Ha avuto, purtroppo, esito negativo il confronto tenutosi martedì 6 ottobre al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sulla vertenza dello stabilimento Pfizer di Catania. La multinazionale farmaceutica ha confermato la chiusura definitiva del reparto penicilline e l’avvio dei licenziamenti collettivi per circa 330 lavoratori su un totale di 550 dipendenti, al termine della procedura prevista a dicembre dalla legge 234/2021. Pfizer ha inoltre escluso nuovi investimenti di sviluppo per riassorbire il personale, limitando gli interventi alla sola manutenzione e digitalizzazione della linea sterile.
La posizione dei sindacati
Le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno comunicato la loro posizione in una nota. “Abbiamo apprezzato la contrarietà del Mimit che ha rifiutato la gestione passiva degli esuberi e ha chiesto di estendere la procedura a 12 mesi per cercare soluzioni industriali alternative, mettendo a disposizione gli strumenti di sostegno statale e pretendendo massima trasparenza sulle trattative di vendita e sull’Advisor incaricato”, si legge nel comunicato.
“Non ci fermiamo: chiediamo il ritiro dei licenziamenti, nuova assemblee nei prossimi giorni”
I sindacati hanno poi annunciato le prossime mosse: “Respingiamo il piano aziendale, chiedendo il ritiro dei licenziamenti e un vero piano di rilancio per il sito. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori per decidere il pacchetto di mobilitazioni e mettendo in campo tutte le iniziative utili a contrastare queste scelte”.
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