Scatà, Gargano, Di Graziano, Malandrino (cb)
Da sinistra: Scatà, Gargano, Di Graziano, Malandrino (cb)

La presenza di ben due aree designate sulle otto rintracciate dal progetto in Italia non basta per raggiungere numeri lusinghieri in termini di investimento sul territorio. Stando alle cifre presentate a Catania dal commissario della Zes Sicilia Orientale, Alessandro Di Graziano, Campania e Calabria hanno investito più della Sicilia: la prima ha fatto registrare investimenti lordi per 455 milioni di euro, la seconda per 104 milioni. L’isola nel suo complesso per soli 71 milioni di euro.

“Le Zes sono partite prima della mia nomina – ha dichiarato dalla sede di Confindustria Catania, all’interno della sala Ance Catania allestita per l’incontro “La Zes incontra i territori”, lo stesso commissario Di Graziano – lasciamo che il programma funzioni come accade nel resto del Mondo. Tra le attività che abbiamo sviluppato da recente, è attiva e accessibile dal sito della Zes della Sicilia Orientale una piattaforma Gis con le particelle catastali dei terreni disponibili per futuri investimenti e contiamo tra 2-3 anni di presentare una piattaforma logistica che permetterà la connessione dei porti e dell’interporto alla IFN (infrastruttura ferroviaria nazionale).

Tra le cinque azioni di indirizzo lavoreremo per incentivare il potenziamento delle specializzazioni produttive e il rafforzamento della filiera. Sicilia al centro del Mediterraneo vuol dire provare a dare una spinta allo sviluppo del triangolo energetico siciliano composto da Milazzo, Priolo e Gela”.

Imprenditoria, ordini professionali e costruttori sono stati tutti d’accordo sulla necessità di sburocratizzare e velocizzare non solo i procedimenti che riguardano le Zes. “Il più grosso ostacolo dell’imprenditore è la burocrazia – ha dichiarato il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco -. Una burocrazia lenta scoraggia gli investimenti e interfacciandosi con i palazzi di Palermo si ha quasi la sensazione che qualcuno “remi contro” l’obiettivo di rilancio della nostra regione. La piccola impresa ha bisogno di sburocratizzazione. Non possiamo essere zimbello perché gli uffici concedono lentamente le autorizzazioni – ha continuato Biriaco -. Le Zes sono strumento madre per la crescita del territorio”.

“Dobbiamo ammettere la presenza di un ambiente poco favorevole a fare imprese in Sicilia – ha dichiarato la presidente del CNA di Catania Floriana Franceschini – svolgere la nostra professione è sempre più difficile. La presenza di due Zes in Sicilia dovrebbe motivare a realizzare il progetto ed invece continuiamo ad arrancare in competitività. Il degrado della nostra zona industriale, da trasformare anche in zona artigianale, è conosciuto a tutti. La mancanza di strade, illuminazione, manto, fognature rendono necessario un miglioramento della situazione in queste zone. Ad Acireale – ha segnalato la presidente del CNA di etneo – artigiani che hanno acquistato lotti in zone entrate nella Zes rimasti sono bloccati per via di vincoli e procedimenti burocratici che non hanno permesso la nascita di nuove attività. Una situazione che potrebbe replicarsi in altre zone, con il rischio di bloccare ancora lo sviluppo”.

La Regione attraverso l’Irfis e la collaborazione con Banca Intesa e Unicredit è pronta a finanziare le attività ed un passo significativo allo sblocco delle Zes sarebbe in dirittura d’arrivo dopo l’estate.
“Volevo prendere un impegno pubblico alla presenza del presidente Nello Musumeci, non sarà così, ma voglio comunicare ugualmente la possibilità di pubblicazione dei bandi per la vendita dei terreni disponibili entro settembre – ha dichiarato l’assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano da Catania -. Tutto dipenderà dall’approvazione dei bilanci stilati dalle ex Asi da parte dell’assessorato all’Economia, dopo le valutazioni fatte dall’Irsap.

Quando mi sono insediato non ho trovato un foglio di carta sulle Zes – ha evidenziato Turano -, in poco tempo siamo riusciti a circoscrivere i territori dei retroporti ed estendere i benefici delle Zes a zone più esterne, ma compatibili a norma di legge. Grazie alla consueta disponibilità dell’assessore Armao spero si potrà accelerare la procedura di approvazione dei bilanci, sebbene non sarà facile l’analisi dopo nove anni di anarchia; poi potranno essere pubblicati i bandi per l’acquisto dei terreni e rilanciare il programma. Non so se le Zes funzioneranno in Sicilia, ma abbiamo già ricevuto manifestazioni d’interesse anche dalla Germania”.

Chiara Borzì
Twitter: @chiaraborzi

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