Il riscatto c’è stato, la vittoria pure ma è mancato il bersaglio grosso. Il Palermo batte il Catanzaro per 2-0 nella semifinale di ritorno dei play-off di Serie B. E questo acuisce i rimpianti per non aver giocato la partita di andata di domenica che al Ceravolo è finita 3-0.
Davanti ai 33milia e passa spettatori del Barbera il Palermo “ha fatto il Catanzaro” dell’andata. Aumentano si se e i ma che all’atto pratico contano veramente poco. Il Palermo esce a testa alta, ma esce da favorito e dice addio al grande sogno del ritorno in Serie A. La finale degli spareggi per il salto in massima serie se la giocheranno il Catanzaro e il Monza che ieri ha superato 2-1 la Juve Stabia, altra sorpresa, con tanta fatica dopo il 2-2 in rimonta a Castellammare del Golfo all’andata.
Pohjanpalo e Rui Modesto non bastano
La rete di Pohjanpalo in avvio aveva illuso. La spinta della squadra c’è stata ma i giallorossi di Aquliani si sono difesi bene giocando in modo ordinato. Il Palermo ha carburato ha creato tanto ma senza riuscire a trovare la spinta decisiva. Nella ripresa con gli innesti di Rui Modesto, Gyasi, Vasic la squadra ha avuto le migliori occasioni. Palumbo ha colpito il palo al 50′ poi Pigliaceli è super su una botta al volo di Ranocchia che ha strozzato l’urlo in gol. Il raddoppio di Rui Modesto nel finale è tardivo. Illude ancora ma nel finale il Catanzaro è più freddo e porta a casa la qualificazione. Inutile il commento sull’arbitro che proprio nelle fasi più convulse è sembrato perdere le redini del gioco.
Al Palermo non resta che pensare alla prossima stagione. Questa appena passata ha il sapore amaro ed ha avuto un finale inaspettato. Ma la Serie A non è sfumata oggi, è andata a farsi friggere all’andata di questa semifinale quando la squadra ha lasciato la testa negli spogliatoi e in campo sono andati 11 ombre, brutte copie di se stesse.
E lungo le 38 partite di campionato sono stati tanti rimpianti. A partire dall’1-1 di Mantova subito al 96′ per passare col 2-2 di Avellino, il ko a Pescara con l’ultima in classifica e comunque poi retrocessa a fine stagione. E poi l’idiosincrasia a battere le grandi. Catanzaro escluso, con Venezia, Monza e Frosinone i rosa non hanno mai vinto. E solo col Frosinone che alla fine è andato in Serie A da secondo, ci sono state due buonissime prestazioni. Questi risultati hanno fatto la differenza.
Il tabellino
Palermo: Joronen; Pierozzi, Peda (dal 15’ Magnani), Ceccaroni (dal 75′ Corona), Augello; Segre (dal 50’ Rui Modesto), Ranocchia; Le Douaron (dal 46’ Vasic), Palumbo, Johnsen (dal 75’ Gyasi); Pohjanpalo. Allenatore: Filippo Inzaghi. A disposizione: Gomis, Gomes, Bani, Giovane, Bereszynski, Blin, Veroli.
Catanzaro: Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli (dall’87’ Bashi), Petriccione (dal 77’ Rispoli), Pontisso, Alesi (dal 77’ Frosinini); Liberali (dal 46’ Di Francesco), Iemmello (dal 60’ Pompetti); Pittarello. Allenatore: Alberto Aquilani. A disposizione: Marietta, Jack, Nuamah, Oudin, Koffi, D’Alessandro, Buglio.
Arbitro: Matteo Marcenaro di Genova. Assistenti: Marco Scatragli (Arezzo) e Domenico Palermo (Bari). Quarto ufficiale: Giuseppe Collu (Cagliari).
Var: Davide Ghersini (Genova). Avar: Aleandro Di Paolo (Avezzano).
Reti: al 2’ Pohjanpalo, all’89’ Rui Modesto,
Note: Spettatori: 33.286. Ammoniti: 20’ Johnsen, 45’+4 Segre, 94′ Pontisso, Di Francesco. Espulsi: 90’+3 Pierozzi, 90’+6 Palumbo.
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