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Alimentare, continuano a salire i prezzi: trainano i cereali

redazione

Alimentare, continuano a salire i prezzi: trainano i cereali

domenica 07 Febbraio 2021 - 08:30

A rilevarlo è l’indice Fao sulle variazioni mensili. A Gennaio impennata del 4,3%: in vetta mais (7%) e frumento (6,8%)

ROMA – I prezzi mondiali dei generi alimentari hanno continuato a salire a gennaio per l’ottavo mese consecutivo, trainati da cereali, oli vegetali e zucchero. È quanto rileva l’indice Fao, sulle variazioni mensili dei prezzi internazionali dei generi alimentari comunemente oggetto di scambi commerciali, che ha raggiunto in gennaio un valore medio di 113,3 punti, e rappresenta un incremento del 4,3% dal dicembre 2020 e un primato rispetto ai valori registrati dal luglio 2014.

L’Indice Fao dei prezzi dei cereali ha subito un’impennata del 7,1% nell’ultimo mese. A tirare la volata sono stati i prezzi internazionali del mais, che hanno fatto un balzo in avanti dell’11,2% superando così del 42,3% il livello di gennaio 2020. All’origine di questo picco vi sono una graduale contrazione dell’offerta mondiale accompagnata da ingenti acquisti effettuati dalla Cina nonché una produzione e stime delle riserve inferiori alle aspettative negli Stati Uniti d’America. A ciò va aggiunta la temporanea sospensione della registrazione delle esportazioni di mais in Argentina.

I prezzi del frumento sono aumentati del 6,8%, in conseguenza della forte domanda globale nonché di un calo delle vendite da parte della Federazione russa atteso a partire da marzo 2021, quando raddoppierà il livello dei dazi all’esportazione di frumento imposti dal paese. A determinare un rincaro dei prezzi del riso è stata, invece, la robusta domanda da parte di acquirenti asiatici e africani. Per i cereali le stime riferite a questo mese parlano di un accresciuto volume di scambi commerciali e di un drammatico crollo delle scorte cerealicole mondiali.

L’Indice Fao dei prezzi degli oli vegetali è salito di 5,8 punti percentuali nell’arco del mese, raggiungendo il valore più alto dal maggio 2012. Tra i fattori che hanno contribuito a questa impennata si annoverano, da un lato, una produzione di olio di palma inferiore alle aspettative in Indonesia e Malaysia, causata da un’eccessiva piovosità e dalla persistente carenza della manodopera offerta dai lavoratori migranti, e dall’altro lato il prolungarsi degli scioperi in Argentina, che ha ridotto la disponibilità di esportazioni di olio di soia.

Tendenza al rialzo confermata anche per l’Indice Fao dei prezzi dello zucchero, che ha segnato una crescita dell’8,1% rispetto a dicembre, a fronte dei timori, scatenati dal vigoroso aumento della domanda di importazioni a livello mondiale, che la disponibilità di tale prodotto andasse scemando, complici il peggioramento delle previsioni di raccolto nell’Unione europea, nella Federazione russa e in Thailandia, nonché insolite condizioni di siccità registrate nell’America meridionale.

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