Anagrafe unica nazionale, perché hanno aderito solo 88 Comuni siciliani su 390 - QdS

Anagrafe unica nazionale, perché hanno aderito solo 88 Comuni siciliani su 390

Serena Giovanna Grasso

Anagrafe unica nazionale, perché hanno aderito solo 88 Comuni siciliani su 390

venerdì 02 Agosto 2019 - 05:00
Anagrafe unica nazionale, perché hanno aderito solo 88 Comuni siciliani su 390

Consente di ottenere certificati anagrafici o di Stato civile anche in un Comune diverso da quello di residenza. L’Anpr, istituita nel 2013, ha una banca dati attraverso la quale accedere rapidamente a documenti e certificati. Alvano (Anci Sicilia), "Non tutti i Comuni sono riusciti a mettersi al passo a causa della situazione del personale”. Il caso di Palazzolo Acreide

PALERMO – Richiedere la stampa del certificato anagrafico o di stato civile anche da un Comune diverso da quello di residenza? Non è più fantascienza. Grazie all’Anpr (Anagrafe nazionale popolazione residente), istituita dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri numero 109/2013, i cittadini residenti in uno dei Comuni subentrati possono fare questo e molto altro ancora.

L’Anpr è un sistema integrato che sta mandando in pensione l’Anagrafe dei 7.978 Comuni italiani, in beneficio di un’unica rete da cui attingere dati e certificati. Secondo il ministero dell’Interno, al 30 luglio, sono complessivamente 2.704 i Comuni che hanno completato l’iter procedurale e hanno trasferito la sede della propria Anagrafe sull’Anpr. In questo modo, gli Enti locali beneficiano di un sistema di controllo, gestione e interscambio, puntuale e massivo, di dati, servizi e transazioni necessario per lo svolgimento delle funzioni istituzionali di competenza comunale. Un sistema che contiene tutti i dati anagrafici corretti, depurati e privi di duplicazioni. L’Anagrafe unica digitale è pensata come un grande database in cui far confluire tutte le informazioni sui cittadini residenti in Italia. Oltre ai dati anagrafici, il sistema contiene l’archivio nazionale informatizzato dei registri di Stato civile e i dati delle liste di leva. In più l’Anpr prevede l’allineamento dei dati toponomastici, permettendo così la concretizzazione dell’Anagrafe nazionale dei numeri civici e delle strade urbane (Anncsu), strumento necessario a completare la riforma del Catasto.

Qual è dunque la situazione in Sicilia? Sempre allo scorso 30 luglio, soltanto 88 dei 390 Comuni siciliani avevano completato l’iter di subentro nell’Anpr, poco più di un Comune su cinque; mentre sono 93 i Comuni in presubentro, ovvero che hanno inviato la propria Anagrafe locale all’Anpr per il previsto controllo sull’esattezza dei dati. Circa un terzo dei Comuni subentrati si trova in provincia di Messina (27), seguono a distanza Palermo (19), Catania (11) e Trapani (10). Tra i grandi assenti spiccano i due capoluoghi Messina e Palermo, mentre Catania è già subentrata.

Come spesso accade, siamo molto lontani dai risultati ottenuti dai virtuosi Comuni settentrionali: in Emilia Romagna, per esempio, sono subentrati nel sistema ben 206 dei 328 Comuni (oltre tre su cinque, esattamente pari al 63,4%) e sono ben 51 i Comuni in fase di presubentro; quindi presto saranno 257 i Comuni presenti in Anpr (quota che consentirà di raggiungere una copertura pari al 78%). Risultati ugualmente positivi contraddistinguono anche il Veneto, regione in cui è subentrato più di un Comune su due (51,7%, ovvero 291 dei 563 Comuni complessivi); mentre sono 127 i Comuni in presubentro.

C’è però da dire che a differenza di altri Comuni italiani, che hanno effettuato il subentro già a partire dal 2016, gli Enti locali siciliani hanno iniziato ad aderire all’Anagrafe solo dallo scorso anno.

