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Acqua, gelo tra Ati e Sie: il nodo della gestione unica farà ritorno sui banchi della giustizia amministrativa

Acqua, gelo tra Ati e Sie: il nodo della gestione unica farà ritorno sui banchi della giustizia amministrativa
servizio idrico

L’Assemblea territoriale ha chiesto l’intervento del Cga sul mancato accordo con la società del servizio idrico

CATANIA – “Un insanabile contrasto che comporta la materiale e giuridica impossibilità di addivenire a un accordo”. È sulla base di questa premessa, che sintetizza in una frase le tante difficoltà degli ultimi due anni, che l’Assemblea territoriale idrica di Catania – ente in cui siedono i sindaci della provincia e che rappresenta il soggetto di riferimento in materia di acqua – il 4 maggio ha deliberato di dare mandato ai propri legali di chiedere al Cga se allo stato esistono le condizioni per stabilire che tutto ciò che si poteva fare per trovare un accordo con Sie, la società che ha ottenuto il riconoscimento del diritto di diventare gestore unico dell’acqua nei 58 Comuni del Catanese, è stato fatto. Tentativi che, sin qui, si sono arenati davanti all’apparente incolmabile distanza che separa le due parti e che di fatto hanno impedito l’avvio della gestione.

La storia della gestione idrica e della convenzione Ati-Sie

Era il mese di luglio del 2024, quando la commissaria inviata dalla Regione per sostituirsi ai sindaci stipulò la nuova convenzione tra l’Ati e la Sie. Il provvedimento serviva ad aggiornare i contenuti del rapporto che avrebbe dovuto legare i due soggetti per 29 anni. Il verbo aggiornare non è casuale: la storia di Sie nasce a metà anni Duemila quando una gara d’appalto venne indetta per scegliere il socio privato della società mista che avrebbe gestito il servizio idrico integrato per un trentennio. Le imprese che vinsero la gara costituirono la Hydro Catania, da allora socio per il 49 per cento di Sie, mentre il 51 per cento è in mano ai Comuni.

Ricorsi e ritardi nella gestione unica dell’acqua

L’avvio della gestione unica acqua Catania però non è mai avvenuto. Ricorsi alla giustizia amministrativa hanno determinato prima l’annullamento dell’esito di quella gara e poi, soltanto nel 2021, il loro ripristino. La storia recente è proseguita lungo lo stesso solco: tanto tempo per arrivare all’aggiornamento della convenzione e poi, una volta stipulata, altrettanto per riuscire concretamente a partire.

Nodi su piano d’ambito e piano economico-finanziario (Pef)

All’origine degli ultimi ritardi per Sie – e in particolar modo per il suo amministratore delegato, l’imprenditore Sergio Cassar – ci sono le mancata approvazione di un nuovo piano d’ambito e di un piano economico-finanziario (Pef), passaggi ritenuti fondamentali per mettere la società nella posizione di operare in condizioni idonee alle sfide che caratterizzano il presente e il futuro di un settore che, soprattutto in provincia di Catania, è pieno di carenze strutturali. Al contempo da parte dell’Ati c’è la convinzione che sia la Sie a pretendere condizioni inaccettabili rispetto all’impegno assunto con la sentenza del Cga che chiedeva di aggiornare – rispetto agli accordi di metà anni Duemila – la cornice entro cui il gestore unico avrebbe dovuto operare.

Criticità, Pnrr e disaccordi tra soci

A far parte di questa cornice erano, per esempio, l’ammontare dell’importo dei lavori che Sie avrebbe potuto eseguire direttamente e l’anticipazione finanziaria che sarebbe spettata alla società per realizzare le infrastrutture. “Dopo circa quattro anni dalla pubblicazione delle sentenze del Cga – si legge nella delibera votata dall’Ati – solo su pochi punti è stato possibile raggiungere un accordo, e segnatamente sul piano degli interventi e sul cronoprogramma di trasferimento delle gestioni, poi però rimasto in gran parte inattuato. A ciò si aggiunga che, a causa dei ritardi nelle progettazioni da parte di Sie, non sono stati avviati gli interventi previsti dal Pnrr e dai fondi pubblici per infrastrutture idriche”.

