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“I Puritani” di Bellini in scena a Catania, il maestro Carminati al QdS.it: “Un’opera tremendamente difficile, tremendamente meravigliosa”

“I Puritani” di Bellini in scena a Catania, il maestro Carminati al QdS.it: “Un’opera tremendamente difficile, tremendamente meravigliosa”
“I Puritani” al Teatro Metropolitan, foto di Emanuela La Mela per QdS.it

Il direttore d’orchestra e il soprano Jessica Pratt raccontano l’ultima opera di Vincenzo Bellini al Teatro Metropolitan

Mette tutti in grande agitazione, preoccupazione perché è un’opera tremendamente difficile, tremendamente meravigliosa”. Così il direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati racconta al QdS.it “I Puritani”, ultimo capolavoro di Vincenzo Bellini, che dirige insieme all’orchestra e al coro del Teatro Massimo Bellini.

Grande successo ieri sera a Catania per la prima de “I Puritani”, andata in scena al Teatro Metropolitan nell’ambito della VI edizione del Bellini International Context. Promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, attraverso la rete di nove prestigiose istituzioni culturali, la manifestazione celebra il compositore catanese con un programma di concerti, opere e appuntamenti culturali.

Il maestro del coro è Massimo Fiocchi Malaspina, mentre la regia è affidata a Renato Bonajuto, autore di un nuovo allestimento scenico con scene e video di Arcangelo Mazza e costumi di Giovanna Adelaide Giorgianni, con assistente alla regia Luigia Frattaroli. In cartellone da mercoledì 23 settembre a giovedì 1 ottobre, per un totale di sette recite. Un appuntamento di particolare rilievo per la città natale del compositore, che torna ad accogliere uno dei titoli più celebri e impegnativi del repertorio belcantistico.

Il Bellini International Context

“È una ricerca continua e un approfondimento del mondo belliniano. Una scommessa sul futuro della musica lirica e di tutto il mondo musical-teatrale che intorno al compositore catanese ha ruotato e continua a ruotare”.

Carminati descrive così il Bellini International Context, manifestazione che punta a valorizzare la figura di Vincenzo Bellini e il patrimonio musicale e culturale della Sicilia. “Nonostante tanti anni passati dopo di lui – con il tardo Donizetti, Verdi e Puccini -, il compositore rimane un caposaldo“, sottolinea il direttore d’orchestra.

I Puritani: un’opera di amore, follia e redenzione

La complessità dell’opera emerge anche dalle parole di Carminati, che sottolinea lo sforzo richiesto agli interpreti: “‘I Puritani’ di questa edizione si rifà a una partitura imponente che chiede ai cantanti un grandissimo sforzo fisico oltre che professionale”.

Il cast riunisce interpreti di primo piano del repertorio belcantistico. Nel ruolo di Elvira si alterneranno Jessica Pratt e Irina Lungu; Lord Arturo Talbo sarà interpretato da Dmitry Korchak e Valerio Borgioni; nei panni di Sir Riccardo Forth si alterneranno Christian Federici e Janusz Nosek. Sir Giorgio sarà interpretato da Carlo Lepore e Dario Russo, mentre Enrichetta di Francia vedrà alternarsi Anna Pennisi e Sofia Janelidze. Completano il cast Gaetano Triscari nel ruolo di Lord Gualtiero Valton e Marco Puggioni in quello di Sir Bruno Roberton.

Al centro dell’opera c’è l’amore tra Elvira e Arturo, destinato a essere sconvolto dalle tensioni politiche e dalle scelte dei protagonisti. Arturo decide infatti di rischiare la propria vita per salvare Enrichetta di Francia, condannata al patibolo. La sua decisione viene però interpretata da Elvira come un abbandono. La giovane precipita così nella follia, dando vita a una delle pagine più celebri dell’intera produzione belliniana.

Jessica Pratt: “Elvira passa da una felicità estrema a uno shock terribile”

Proprio sul personaggio di Elvira la nostra testata ha raccolto le parole di Jessica Pratt, alla quale abbiamo chiesto come ci si prepara a interpretare un ruolo carico di emozioni contrastanti.

Credo che siamo state tradite tutte. Prendiamo quindi questo brutto ricordo e lo amplifichiamo”, spiega il soprano. “Elvira passa da una felicità estrema a uno shock terribile e poi una forte depressione. Tutte queste emozioni devono essere approfondite”, continua.

