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Comunali,ciao ciao referendum. Centrodestra tiene Venezia ed prende Reggio. Chance centrosinistra ad Arezzo

Comunali,ciao ciao referendum. Centrodestra tiene Venezia ed prende Reggio. Chance centrosinistra ad Arezzo

Campo largo riconquista Pistoia e conferma Prato. Testa a testa a Macerara e Chieti

Roma, 25 mag. (askanews) – L’effetto referendum, se mai c’è stato, è finito. Il centrodestra tiene, conserva quanto aveva e in qualche caso, come a Reggio Calabria, avanza: restano alla coalizione che sostiene il governo Meloni le città che già governava e che il centrosinistra, anche con una presenza notevole di ‘big’ sul territorio, ha cercato di riconquistare. Ma non ce l’ha fatta e l’ultima tornata di elezioni amministrative, a cui è andato a votare il 60% degli aventi diritto, in calo del 5% rispetto a cinque anni fa, consegna una situazione in cui sostanzialmente si cristallizza lo status quo. Con tre eccezioni (nelle città sopra i 15mila abitanti): Arezzo, dove il centrosinistra riesce a strappare il ballottaggio – con il ruolo tutto da vedere di Azione che ha conquistato, con Marco Donati, un rilevantissimo 20% di voti – Reggio Calabria dove, con un ribaltone, l’amministrazione passa dal centrosinistra al centrodestra e Pistoia che, con Giovanni Capecchi sindaco, torna al campo progressista. E ci si interroga sul ruolo e sul peso elettorale delle candidature centriste, mentre Azione fa un ulteriore passo verso il centrodestra appoggiando, a Reggio Calabria come a Venezia, il candidato sindaco.

Il centrodestra vince al primo turno a Venezia, il centrosinistra lo fa a Prato e a Salerno, dove Vincenzo De Luca vola oltre il 60% – senza il simbolo del Pd e con Avs e M5s che vanno per conto loro – e torna, a 77 anni, lì dove tutto è iniziato, sulla poltrona di sindaco della sua città. A Mantova Andrea Murari è, a metà sezioni scrutinate, sulla via per essere riconfermato sindaco con quasi il 70% dei voti, ma un problemino per il campo largo c’è visto che il Movimento Cinquestelle ha presentato un proprio candidato sindaco (che raccoglie meno del 2%). Un quadro meno rassicurante per i progressisti a Lecco dove il centrosinistra sperava di portare a casa il bis già al primo turno e invece, a meno di sorprese, il ballottaggio sembra quasi certo: a poco meno della metà delle sezioni scrutinate è testa a testa, intorno al 45% ciascuno, tra Filippo Boscagli sostenuto dal centrodestra e Mauro Gattinoni appoggiato dal centrosinistra e sindaco uscente.

Ma è Venezia a fare davvero male ai Dem. Lì la speranza del centrosinistra era che la candidatura autorevole di Andrea Martella, deputato e con una lunga storia di impegno a livello nazionale, potesse riuscire nell’impresa o raggiungere quantomeno il ballottaggio. Proprio da Venezia, dove nelle ultime settimane sono passati tutti i leader del campo largo a sostegno di Martella, da Conte a Renzi, da Bonelli a Fratoianni, la segretaria Dem Elly Schlein aveva ipotizzato potesse partire la riscossa del campo largo per mandare a casa il governo Meloni alle Politiche del 2027. Ha vinto, invece, la continuità: Simone Venturini, 38 anni, assessore uscente della giunta Brugnaro, si avvia ad essere sindaco al primo turno, con oltre il 53% dei consensi contro il 37% di Martella (mentre l’economista Michele Boldrin porta a casa un lusinghiero risultato personale del 3,3%).

Poteva finire così anche ad Arezzo, dove il centrodestra ha schierato Marcello Comanducci, imprenditore noto per il suo impegno nel settore del turismo, ma il centrosinistra, con Vincenzo Ceccarelli, riesce a conquistare il ballottaggio. Quando ad essere scrutinate sono oltre la metà delle sezioni disponibili, 55 su 97, Comanducci è al 43,8% e Ceccarelli al 32,2% ma soprattutto Marco Donati, candidato da Azione e da alcune liste civiche, supera il 20% e diventa ago della bilancia per il ballottaggio che si profila. Nella città toscana il Pd, secondo le prime proiezioni, è il primo partito con il 21% e Fratelli d’Italia è al secondo posto con il il 18%.

A Reggio Calabria va in scena il ribaltone: il centrodestra espugna la città governata per due mandati dal centrosinistra, e Francesco Cannizzaro, deputato, sostenuto non solo da Fi, Fdi, Lega, Noi Moderati ma anche da Democrazia Cristiana-Libertas-Unione di Centro, Alternativa Popolare e Azione, vince al primo turno avvicinandosi al 70% dei voti (Domenico Battaglia sostenuto dal centrosinistra è poco sopra il 24%). A Chieti Giovanni Legnini, sostenuto dal campo largo unito è avanti con il 41,9% contro Cristiano Sicari del centrodestra (ma la Lega ha presentato un candidato sindaco diverso raccogliendo intorno al 12%) con poco più del 32%. Ad Andria, dalle prime sezioni scrutinate – lo spoglio procede a rilento – Giovanna Bruno sostenuta da tutto il campo largo sfiora il 75% dei consensi contro il candidato del centrodestra Sabino Napolitano (24%). A Macerata, con circa la metà delle schede scrutinate, la situazione è in bilico: il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli è al 48,7%, il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli al 42,8% (c’è anche un candidato del Terzo Polo con Azione, Mattia Orioli, che raccoglie un goloso 3,3%).