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Catania, per la cittadella giudiziaria servono altri soldi. L’aiuto chiesto all’Ars: “Stanziare 1,6 milioni”

Catania, per la cittadella giudiziaria servono altri soldi. L’aiuto chiesto all’Ars: “Stanziare 1,6 milioni”
I lavori della Cittadella giudiziaria di Catania

Altri fondi necessari e altri interventi per una delle opere che più hanno scatenato polemiche nel capoluogo etneo. La nuova proposta in vista della prossima manovra

Esaurite le risorse risparmiate a suo tempo con il ribasso di gara, per fare la nuova cittadella giudiziaria di Catania servono altri soldi. Come trovarli? Con un articolo ad hoc inserito nella manovra finanziaria. È questo il piano del governo Schifani.

La richiesta è stata inserita nelle variazioni di bilancio che saranno votate dall’Ars in uno dei momenti più duri della legislatura, tra scandali giudiziari e veleni non solo all’interno della maggioranza ma anche anche dentro ai partiti.

Ne sa qualcosa il presidente della Regione, che una settimana ha fatto i conti con il suggerimento – neanche troppo velato – di considerare la possibilità di farsi da parte dopo l’inchiesta per corruzione che ha coinvolto Gaetano Armao, consulente di Schifani e presidente fino ad agosto della commissione tecnica che valuta i progetti ambientali. La Cts per Schifani era un fiore all’occhiello, che adesso rischia di appassire sotto il peso delle tangenti che sarebbero state pagate per oliare i rapporti con la macchina regionale.

Il cantiere per i nuovi uffici giudiziari catanesi non è stato toccato da indagini ma da tante polemiche, sin dal momento in cui Nello Musumeci, all’epoca presidente della Regione, spinse per realizzarlo a ridosso del mare.

La notizia del nuovo finanziamento, che stando a quanto appreso dal QdS.it sarebbe stato proposto dal deputato regionale di Fratelli d’Italia Dario Daidone, c’è da giurare che rilancerà le critiche per un’opera che in molti avrebbero visto più idonea altrove.

La proposta per la cittadella giudiziaria di Catania

La richiesta di stanziare ulteriori risorse, che si andrebbero ad aggiungere alla trentina di milioni di euro fin qui spesa, è inserita all’articolo 52 del disegno di legge che, dopo il passaggio nelle commissioni legislative, arriverà a sala d’Ercole per essere votato.

“Per consentire l’ultimazione dei lavori di costruzione dei nuovi uffici giudiziari siti in viale Africa nel comune di Catania, il dipartimento regionale tecnico è autorizzato, per l’esercizio finanziario 2026, alla spesa di 1.600 migliaia di euro”, si legge. La somma – 1,6 milioni – servirà per per pagare i lavori che dovranno essere effettuati nell’ambito di quella che sarà la terza perizia di variante e suppletiva.

Interventi extra rispetto a quelle previste dal progetto iniziale, la cui realizzazione è stata aggiudicata dall’impresa catanese Ingegneria Costruzioni Colombrita. Una perizia, viene spiegato, “necessaria per l’esecuzione delle ulteriori lavorazioni e degli adeguamenti resisi necessari nel corso dell’esecuzione dell’intervento”.

A ufficializzare il bisogno di integrare ancora una volta il quadro economico è stata una relazione redatta a fine luglio dal Genio civile di Catania.

Il progetto

Anche se finora è sempre stato affermato lontano dai microfoni e a taccuini chiusi, all’origine di queste molteplici integrazioni ci sarebbero delle lacune nel progetto. Quest’ultimo fu scelto a valle di un concorso di progettazione, che prevedeva – come da normativa – anche un premio in denaro per i professionisti la cui offerta venne ritenuta la più valida.

Tuttavia, una volta allestito il cantiere, l’azienda Colombrita si è imbattuta in una serie di imprevisti, a partire dalla scoperta di un quantitativo di rocce da scavare maggiore rispetto a quello indicato nei documenti. A ciò si sono aggiunti altri contrattempi, comprese criticità riguardanti il sistema di accessi e controlli al palazzo dove si trasferiranno le aule della giustizia civile.

Tempi sforati

Il cronoprogramma di completamento delle opere è stato ormai abbondantemente disatteso. L’ultima previsione, a suo modo ottimistica, individuava nella fine del 2026 una data entro cui i lavori sarebbero potuti essere ultimati, lasciando poi spazio alle verifiche e collaudi di rito.

Adesso, con una nuova perizia da finanziare e mettere in atto, è altamente probabile che anche questo traguardo verrà mancato.

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