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A Gela i primi cento giorni di Governo portano in dono qualche mal di pancia

Liliana Blanco

A Gela i primi cento giorni di Governo portano in dono qualche mal di pancia

martedì 03 Settembre 2019 - 01:00
A Gela i primi cento giorni di Governo portano in dono qualche mal di pancia

Sindaco Greco alle prese con numerose situazioni delicate, tra cui spiccano acqua, rifiuti e sport. Tensioni all’interno dei gruppi che compongono la maggioranza in Consiglio comunale

GELA (CL) – Cento giorni di governo cittadino ed è già tempo di critiche. Non soltanto quelle di alcuni cittadini scontenti, ma anche della stessa maggioranza, che dovrebbe sostenere – e ha sostenuto alle amministrative – il sindaco Greco.

Le frizioni sono arrivate su temi fondamentali come l’acqua, la differenziata e lo sport, ma anche sul tema dell’allargamento della Giunta, possibile grazie all’entrata in vigore della nuova legge regionale in materia. “La posizione all’interno della maggioranza – ha affermato Francesco Trainito di ‘Gela città normale’ – non preclude legittime posizioni autonome rispetto alle scelte dell’Amministrazione. Come presidente di Confcommercio, per esempio, sottolineo che non si deve modificare il calendario della raccolta differenziata, che prevede obblighi contrattuali ineludibili che, se cambiati mettono a rischio il commerciante e i ristoratori per chiusura dell’esercizio da parte dei Carabinieri del Nas”.

“Per quanto riguarda la nomina degli assessori – ha aggiunto Trainito – pensiamo che vadano nominati subito. Le deleghe vanno del tutto rimodulate: ci sono componenti della Giunta con un carico di deleghe enorme e questo non fa bene alla corretta gestione della città”.

“Gela città normale” ha respinto l’ipotesi secondo cui questi mal di pancia siano finalizzati all’ottenimento di una o più deleghe in vista di novità all’interno dell’Esecutivo. “Riteniamo – hanno affermato i rappresentanti del gruppo – che l’Amministrazione comunale debba completarsi con la nomina dei due assessori mancanti e non per la pretesa di una posizione, ma per garantire una migliore gestione di ogni singola ripartizione”.

“Se ciò viene scambiato per una richiesta di assessorato da parte della nostra componente – hanno concluso – è frainteso. Lo abbiamo dimostrato sin dalla prima indicazione”.

Le beghe politiche, in ogni caso, sono tornate al centro dell’agenda cittadina. Forse in modo un po’ prematuro, soprattutto di fronte alle tante emergenze con cui nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti la città e che ancora attendono soluzioni strutturali e definitive.

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