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Comunali, Venezia delude ‘campo largo’. Pd: “Non cambia nulla”

Comunali, Venezia delude ‘campo largo’. Pd: “Non cambia nulla”

Schlein: “Sapevamo che era difficile”. Riformisti: ‘Ricordiamo che vittoria non scontata’

Roma, 25 mag. (askanews) – Il dato di Venezia brucia, anche se la linea ufficiale è “non cambia nulla”. Il voto nella laguna delude il ‘campo largo’, proprio perché – come viene fatto notare – questo primo turno di comunali ha riservato anche sorprese positive, dalla riconquista di Pistoia alle vittorie a Mantova, Andria e Prato, dove si veniva da anni complicati. A maggior ragione, però, il risultato di Venezia rovina tutto, perché era la città più importante e perché nelle ultime settimane si era diffusa la convinzione che fosse possibile strapparla alla destra, dopo il secondo mandato difficile di Luigi Brugnaro. Un blitz che avrebbe inferto un colpo duro ad una Giorgia Meloni ancora in affanno dopo la sconfitta al referendum.

“In Veneto, a Venezia, sapevamo che non sarebbe stato facile dopo 11 anni di governo della destra”, commenta la segretaria Pd Elly Schlein. Ma la leader Pd allarga lo sguardo, perché – come dice Igor Taruffi – “c’erano sei milioni al voto in questo primo turno. E i conti si fanno dopo il ballottaggio…”. La Schlein sottolinea “i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania, a partire da Avellino, e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova”.

Insomma, conclude la segretaria Pd, “un risultato che nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche”.

Il punto, come sottolinea anche Francesco Boccia, è che per il Pd non si può enfatizzare il voto di Venezia mettendo tutto il resto in secondo piano, “il quadro politico nazionale non cambia”, quello nella città della laguna è un fatto dovuto a “dinamiche locali. Avendo strappato Pistoia alla destra, avendo vinto al primo turno anche a Prato, Mantova e Andria con numeri importanti non è che diciamo che le elezioni politiche cambieranno corso. Sono elezioni amministrative”. Semmai, aggiunge mentre legge le parole della Meloni che festeggia lo scampato pericolo “il dato è che lei sta governando male. Poi se pensa di avere vinto… Buon per lei”.

Nel Pd nessuno apre discussioni, anche se nelle chat dell’area riformista del partito qualche ragionamento si fa: “Nessun dramma, ma un insegnamento: il risultato delle politiche non è scontato, è bene smorzare qualche entusiasmo di troppo che si era diffuso dopo il referendum”.

Giuseppe Conte non parla, M5s affida il commento a Paola Taverna, vice-presidente vicaria del Movimento che parla di “risultati in chiaroscuro: alcuni risultati ci rallegrano altri non ci soddisfano”. Ma, aggiunge, “questo voto, essendo a carattere locale, va interpretato in base alle condizioni e ai risultati di ogni singola realtà comunale. È improprio ricavarne valutazioni di ordine generale, ancor più proiettate sul dibattito nazionale”.

Lo stesso Matteo Renzi rinvia il bilancio definitivo al termine dei ballottaggi, anche se un paio di giorni fa aveva detto che il segno di queste elezioni lo avrebbe dato il voto di Venezia: “Peccato per Venezia – dice ora – la partita più importante, dove si conferma l’amministrazione di destra. Il centrosinistra recupera da subito Pistoia e forse Agrigento ma perde Reggio Calabria. Per capire chi avrà vinto e perso questo turno di amministrative occorrerà aspettare i ballottaggi tra 15 giorni”.

Taruffi insiste: “Non cambia nulla. Il risultato complessivo credo che confermi che il centrosinistra è in campo per vincere le elezioni il prossimo anno. I conti si faranno alla fine, dopo il ballottaggio. E si vedrà che siamo avanti sia come numero di comuni vinti che come voti complessivi”.