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Acqua a singhiozzo, bollette salate e niente bonus: ecco cosa succede a Biancavilla

Acqua a singhiozzo, bollette salate e niente bonus: ecco cosa succede a Biancavilla
Immagine di repertorio, foto di Heungsoon da Pixabay

Posticipata la data di scadenza delle bollette. L’annuncio: “Il rinvio consentirà di effettuare le opportune verifiche e di applicare il bonus idrico”

Aumenti in bolletta, nuove modalità di calcolo dei costi e un servizio erogato a intermittenza. È questo il quadro che sta alimentando il dibattito a Biancavilla, nel Catanese, dopo il passaggio della gestione del servizio idrico dal Comune alla società Servizi idrici etnei (Sie), avvenuto formalmente a giugno del 2025. Le prime fatture hanno infatti evidenziato un incremento dei costi rispetto alle precedenti tariffe comunali, suscitando malcontento tra gli utenti. Una situazione che ha portato alla nascita di un comitato per la tutela dell’acqua pubblico, costituito con l’obiettivo di comprendere le ragioni degli aumenti e ottenere maggiori informazioni sulla gestione del servizio.

I rincari con la nuova gestione Sie

Secondo quanto riferito dai cittadini e dal neonato comitato, il cambiamento più evidente riguarda gli importi riportati nelle bollette successive al subentro di Sie nella gestione della rete idrica locale. Le nuove fatture, emesse con cadenza trimestrale, avrebbero fatto registrare rincari significativi rispetto agli anni precedenti. Alcuni utenti sostengono che l’esborso richiesto ogni tre mesi sia paragonabile a quello che in passato veniva sostenuto nell’arco di sei mesi. A incidere sull’aumento non sarebbe soltanto il consumo effettivo dell’acqua ma anche la revisione di alcune voci fisse presenti in bolletta tra cui il canone, la quota fissa e il deposito cauzionale.

Bollette salate e disservizi: le testimonianze dei cittadini

Le segnalazioni dei cittadini riguardano sia l’entità delle nuove fatture sia alcuni aspetti legati ai criteri dei nuovi importi. “Paghiamo di più tra canone, quota fissa e deposito cauzionale nonostante siamo soltanto tre persone in famiglia. Confrontandomi con nuclei familiari più numerosi, ho scoperto di sostenere costi superiori”, racconta un utente al QdS. Un’altra residente evidenzia il forte divario rispetto al passato: “Prima spendevamo circa 70 euro l’anno, oggi arriviamo a pagare quasi 300 euro pur continuando a ricevere l’acqua in maniera discontinua”. Il sentimento comune è quello di ritrovarsi davanti a importi ritenuti eccessivi e non proporzionati alla qualità del servizio ricevuto: “Bollette trimestrali come se avessimo le campagne. Insostenibili!”.

Emergono inoltre critiche relative alla gestione dei reclami e alle difficoltà nel contattare il gestore per ottenere chiarimenti sugli importi addebitati. I rincari sono ritenuti eccessivi e ci sarebbero delle presunte anomalie negli addebiti, che rimangono un’incognita a causa della mancanza di risposte attraverso i canali di assistenza messi a disposizione della società, secondo le testimonianze. “Abbiamo registrato aumenti del 60% e, in alcuni casi, gravi errori nelle fatturazioni. Non rispondono al telefono, alle Pec e nemmeno alle email. È una situazione vergognosa, bisognerebbe fare qualcosa“, dice un residente.

