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Caro carburanti, verso la proroga del taglio delle accise. La Sicilia rimane “oppressa” dai rincari

Caro carburanti, verso la proroga del taglio delle accise. La Sicilia rimane “oppressa” dai rincari
Immagine di repertorio, di Saverio De Giglio via Imagoeconomica

L’Italia (e la Sicilia in modo particolare) attende le nuove mosse del Governo per contrastare i rincari di benzina e gasolio

Giornata decisiva per la lotta al caro carburanti, un problema che da anni – prima con la guerra in Ucraina e più intensamente dall’esplosione del conflitto USA-Iran lo scorso febbraio – mette in difficoltà cittadini e lavoratori italiani, in particolare la Sicilia, tra le regioni con i maggiori rincari medi. Alle 17 è previsto un Consiglio dei ministri, che dovrà decidere su una nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio (in scadenza proprio oggi, 10 settembre).

Caro carburanti, verso una nuova proroga del taglio delle accise

Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, l’obiettivo del Governo è quello di mettere in campo misure selettive contro il caro-energia ma bisognerà attendere un confronto a livello internazionale – con l’Ue – per avere un documento nero su bianco e maggiore chiarezza su come reperire le risorse necessarie per entrare in azione. E questo confronto è atteso per fine mese.

Oggi in Consiglio dei ministri si discuterà invece della proroga del taglio delle accise sul gasolio, di circa due settimane. Sul decreto con le misure mirate non si è trovata ancora la quadra, ma ci sono delle ipotesi allo studio. Tra queste quella di introdurre un bonus contro i rincari tra le voci dei fringe benefit rimborsati dal datore di lavoro ai dipendenti, da estendere potenzialmente anche alle partite Iva più esposte ai prezzi in aumento (si pensi, per esempio, ad autisti di taxi e ai vari “professionisti della strada”). Non mancherà di certo, magari in una seconda fase, un dibattito sulle misure a lungo termine per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e dal carburante “tradizionale”. Qualcosa di cui si sta discutendo a livello nazionale ed europeo da tempo, ma che in fase emergenziale rimane più come un dibattito sullo sfondo.

La Sicilia ostaggio dei “prezzi impazziti”

I prezzi medi del gasolio e della benzina crescono incessantemente. Come se non bastassero i cartelli visibili davanti ai rifornimenti, che presentano prezzi che vanno da giorni sopra i 2 euro al litro, lo conferma quotidianamente il report del Mimit. Confimprenditori denuncia una dinamica dei prezzi ormai “fuori controllo” e punta il dito contro il Governo, accusandolo di affrontare “una crisi strutturale a colpi di proroghe, senza una visione né una strategia di lungo periodo”. La soluzione proposta è quella di un “price cap sui carburanti“, che fissi immediatamente una soglia non superiore a 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro per il diesel.

Del futuro – su questo fronte – si sa ancora molto poco. Il presente, purtroppo, è evidente: al 10 settembre il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,077 euro al litro per la benzina e 2,184 euro al litro per il gasolio. La Sicilia – da febbraio in poi, con l’escalation di violenza tra USA e Iran – ha sofferto più di molte altre regioni per effetto dei rincari. I prezzi rimangono generalmente sopra la media nazionale: oggi, per esempio, il gasolio è a 2,206 euro al litro e la benzina a 2,089. Il prezzo del diesel è tra i più cari d’Italia, dietro a quelli di Bolzano (2.232 euro al litro), Calabria e Friuli Venezia Giulia (2.208 euro al litro).

L’Isola resta tra le aree più vulnerabili di fronte al caro carburanti, problema che aggrava la situazione di migliaia di famiglie alla soglia della povertà.

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