Pubbliche amministrazioni nemiche dei cittadini - QdS

Pubbliche amministrazioni nemiche dei cittadini

Carlo Alberto Tregua

Pubbliche amministrazioni nemiche dei cittadini

sabato 21 Giugno 2014 - 00:00

Delegittimate dai demeriti

Quando si va sugli autobus o sui treni locali, quando si ascolta la gente dai parrucchieri o nei bar, depurando le chiacchiere dagli argomenti sportivi, il comune denominatore è la gravissima situazione socio-economica di vasti strati della popolazione e l’indicazione delle responsabilità delle pubbliche amministrazioni, i cui dirigenti e dipendenti sono privilegiati.
Essi infatti non hanno subito la crisi, né tanto né poco, perché hanno percepito regolarmente i loro stipendi ogni fine mese, mentre decine di migliaia di cittadini del settore privato sono stati messi in cassa integrazione a 800 € al mese, tanti altri hanno perso il posto e sono in cerca di lavoro e altri ancora sopravvivono a carico di genitori e di nonni.
L’iniquità fra pubblico e privato è mascroscopica, insopportabile, i cittadini non ne possono più di assistere a una classe di privilegiati assolutamente insensibili ai guai, che continuano imperterriti nel loro inqualificabile comportamento.

Le pubbliche amministrazioni, nel loro complesso, sono nemiche dei cittadini, perché fanno i propri comodi e soddisfano i propri privilegi, infischiandosene altamente di quelli che hanno bisogno dei servizi pubblici, che sono i più deboli.
Ribadiamo per l’ennesima volta che questa piovra dalle tante teste e dagli innumerevoli tentacoli viene rappresentata in maniera immaginifica, ma è più realistico identificarla con persone umane che se improntassero le loro azioni all’etica, si comporterebbero molto diversamente.
Vi sono tantissimi bravi dirigenti pubblici e molti più dipendenti pubblici che lavorano, si sacrificano, ma vengono mal visti come i fannulloni, gli infingardi e i corrotti. Non si capisce perché la parte sana delle pubbliche amministrazioni non levi alta la voce per accusare la parte malata e avviare un processo di guarigione che porti al risanamento delle macchine pubbliche.
Non solo esse debbono mettersi a funzionare con efficienza, ma devono riconquistare la fiducia dei cittadini, ormai perduta da decenni. Come fare? La risposta è semplice. Cominciando a fare funzionare bene tutti i servizi, che vanno digitalizzati per renderli in modo adeguato ai richiedenti.

Le pubbliche amministrazioni, statali, regionali e comunali, sono delegittimate dai loro demeriti e non possono dare ad altri la responsabilità del danno forse irreparabile.
In Sicilia, la situazione è più grave, perché il pubblico ha invaso vasti settori dell’economia, anche assumendo, in base a raccomandazioni, pletore di persone inefficienti di cui non c’era bisogno. Continuando a pagare costoro, la Regione, tecnicamente fallita, non è in condizioni di cofinanziare i fondi Ue e quindi di fare aprire i cantieri e di mettere in moto l’economia, facendo ulteriormente peggiorare la situazione.
Se Crocetta avesse gli attributi mentali, dovrebbe avere il coraggio, che ha Renzi, e comunicare al popolo siciliano che non è più in condizione di finanziare il clientelismo e quell’esercito di persone inutili che fino a ora hanno vissuto a spese nostre.
Se Crocetta avesse gli attributi mentali, dovrebbe rispondere all’elenco delle 14 domande che abbiamo pubblicato per 14 volte e riguardanti i problemi dei siciliani.

Se Crocetta avesse gli attributi mentali, anziché cincischiare su cose inutili nominerebbe a tamburo battente il Nucleo investigativo affari interni, per combattere l’enorme corruzione che si trova nella Regione, anche figlia della grande inefficienza presente ovunque.
Se Crocetta avesse gli attributi mentali, metterebbe in atto i piani regionali che abbiamo pubblicato più volte, da finanziare con i tagli alla spesa corrente inutile e dannosa, non – beninteso – ai servizi sociali.
Se Crocetta avesse gli attributi mentali, farebbe redigere immediatamente da professionisti esterni, a costo zero, il Piano aziendale della Regione per determinare le spese occorrenti a tutti i servizi, il numero delle figure professionali necessarie, il cronoprogramma per realizzarli, con sanzioni gravissime nei confronti di quei dirigenti che non rispettassero il Piano e il cronoprogramma.
Crocetta non si nasconda o non si spaventi di rispondere alle nostre domande e attui le soluzioni indicate.
Faccia il vero Presidente di tutti i siciliani, non la pantomima.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684