“Oggi, nel 34° anniversario della strage di via D’Amelio, l’Italia si ferma per ricordare ed onorare il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, assassinati dalla mafia il 19 luglio 1992”. Lo scrive sui suoi canali social il sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, Emanuele Prisco.
Sacrificio appartiene alla coscienza degli italiani che credono nella legalità
“Il loro sacrificio non appartiene soltanto alla storia ma alla coscienza di ogni italiano che crede nella legalità, nella giustizia e nella libertà”, prosegue il sottosegretario. “Il modo migliore per onorare Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e tutti gli eroi dell’antimafia è non arretrare mai nella lotta contro la criminalità organizzata: questo è il dovere fondante delle istituzioni e di tutti i cittadini”. Conclude Prisco: “La mafia si sconfigge infatti non solo con la forza dello Stato, ma con la cultura della legalità e attraverso l’esempio di donne e uomini che non volevano essere eroi, ma che hanno compiuto fino in fondo il proprio dovere”.
Piantedosi: “Strage via D’Amelio ferita indelebile nella storia del nostro Paese”
“La strage di via d’Amelio rappresenta una ferita indelebile nella storia del nostro Paese. E allo stesso tempo ci ricorda con forza il valore della libertà”, dichiara il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Ci racconta di eroi silenziosi che a rischio della vita hanno scelto di combattere la criminalità organizzata e le sue logiche di prevaricazione e violenza.
Magistrati, uomini delle Forze dell’ordine, imprenditori, giornalisti che hanno difeso fino all’estremo sacrificio i valori più alti su cui si fonda la nostra democrazia”, si legge in una nota. “Un coraggio mai ostentato che ha permesso di tracciare una strada diversa. Il loro esempio ispira ancora oggi tutti coloro che senza risparmiarsi mettono le proprie energie al servizio del bene comune, facendo della lotta alle mafie una scelta di vita”.
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