Contrasti su modello gestionale e governance

Nel documento di 13 pagine, sono elencate tutte le criticità che, a detta dell’Ati, hanno pregiudicato l’avvio della gestione unica. Tra esse viene citato il mancato invio di un modello gestionale e organizzativo da inserire nel nuovo Piano d’ambito, sottolineando che quello proposto da Sie non era stato valutato – a differenza di quanto previsto dallo statuto della società – dal Consiglio di sorveglianza. “Ciò ha costretto a procedere all’aggiornamento del Piano d’ambito sulla base di un modello ipotetico, e confermando così, da parte di Sie, la volontà di non volersi esprimere circa la concreta organizzazione del gestore unico”, viene riportato nella delibera dell’Ati firmata dal presidente Fabio Mancuso.

Scontro sul Pef e sostenibilità finanziaria

A trovare spazio sono anche i disaccordi tra i soci che fanno parte di Hydro Catania, tra i quali compaiono non solo società private ma anche alcune delle partecipate pubbliche – come Acoset, Sidra, Ama – che attualmente operano in parte della provincia. I nodi riguardano il ruolo che ogni socio di minoranza di Hydro avrà nell’esecuzione delle opere e dei servizi compresi nella gestione unica. “Tale disaccordo, sfociato in un arbitrato, ha contribuito all’incertezza gestionale sulle modalità di esecuzione delle prestazioni stesse, e ai relativi costi, come detto elaborati d’ufficio da Ati in assenza di accordo con Sie”.

Sul fronte del piano economico-finanziario, tanto Sie che Ati hanno fatto delle proposte. Per ora, però, le divergenze sono profondissime. “Il Pef di Sie comporta una totale alterazione della matrice dei rischi risultante dalla gara del 2005 – si legge – Il Pef dell’Ati, seppure utilizzando necessariamente la disciplina tariffaria oggi vigente, è più coerente con gli esiti della gara, laddove mantiene l’apporto di capitale di rischio del privato aggiudicatario e la percentuale di autofinanziamento degli investimenti”. Nei mesi scorsi, l’Assemblea territoriale idrica ha incaricato la società Oxera Consulting di esaminare le due proposte di Pef. Il responso, viene riportato nella delibera, è stato tale che “pur verificata la bancabilità di entrambe le soluzioni”, quello di Sie è stato ritenuto avere “maggiori criticità con riferimento alla sostenibilità finanziaria e alla bancabilità del progetto rispetto al Pef proposto dall’Ati”.

Depurazione e conflitto con il Commissario unico

Ultimo ma non meno importante nodo è quello che tira in ballo i rapporti con il Commissario unico per la depurazione. Le opere che Sie dovrebbe realizzare, stando ai risultati della gara di metà anni Duemila, comprendono in parte le stesse che il governo nazionale ha affidato alla struttura commissariale chiamata a intervenire per superare in tempi celeri le infrazioni dell’Ue. In questo caso il problema riguarda le differenti tempistiche seguite dal Commissario e dall’Ati, ed è un tema che finirà al vaglio del Cga, perché pone dei problemi di non facile soluzione.

“Il Piano d’ambito predisposto dall’Ati prevede che la realizzazione delle opere della depurazione avvenga in un lasso di tempo più lungo (sino al 2041) rispetto a quanto previsto dal Commissario (sino al 2029). Il problema si pone perché la realizzazione delle opere di fognatura e depurazione, in base alle stime effettuate dal Commissario, richiede investimenti molto consistenti (pari a circa due miliardi di euro) e, data l’entità limitata dei contributi a fondo perduto disponibili, richiede altresì un ingente quota di cofinanziamento da tariffa. Per realizzare le opere entro tempi brevi e secondo le esigenze derivanti dalla infrazione comunitaria necessiterebbero – viene specificato nella delibera – ingentissime risorse da erogare in un periodo ridotto che non possono essere sostenute dalla tariffa, pena lo sforamento dei limiti previsti per legge”.

Il futuro: ritorno alla giustizia amministrativa

Cosa accadrà da qui in avanti è difficile dirlo. L’unica certezza è che a esprimersi su una delle storie più intricate degli ultimi decenni a Catania, nonché dell’affare probabilmente più ricco del prossimo futuro, tornerà a essere la giustizia amministrativa e il Cga.