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A18-A20, via alla nuova gara: 50 milioni di euro per rifare l’asfalto in due tratti. Priorità sicurezza e niente effetto aquaplaning

A18-A20, via alla nuova gara: 50 milioni di euro per rifare l’asfalto in due tratti. Priorità sicurezza e niente effetto aquaplaning
A20 Palermo Messina

L’importo a base di gara ammonta a 49.597.964,22 euro e la scadenza per presentare le offerte è stata fissata per il 30 ottobre.

L’inizio della Messina-Palermo, nella parte che comunemente viene definito tangenziale, e il tratto della Messina-Catania che dal casello di Giarre arriva fino alla barriera di San Gregorio.

Sono i due lotti in cui è stata suddivisa una gara d’appalto del valore di quasi 50 milioni di euro, pubblicata ieri da Autostrade Siciliane (ex Cas) per la sostituzione della pavimentazione stradale. I lavori verranno eseguiti in entrambe le carreggiate. Determineranno le chiusure delle corsie progressivamente si interverrà ma al contempo restituiranno un’infrastruttura più efficiente e, è questo uno degli obiettivi elencati nelle relazioni allegati al progetto, sicura.

Evitare l’aquaplaning

“È stata considerata la problematica riguardante la pavimentazione in conglomerato bituminoso in quanto il frequente passaggio dei mezzi, specie quelli pesanti produce un continuo deterioramento”, viene riportato in uno dei documenti.

Nella provincia peloritana, i cantieri riguarderanno la tratta compresa tra il chilometro zero e il chilometro 20+500 della A20. “Questa infrastruttura collega e facilita il traffico veicolare intorno alla città di Messina, evitando il passaggio dei veicoli direttamente attraverso il centro urbano. Per via della particolare conformazione geografica del territorio – stretto tra i monti Peloritani e il mare – la tangenziale si caratterizza per l’alternanza di numerose gallerie e viadotti”.

Leggermente più corta, circa 18 chilometri, la tratta che interesserà la provincia di Catania. “L’ente ha la necessità improcrastinabile di procedere al risanamento profondo e alla manutenzione straordinaria delle pavimentazioni stradali per garantire la sicurezza della circolazione e l’incolumità degli utenti”, scrive il Cas.

L’importo a base di gara ammonta a 49.597.964,22 euro e la scadenza per presentare le offerte è stata fissata per il 30 ottobre.

A far parte dei capitolati d’appalto è anche la sostituzione dei giunti dei viadotti risultati ammalorati nel corso delle verifiche. Le imprese vincitrici delle gare dovranno utilizzare materiali in grado di evitare l’accumulo di acqua nelle carreggiate e, dunque, l’effetto aquaplaning.

“Un tappeto di usura drenante consente il deflusso dell’acqua piovana dalla superficie stradale, oltre a migliorare la visibilità notturna grazie alla ridotta riflessione luminosa. Inoltre, l’usura drenante, essendo una miscela ad alta porosità e con alto indice di vuoti riduce notevolmente il rumore prodotto dal rotolamento dei pneumatici”, si legge.

Verifiche da ripetere

L’iter amministrativo che ha portato all’indizione del bando di gara è durato diversi anni e ha registrato più di un rallentamento. Ciò ha determinato anche la necessità di adeguare gli importi della gara ai prezziari Anas che, con il passare del tempo, sono entrati in vigore.

Un altro intoppo si è avuto con la fase di affidamento del servizio di verifica dei progetti esecutivi. Il Cas, sia per il lotto messinese che per quello catanese, ha in un primo tempo affidato il servizio a due differenti società che hanno portato a compimento i compiti assegnati, vedendosi però poi sostituire da altri operatori economici. All’origine del cambio in corsa ci sono state le novità introdotte con il codice degli appalti entrato in vigore nel 2023.

“Ai sensi dell’art. 34 comma 2 lett. a) dell’ Allegato 1.7 del Codice, per lavori d’importo pari o superiore a 20 milioni, la verifica è effettuata da organismi di controllo accreditati ai sensi della norma europea Uni Cei En Iso/Iec 17020. L’operatore economico, già incaricato per la verifica del progetto, non è in possesso dei requisiti specifici; è risultato, pertanto, necessario individuare un nuovo operatore economico dotato dei requisiti previsti per la verifica”, viene ricostruito nella determina con cui è stata avviata a inizio mese è stata avviata la procedure di indizione della gara.

L’ultimatum e la rassicurazione di Aricò: “Nessuna interruzione”

Nelle scorse ore le autostrade Palermo-Messina e Messina-Catania sono state al centro dell’attenzione politica e istituzionale, principalmente per l’allarme sollevato sulla necessità di interventi di mitigazione del rischio. Interventi che – da comunicazione del Mit al Cas – vanno eseguiti entro il 3 ottobre, pena il rischio di interdizione del traffico, e per i quali servono oltre 30 milioni di euro.

Dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità sono arrivate rassicurazioni: “Nessun tratto autostradale sarà sottoposto a chiusura e sono già state reperite le risorse per finanziare i lavori necessari sollecitati dal ministero delle Infrastrutture”.

“Come ho già illustrato martedì scorso durante l’audizione in commissione Trasporti all’Ars – ha chiarito l’assessore regionale Aricò – il governo regionale ha lavorato per trovare una soluzione in tempi rapidi a quanto richiesto dal Mit, lo scorso 4 settembre, al Consorzio autostrade siciliane. Sono stati, infatti, reperiti i 32,5 milioni necessari attingendo ai fondi residui del Programma operativo complementare. Oltre a questi, sono stati messi a disposizione altri due milioni dell’assessorato regionale delle Infrastrutture per i lavori di somma urgenza. Mi sento, dunque, di rassicurare i siciliani: le due autostrade non subiranno alcuna interdizione al traffico”.

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