La protagonista attraversa infatti un cambiamento radicale nel corso dell’opera. “È un personaggio abbastanza lineare, anche se c’è una pazzia giustificata dato che vede il suo fidanzato scappare con un’altra il giorno delle sue nozze, con il suo velo”, evidenzia Pratt. “Insomma, qualcosa che farebbe impazzire anche me, te e tante altre donne”, dice sorridendo.

La scena della pazzia di Elvira è diventata uno dei vertici del belcanto: la fragilità del personaggio e la sua sofferenza vengono tradotte in una scrittura vocale di straordinaria complessità e bellezza. Una pagina nella quale fragilità psicologica, dolore e bellezza musicale si fondono in maniera indissolubile.

Un ruolo che richiede una grande preparazione tecnica per un interprete del belcanto. “La cosa più importante è il controllo del fiato”.

Il nuovo allestimento a Catania

La nuova produzione del BIC presentata al Metropolitan di Catania punta a mettere in risalto la dimensione teatrale e musicale dell’ultima opera di Bellini, costruendo un dialogo tra la vicenda personale dei protagonisti e il contesto storico nel quale si sviluppa.

Regia, scene, video e costumi contribuiscono alla costruzione dell’allestimento, accompagnando la storia d’amore sullo sfondo del conflitto che attraversa l’Inghilterra del Seicento. Con “I Puritani”, la VI edizione del Bellini International Context riporta così al centro il rapporto tra il compositore e Catania, sua città natale, attraverso un’opera che, a quasi due secoli dal debutto parigino, continua a occupare un posto centrale nella storia del melodramma romantico.

La nascita a Parigi

Per comprendere la nascita de “I Puritani” bisogna però tornare indietro di qualche anno, alle esperienze maturate da Bellini nella capitale francese. Il compositore arrivò a Parigi alla fine dell’estate del 1833, dopo un breve soggiorno a Londra e dopo la delusione legata a Beatrice di Tenda. Nella capitale francese Bellini cercava una storia capace di rispondere alla sensibilità romantica dell’epoca e di mettere al centro le emozioni dei personaggi.

Il principio che guidava il suo lavoro era espresso in una frase diventata celebre: il dramma musicale doveva “far piangere, inorridire, morire cantando“. Da queste premesse nacque una vicenda ambientata nell’Inghilterra del Seicento, durante la guerra civile che contrapponeva i sostenitori dei Puritani agli Stuart.

Il successo e l’onorificenza custodita nel tesoro di Sant’Agata

I Puritani“, ultima opera di Vincenzo Bellini, debuttò il 24 gennaio 1835 al Théâtre-Italien di Parigi, conquistando immediatamente il pubblico della capitale francese. Il riconoscimento per il compositore non tardò ad arrivare. Una settimana dopo il debutto gli furono conferite le insegne e il collare di Cavaliere della Legion d’onore, una delle più prestigiose onorificenze francesi, oggi custoditi nel tesoro di Sant’Agata a Catania.

A raccontare l’accoglienza riservata all’opera fu lo stesso Bellini, in una lettera allo zio Vincenzo Ferlito scritta dopo la prima. Il compositore descrisse lo stupore per la reazione del pubblico e il successo ottenuto: “Mio caro zio, mi trovo all’apice del contento! Sabato sera è stata la prima rappresentazione de ‘I Puritani’: ha fatto furore che ancora ne sono io stesso sbalordito“.

Al termine della rappresentazione, l’entusiasmo arrivò fino al palcoscenico. Bellini ricordò le signore che applaudivano agitando i fazzoletti e gli uomini che sventolavano i cappelli. Sul palco salirono quattro interpreti destinati a entrare nella storia del melodramma: Giulia Grisi, Giovanni Battista Rubini, Luigi Lablache e Antonio Tamburini.

L’opera rappresenta così il punto culminante della produzione di Bellini, una sintesi tra la straordinaria ampiezza della sua linea melodica e una vicenda costruita su amore, conflitto, follia e redenzione. La vicenda non si conclude però nel dolore. Dopo le prove attraversate dai protagonisti, l’opera conduce verso la riconciliazione e restituisce a Elvira e Arturo la possibilità di ritrovare la felicità. È in questo passaggio che “I Puritani” supera la dimensione della semplice tragedia amorosa: il conflitto politico e quello personale convivono con il desiderio di ricomporre le fratture, mentre la sofferenza lascia spazio alla speranza.

Un ultimo capolavoro nel quale Vincenzo Bellini porta sulla scena le emozioni più profonde dei suoi personaggi, pochi mesi prima della sua morte, avvenuta il 23 settembre 1835.

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