Anticorruzione a scuola, cosa succede in Sicilia - QdS

Anticorruzione a scuola, cosa succede in Sicilia

Lucia Russo

Anticorruzione a scuola, cosa succede in Sicilia

mercoledì 19 Febbraio 2020 - 00:00
Anticorruzione a scuola, cosa succede in Sicilia

Prevenzione della corruzione nelle scuole siciliane

Sul sito dell’Ufficio Scolastico regionale della Sicilia sono stati pubblicati a fine gennaio 2020 la Relazione annuale 2019 del responsabile della prevenzione della corruzione nelle scuole siciliane e il Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza a scuola in Sicilia 2020-2022, quest’ultimo adottato con decreto del ministro Azzolina del 31 gennaio.

La scuola pubblica siciliana è un settore dell’amministrazione che coinvolge 760 dirigenti scolastici, 74.327 docenti e 18.080 unità di personale ausiliario, tecnico e amministrativo operanti in 831 istituzioni scolastiche. Nella Relazione l’estensione del territorio e la complessità del sistema scolastico regionale sono indicati come i fattori più critici nell’attuazione del Piano, che è da ricondursi alla Legge 190 del 2012 sulla lotta alla corruzione e all’illegalità nella pubblica amministrazione. In verità, leggendo i numeri riportati nella Relazione viene da pensare che il solito problema è la mancanza di denuncia, ovvero una situazione di omertà diffusa, più grave a scuola che nel resto dell’amministrazione pubblica, perché a scuola siamo chiamati a dare l’esempio ai nostri alunni.

Ecco alcuni dati: tre dirigenti scolastici hanno dichiarato di aver ricevuto segnalazioni che prefigurano responsabilità disciplinari o penali legate ad eventi corruttivi a carico del personale scolastico, per un totale di 4 segnalazioni. Dodici dirigenti scolastici hanno dichiarato di aver avviato procedimenti disciplinari per fatti penalmente rilevanti a carico del personale scolastico, per un totale di 17 procedimenti, con la conseguenza di cinque sospensioni dal servizio con privazione della retribuzione e un licenziamento. Il 24 per cento delle scuole non ricorre a procedure di gara per l’acquisto di beni e servizi e in nessuna scuola sono stati denunciati casi di pantouflage, termine francese per indicare dipendenti pubblici con interessi economici presso imprese private in rapporto con l’amministrazione. Cosa ne pensate?

Twitter: @LRussoQdS

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