Questi ritardi, ovviamente, si ripercuotono sui cittadini che oltre alla semplificazione relativa alle certificazioni, potranno trasferire la propria residenza da un Comune all’altro più facilmente, in quanto la banca dati centralizzata consentirà ai Municipi interessati di disporre immediatamente dei dati necessari alla conclusione della registrazione anagrafica: infatti, se entrambi i Comuni sono subentrati in Anpr, il modulo utilizzato per comunicare l’iscrizione presso l’Anagrafe di provenienza non deve più essere usato. Al contrario, se uno dei due non si trova in Anpr, si continuerà a utilizzare la procedura classica. Dunque, finché non subentreranno tutti gli Enti, il sistema sarà funzionante a metà, non riuscendo a garantire il completo snellimento delle procedure burocratiche. Inoltre, al momento del cambio di residenza non è più necessario registrare la targa dei veicoli e il numero della patente dei soggetti interessati, ma soltanto che sono in possesso di veicolo e patente. In presenza di queste informazioni, Anpr trasmette automaticamente la notifica alla motorizzazione che invia, alla nuova abitazione, i contrassegni da apporre sulla carta di circolazione di ciascun veicolo alla nuova abitazione.

Insomma, serve uno sprint da parte dei Comuni siciliani e abbiamo chiesto a Mario Emanuele Alvano, segretario generale di Anci Sicilia, di fare per il QdS un punto sulla situazione isolana.

Ancora nemmeno un quarto dei Comuni siciliani ha effettuato il subentro in Anpr. Perché continuiamo a rimanere indietro? L’iter procedurale di accesso risulta troppo complicato per i Municipi dell’Isola?
“Rileviamo spesso difficoltà dei Comuni siciliani, specialmente di dimensioni medio-piccole, a rispondere agli adempimenti. L’ambito dei Servizi civili e dello Stato civile è uno dei più esposti a fenomeni di pensionamento naturale, pensionamento legato alla Quota 100 e altri fattori che hanno ulteriormente indebolito non tanto il numero assoluto di dipendenti, quanto la presenza di figure professionali adeguate, che in molti casi reggevano i servizi da venti o trent’anni e che di conseguenza hanno lasciato un vuoto. Anche se nel 2019 qualcosa è cambiato, si tratta pur sempre di un quadro ancora molto distante dalla possibilità di recuperare tutte le risorse perse. Difficilmente dalle stabilizzazioni dei precari riescono ad emergere figure qualificate a gestire un Ufficio Anagrafe. Dunque, alla luce di quanto affermato, è plausibile che non tutti i Comuni siano riusciti a mettersi al passo”.

AnciSicilia sta mettendo in atto degli interventi per favorire e agevolare l’attività di subentro dei Comuni?
“Su questo non stiamo facendo nulla di specifico. AnciSicilia si occupa prevalentemente di sostenere percorsi di carattere regionale. Spesso le leggi sono utili nelle finalità, ma altrettanto spesso si sottovaluta il fatto che l’attuazione dipende dai Comuni e dalle loro capacità amministrative di organizzarsi. Non è raro che Ministeri e Pubblica amministrazione sottovalutino le difficoltà nell’attuazione dei percorsi. Se questi percorsi si accompagnassero con operazioni di formazione e informazione, si perverrebbe a un esito certamente migliore”.

Il sindaco Gallo: “Traslocati dati di residenti e cittadini Aire”
Il caso di Palazzolo Acreide ultimo arrivo nel database

PALAZZOLO ACREIDE (SR) – L’ultimo Comune in ordine temporale a essere subentrato in Anpr è stato Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa. “Lo scorso 24 luglio – ha affermato il sindaco Salvatore Gallo – l’Anagrafe del nostro Comune, il secondo nella provincia di Siracusa, è passata in Anpr. Sono stati ‘traslocati’ i dati anagrafici dei 8.508 residenti e dei 1.800 cittadini Aire (Anagrafe italiana residenti all’estero”.

Elena Gallo, responsabile dell’Ufficio anagrafe del Comune di Palazzolo Acreide, si è occupata in prima linea del subentro: “Il lavoro non è stato semplice, ma è stata una bella sfida. Da una parte ho dovuto ricostruire dati molto vecchi di cui non possedevamo copia originale, dall’altra parte ho dovuto depurare dati spesso duplicati o imprecisi. Ho svolto da sola questo lavoro e nel giro di un anno sono riuscita a produrre questo risultato, coniugando questo impegno con le attività amministrative ordinarie”.

“Mi sono servita del software Halley – ha concluso – ma il lavoro da portare avanti è stato complicato a causa di un sistema anagrafico che poggia su basi farraginose. Mi rendo conto che per i Comuni di più grandi dimensioni, quindi con più abitanti, il lavoro non è per niente facile”.

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