Il comitato

Per fare chiarezza sulle nuove tariffe e sulle modalità di gestione del servizio è nato il comitato per la tutela dell’acqua pubblica di Biancavilla. “Le lamentele dei cittadini sono legate all’arrivo di bollette che hanno lasciato molti sorpresi, perché in alcuni casi presentano costi molto superiori rispetto a quelli sostenuti negli anni precedenti”, spiega al QdS Salvatore Grasso, tra i promotori dell’iniziativa. Il principale nodo da affrontare riguarda la mancanza di informazioni chiare e dettagliate sui criteri utilizzati per determinare le nuove tariffe. “Ci è stato detto che il passaggio era necessario per ragioni legislative ma i cittadini hanno il diritto di sapere a cosa vanno incontro, quali sono i metodi utilizzati e come si è arrivati a questa tariffazione”. Il riferimento è anche al tema della gestione pubblica dell’acqua, richiamato dai componenti del comitato come principio da preservare attraverso maggiore trasparenza e partecipazione.

Acqua a singhiozzo nei quartieri

Alla questione economica si somma quella legata alla continuità del servizio. Le criticità nell’approvvigionamento idrico, infatti, non rappresentano una novità per molti residenti di Biancavilla. Diverse testimonianze raccolte segnalano che in alcune zone della città l’acqua non arriverebbe quotidianamente nelle abitazioni e che talvolta l’erogazione avverrebbe soltanto due o tre volte alla settimana. “I prezzi sono lievitati e a casa mia manca l’acqua anche per tre giorni. È difficile accettare aumenti così consistenti quando il servizio non è garantito con continuità”, racconta una residente. Per il comitato, la situazione evidenzia la necessità di investimenti strutturali nella rete idrica e di una programmazione più efficace delle risorse disponibili.

Le richieste dei cittadini: trasparenza, investimenti e tariffe accessibili

Tra le principali richieste avanzate dai cittadini vi è quella di conoscere nel dettaglio le motivazioni che hanno determinato gli aumenti e di comprendere quali interventi siano previsti per migliorare il servizio. “Quello che manca sono gli investimenti nel sistema idrico e una vera cultura della gestione dell’acqua”, osserva Grasso. “È paradossale che dopo un inverno particolarmente piovoso si continui a parlare di invasi che non raggiungono livelli adeguati e di possibili emergenze idriche”. Il comitato invita inoltre a riflettere sull’impatto sociale dei rincari, soprattutto per le famiglie più fragili e per i pensionati con redditi limitati.

Da qui la richiesta di verificare l’esistenza di eventuali agevolazioni o tariffe calmierate destinate alle fasce economicamente più deboli. “Non puntiamo il dito contro nessuno – conclude Grasso –, ma vogliamo capire perché le tariffe sono aumentate, come sia possibile intervenire e quali soluzioni possano essere adottate affinché l’acqua, bene pubblico essenziale, rimanga realmente accessibile a tutti”.

Bonus idrico non applicato

Tra le problematiche figura anche il mancato riconoscimento del bonus idrico. Nelle bollette dell’acqua, infatti, non è presente lo sconto previsto per gli aventi diritto e, in aggiunta, sarebbe stato addebitato loro il deposito cauzionale. Ciò va in contrasto con la normativa Arera, che stabilisce che il gestore del servizio non può richiedere il pagamento del deposito cauzionale ai beneficiari del bonus sociale idrico, perché ne sono esenti. Sulla vicenda è di recente intervenuto il sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno, a seguito delle segnalazioni dei cittadini. “Ho chiesto alla Sie di individuare gli utenti che possono beneficiare del bonus, applicandolo subito in fattura come prevedono le regole. È nostro dovere proteggere le fasce più fragili da disagi e ingiustizie“, spiega il sindaco.

A seguito di un confronto tra l’amministrazione comunale e la Sie, è stata accolta la richiesta del Comune di posticipare di quindici giorni la data di scadenza delle bollette dell’acqua, fissata inizialmente al 22 maggio 2026. “Il rinvio consentirà di effettuare le opportune verifiche e di applicare il bonus idrico da bollettazione. Coloro che hanno pagato, invece, riceveranno una nota di credito”.

Il QdS ha tentato di contattare Sie per un commento sul caso Biancavilla, non ricevendo risposta. La redazione rimane disponibile alla pubblicazione di eventuali repliche o integrazioni.

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