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Scuola, il Consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto: dal burqa al tetto degli stranieri, tutte le misure previste

Scuola, il Consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto: dal burqa al tetto degli stranieri, tutte le misure previste
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – Foto pagina Facebook

Il premier Meloni: “Strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità”

Il Consiglio dei Ministri ha dato luce verde, approvando il nuovo decreto sulla scuola. Svariate le misure previste nel provvedimento varato dal Governo Meloni: dalle soglie per l’inserimento degli alunni stranieri alla regolamentazione dell’accesso con il volto coperto negli istituti, passando per il supporto alle famiglie in difficoltà e l’aumento dei fondi per il diritto allo studio. L’intervento governativo punta, inoltre, ad aggiornare gli indirizzi d’istruzione secondaria e a destinare nuove risorse al contrasto del bullismo digitale.

Limite del 30% per gli alunni stranieri nelle classi

La bozza stabilisce un tetto massimo del 30% di presenze di studenti stranieri nelle classi prime della scuola primaria, media e superiore. La misura entrerà a regime dall’anno scolastico 2027/2028 e si applicherà secondo criteri specifici a seconda del ciclo di studi:

  • Scuola primaria: il tetto riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia.
  • Scuole medie e superiori: il limite si applica agli studenti non italiani che non abbiano frequentato con esito positivo il sistema nazionale di istruzione per almeno tre anni.

Gestione delle eccezioni e finanziamenti: qualora una scuola non riesca a rispettare il limite, gli Uffici scolastici territoriali e i dirigenti dovranno coordinarsi per distribuire gli studenti tra i plessi vicini, salvaguardando il principio di prossimità e le esigenze delle famiglie. Per gli istituti in cui il superamento del tetto risulterà inevitabile, vengono stanziati fondi dedicati al potenziamento della lingua italiana: 3,4 milioni di euro nel 2027 e 14,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2028.

Divieto di volto coperto in aula e agli incontri scuola-famiglia

Il decreto introduce il divieto assoluto di presentarsi con il volto coperto — misura che impatta sull’uso di capi come burqa o niqab — durante le attività curriculari, extracurriculari e durante i colloqui tra scuola e famiglie. Il divieto si applica a qualsiasi modalità che impedisca il riconoscimento visivo della persona, fatte salve motivate ragioni sanitarie o di sicurezza.

Sanzioni e responsabilità:

  • Sanzione amministrativa: da 200 a 1.000 euro per i trasgressori.
  • Minorenni: in caso di violazione commessa da un minore (salvo che il fatto costituisca reato), la sanzione finanziaria si applica anche a chi esercita la responsabilità genitoriale.
  • Competenze: l’accertamento dell’infrazione è in capo al dirigente scolastico, mentre l’irrogazione effettiva della sanzione spetta al Prefetto.

Corsi di italiano obbligatori/raccomandati per i genitori stranieri

Per contrastare le barriere linguistiche che ostacolano l’integrazione e il rendimento scolastico dei figli, la bozza prevede percorsi gratuiti di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana destinati ai genitori stranieri.

  • Procedura: la scuola segnalerà i casi di deficit linguistico ai servizi sociali territoriali, i quali predisporranno un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità. La frequenza avverrà presso i CPIA con l’obiettivo di conseguire almeno la certificazione di livello A2.
  • Esenzioni: sono esentati dai percorsi i genitori con certificate limitazioni dell’apprendimento dovute ad età, patologie o disabilità, rilasciate da strutture sanitarie pubbliche o medici convenzionati con il SSN.

Tra le misure più stringenti contenute nel provvedimento emerge il contrasto all’isolamento linguistico dei nuclei familiari. L’istituto scolastico assume un ruolo attivo nel monitoraggio della situazione e procede con la segnalazione ai servizi sociali di fronte a perduranti ostacoli di comprensione da parte dei genitori. L’accertamento di tali barriere attiva un percorso di sostegno mirato attraverso l’offerta di corsi gratuiti di lingua italiana. Un rifiuto da parte dei parenti di collaborare o di frequentare le lezioni presritte espone il nucleo a conseguenze estreme: la mancata osservanza del piano educativo può infatti condurre all’allontanamento del minore dalla casa familiare e al suo successivo collocamento in una struttura protetta. L’eventuale rifiuto della famiglia di seguire il percorso d’integrazione fa salire la tensione sul piano giudiziario. Senza un giustificato motivo di salute o di forza maggiore, l’inadempienza dei genitori che generi un danno al percorso del minore attiverà le tutele previste dalla legge 216 del 1991, con la possibilità di disporre l’allontanamento del figlio e la sua collocazione fuori dal nucleo familiare.

Un’ora di latino facoltativa alla scuola media dal 2027-28

Accanto al riassetto delle classi, il decreto scommette sul rafforzamento delle competenze linguistiche attraverso il recupero delle radici classiche. Le scuole medie riapriranno le porte allo studio della lingua dei padri. A partire dall’anno scolastico 2027/2028, il piano di studi della secondaria di primo grado si arricchirà dell’insegnamento del latino. La frequenza sarà facoltativa e riservata agli studenti dal secondo anno in poi. L’orario settimanale aumenterà di sessanta minuti, per un monte complessivo di trentatré ore all’anno dedicate all’educazione linguistica. La cattedra verrà affidata ai docenti appartenenti alla classe di concorso A-12 in possesso dei titoli prescritti.

Diritto allo studio: più risorse per i libri di testo

Il provvedimento stanzia 21 milioni di euro aggiuntivi nel 2026 dedicati alla fornitura gratuita o parzialmente gratuita dei libri di testo. Viene ampliata la platea dei beneficiari grazie all’innalzamento del tetto ISEE/reddito per accedere al contributo, che passa da 30.000 a 40.000 euro. La misura viene contestualmente estesa alle classi prime della scuola secondaria di primo grado e alle classi prime e terze della scuola secondaria di secondo grado.

Lotta alla dispersione scolastica e orientamento

Per rafforzare le attività di orientamento, l’inclusione e il contrasto all’abbandono scolastico, il decreto dota il sistema scolastico di 70 milioni di euro aggiuntivi per il 2026. Le risorse saranno destinate alla definizione di percorsi formativi individualizzati e personalizzati per gli studenti a maggior rischio di dispersione.

Contrasto al cyberbullismo

Il fondo permanente dedicato alle azioni di prevenzione e contrasto del cyberbullismo nelle scuole viene incrementato di 4 milioni di euro all’anno per il biennio 2026-2027, garantendo maggiore continuità agli interventi educativi e di supporto psicologico o digitale negli istituti.

Nuova denominazione per gli istituti tecnici e professionali

Nell’ambito della riforma della formazione secondaria collegata agli obiettivi del Pnrr, il decreto ridefinisce l’identità degli istituti tecnici e professionali, adeguando la terminologia e intervenendo sul monte ore degli indirizzi:

  • Gli Istituti Tecnici assumono la denominazione di “Licei Tecnologici”.
  • Gli Istituti Professionali assumono la denominazione di “Licei Professionali”.

Giorgia Meloni: “Nuove misure strumenti di buon senso che non dividono ma integrano”

Soddisfatto il premier Giorgia Meloni: “Oggi abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri il decreto sulla scuola – scrive il Presidente del Consiglio sui propri profili social – Un limite del 30% nelle classi per gli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano, più strumenti per imparare la nostra lingua e stop a burqa e niqab a scuola. Strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: una scuola che integra senza rinunciare alle regole, che sostiene chi ha più difficoltà e che mette tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto”.

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