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Infrastrutture e riqualificazione del territorio, dalla Regione risorse ai Comuni siciliani

Infrastrutture e riqualificazione del territorio, dalla Regione risorse ai Comuni siciliani
Cantieri e lavori in corso. Foto di repertorio da Imagoeconomica, di Carlo Carino by MidJourney

Una dotazione complessiva di oltre due milioni di euro per gli Enti locali che avviano le necessarie procedure

Sono 64 i Comuni siciliani inseriti nel Piano di finanziamento della Regione, per un importo complessivo di 2 milioni e 450mila euro. E con l’ultimo decreto arriva un nuovo passaggio concreto: quasi 318mila euro vengono liquidati a nove amministrazioni che hanno completato la procedura e presentato tutta la documentazione richiesta.

Il Fondo nasce dalla legge regionale del 12 agosto 2024 e ha l’obiettivo di sostenere interventi infrastrutturali, opere di riqualificazione e rigenerazione, lavori di manutenzione, attività di tutela, promozione e valorizzazione del territorio. Per capire l’entità dello stanziamento bisogna distinguere due momenti diversi.

Il primo riguarda il finanziamento complessivo, cioè i 2 milioni e 450mila euro messi a disposizione dalla Regione per i Comuni individuati come beneficiari; il secondo riguarda invece i singoli pagamenti, che vengono effettuati successivamente, man mano che le Amministrazioni presentano le domande e la documentazione prevista.

Piano di finanziamento della Regione Siciliana, il Fondo per i Comuni

Il Fondo è stato istituito attraverso uno specifico capitolo di spesa del bilancio regionale. Con un successivo decreto dell’assessore regionale alle Autonomie locali, adottato nel novembre 2024, sono stati stabiliti i criteri per distribuire queste risorse ai Comuni. Nel dicembre 2024 la Regione aveva poi impegnato l’intero importo di 2 milioni e 450mila euro a favore dei Comuni individuati. In altre parole, i fondi erano stati ufficialmente destinati al programma e agli Enti beneficiari, ma per arrivare al pagamento effettivo ogni Comune doveva completare i passaggi amministrativi previsti.

Ed è proprio questo il motivo per cui i pagamenti arrivano in momenti diversi. Nell’ultimo decreto viene spiegato che nel corso del 2025 erano già stati adottati diversi provvedimenti per liquidare il contributo ai Comuni che avevano presentato correttamente l’istanza e la documentazione necessaria. Il nuovo provvedimento rappresenta quindi un’ulteriore fase di erogazione dello stesso finanziamento complessivo.

Le differenze di importi

Gli importi non sono uguali per tutti. Molti Comuni risultano destinatari di 40mila euro, mentre per alcuni l’importo è più basso. Nel prospetto iniziale, per esempio, Sperlinga ha un’assegnazione di 35.080,67 euro, Floresta di 28.089,17 euro, Frazzanò di 31.130,47 euro, Gallodoro di 22.810,59 euro, Malvagna di 32.738,52 euro, Mojo Alcantara di 35.465,20 euro e Motta d’Affermo di 34.381,52 euro. Anche nella provincia di Palermo sono presenti importi differenti, come i 26.725,83 euro destinati a Campofelice di Fitalia.

A questo punto si arriva all’ultimo decreto. La Regione ha disposto la liquidazione di 317.949,88 euro a favore di nove Comuni che hanno presentato l’istanza entro il 31 agosto scorso, corredata dalla documentazione prevista. In questo gruppo rientrano Sant’Agata li Battiati, Gagliano Castelferrato, Ficarra, Floresta, Frazzanò, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Gratteri e Scillato. Qui le cifre sono chiaramente indicate nel decreto. Sant’Agata li Battiati riceve 40mila euro, così come Gagliano Castelferrato, Ficarra, Caccamo e Gratteri. A Floresta vengono liquidati 28.089,17 euro, a Frazzanò 31.130,47 euro, a Campofelice di Fitalia 26.725,83 euro e a Scillato 32.004,41 euro. Il totale è, appunto, 317.949,88 euro.

Il peso dei risultati

Una volta ricevuti i soldi, però, il procedimento non è concluso. Le Amministrazioni dovranno infatti rendicontare come sono state utilizzate le somme. Il decreto stabilisce che la documentazione dovrà essere predisposto dal segretario comunale e dal responsabile del servizio finanziario entro 60 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario nel quale è avvenuta l’erogazione. Non sarà sufficiente indicare quanto è stato speso: bisognerà anche documentare i risultati ottenuti con l’intervento finanziato.

La Regione impone inoltre un’altra condizione precisa: per lo stesso intervento e per la stessa finalità il Comune non deve aver ricevuto altri finanziamenti o fondi pubblici. E se le somme ricevute non verranno utilizzate e correttamente rendicontate, il contributo non speso dovrà essere restituito alla Regione Siciliana.

Il decreto rappresenta dunque un nuovo passo nell’attuazione di un programma regionale molto più ampio. L’obiettivo finale è trasformare queste risorse in interventi concreti sui territori: opere, manutenzioni, riqualificazioni, rigenerazioni e iniziative capaci di migliorare e valorizzare i Comuni siciliani interessati dal finanziamento.

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