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Caro carburanti, autotrasportatori siciliani pronti all’incontro con Aricò: “Senza decreto sarà sciopero a oltranza”

Caro carburanti, autotrasportatori siciliani pronti all’incontro con Aricò: “Senza decreto sarà sciopero a oltranza”
Foto di Carlo Carino by AI Mid, da Imagoeconomica

La posizione dei camionisti è chiara. Salvatore Bella, coordinatore del comitato della categoria al QdS.it: “Se continua così, saremo costretti a fermarci”

Sono ore e giorni caldi in Sicilia. Non per le temperature bensì per il caro carburante, con gli autotrasportatori in particolare che sono pronti a fermarsi senza aiuti concreti. I rincari ormai sono insostenibili ed è necessario un contributo dalle istituzioni.

Mercoledì incontro con la Regione, pronto il decreto

La Regione Siciliana, per iniziativa dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, ha convocato mercoledì alle 15.30 la categoria di lavoratori per il decreto atteso da aprile. Tale provvedimento, però, dovrà rispondere alle richieste fatte dagli autotrasportatori nelle settimane precedenti, così come sottolineato da Salvatore Bella, coordinatore comitato autotrasportatori siciliani, intervistato dalla nostra redazione.

“Ci aspettiamo che l’assessore Aricò ci presenti il decreto che aspettiamo da aprile – dichiara Bella al QdS.it -, pari a 30 milioni di euro. Di questi, 15 erano destinati a pescatori e agricoltori e gli altri 15 erano per noi. A luglio la Regione ci aveva detto che avevano trovato altri 30 milioni per un totale di 45 da scontare nel caro carburante”.

Gli autotrasportatori hanno le idee chiare, nel decreto non ci deve essere il “de minimis”: “Non ce ne facciamo niente se ci presentano un decreto assessoriale perché in quel modo le nostre aziende grosse non se ne fanno nulla, possiamo arrivare solamente a 50mila euro in più rispetto a quello che c’era prima. Se non ci saranno i presupposti per avere il decreto per come lo vogliamo noi ovviamente ci fermeremo”.

Stop ad oltranza senza un decreto: “Non ci conviene più, rincari di 700 euro”

Senza il decreto, gli autotrasportatori siciliani da mercoledì pomeriggio sono pronti alla protesta e allo stop dei mezzi. “Saremmo costretti a fermarci perché a noi non conviene più andare a lavorare con una perdita di 700 euro ogni viaggio che facciamo. Noi attualmente in una tratta Palermo-Milano ad esempio paghiamo circa 700 in più, tanto vale stare a casa. Non possiamo nemmeno penalizzare i nostri committenti perché la maggior parte sono agricoltori, mercati ortofrutticoli e grande distribuzione che sono messi peggio di noi. Non possiamo chiedere un aumento a loro”.

Il futuro economico passa dalla Regione Siciliana, con lo stop degli autotrasportatori infatti si fermerebbe il 90% dell’economia dell’Isola. “Dipende adesso dal Governo Schifani – sottolinea Bella -, si deve dare una mossa se non vuole che noi ci fermiamo. Altrimenti gli scaffali dei supermercati rimarranno vuoti. Non possiamo andare a lavorare in queste condizioni”.

Aumentato anche il biglietto delle navi, risorse promesse ma mai erogate

Gli autotrasportatori non hanno chiaro questi continui rinvii che ci sono stati da parte della Regione Siciliana. “Questo decreto lo aspettiamo da aprile – sottolinea nuovamente Bella -, non capiamo i motivi che hanno portato il Governo regionale a perdere così tempo. Siamo alla fine di settembre e ancora siamo nessun decreto assessoriale. Aricò ci assicura che i fondi ci sono e che il decreto sarà fatto“.

Ma i camionisti siciliani mantengono i piedi per terra guardando all’incontro di mercoledì con pessimismo. “Questo decreto noi siamo convinti esca con il ‘de-minimis’ e noi non ce ne facciamo nulla. Mettono a disposizione dei soldi che però noi non possiamo usare materialmente. Speriamo di sbagliarci. Abbiamo aspettato fino a adesso perché c’erano state date delle rassicurazioni”.

In caso di fumata nera mercoledì, sarà sciopero a oltranza. “Nell’ultimo incontro fatto al Ministero dei Trasporti – precisa Bella – si era creato anche il problema delle navi perché quest’ultime hanno aumentato i biglietti fino a 400 euro da quando è scoppiata la guerra. Il Mit in quel caso aveva promesso dei fondi che non abbiamo visto. Sono due situazioni dove c’è sempre la Regione Siciliana al tavolo, da un lato sul caro carburanti dall’altro sulla questione navi. Al momento, in entrambi i casi, è tutto fermo”.

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