Sono circa 50 gli episodi contestati dalla Digos sull’assenteismo scoperto alla Reset, la Partecipata del Comune di Palermo che si occupa di decoro e pulizia, di spiagge e verde pubblico su tutti. Sono nove le persone indagate per truffa aggravata e peculato, quest’ultimo contestato esclusivamente a due degli indagati. Nei loro confronti la Digos della questura del capoluogo siciliano ha eseguito un’ordinanza di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Un decimo lavoratore è stato invece iscritto nel registro degli indagati e ha ricevuto un’informazione di garanzia.
Un dipendente timbrava per una serie di colleghi
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia e dal sostituto Eugenio Faletra, è partita da una denuncia del presidente della Reset, Fabrizio Pandolfo ha portato alla luce un collaudato sistema di complicità. Grazie a pedinamenti e telecamere nascoste piazzate nei punti strategici, gli investigatori hanno filmato le quotidiane condotte di assenteismo degli indagati, che riuscivano a risultare presenti grazie a colleghi compiacenti che strisciavano il badge al loro posto.. In particolare dalla visione delle telecamere di sorveglianza installate nella sede della società in viale Strasburgo, gli investigatori hanno visto uno dei dipendenti indagati, Giuseppe Santonocito, coprire la fotocellula del cancello con un guanto per non farlo richiudere e uscire con l’auto di servizio. L’impiegato, come evidenziano le immagini di videosorveglianza, timbrava il badge di una serie di colleghi attestandone la presenza al lavoro.
Le attività degli assenteisti
Alcuni dipendenti della Reset invece di svolgere regolarmente le loro ore di servizio sul luogo di lavoro ne approfittavano o per andare a fare la spesa al supermercato con la moglie, o un aperitivo, o per andare dal barbiere o semplicemente per ritornare a casa. Il giudice nel provvedimento parla “un fenomeno di assenteismo ben strutturato e reiterato, attuato mediante sistematiche condotte di falsa attestazione della presenza in servizio, rese possibili dall’impiego distorto dei meccanismi di rilevazione delle presenze, nonché dall’apporto collaborativo di colleghi compiacenti, inseriti in dinamiche di reciproca agevolazione”.
Coinvolto anche un rappresentante sindacale
Tra i profili più pesanti emersi dall’indagine del gip Emanuela Carrabotta c’è quello di un capo squadra, con il ruolo di rappresentante sindacale. Si tratta di Antonino Mercante. In particolare, l’uomo abbandonava sistematicamente il posto di lavoro per sbrigare faccende private. E utilizzava, secondo i riscontri del giudice per le indagini preliminari, anche l’auto di servizio della società.
Assenteismo alla Reset, i NOMI degli indagati
Lagalla: “Linea di assoluta fermezza dall’Amministrazione Comunale”
“L’operazione condotta dalle forze dell’ordine conferma che i controlli e l’azione di contrasto nei confronti di comportamenti illeciti devono essere costanti e rigorosi. Di fronte a episodi che, se accertati, rappresentano una grave violazione dei doveri nei confronti della collettività, l’Amministrazione comunale manterrà una linea di assoluta fermezza”. A dichiararlo è il sindaco Roberto Lagalla.
Nessuno può pensare di sottrarsi alle regole o di utilizzare il proprio ruolo all’interno delle società partecipate come uno spazio sottratto ai controlli e alle responsabilità. Chi ha sbagliato dovrà risponderne nelle sedi competenti e saranno valutate tutte le conseguenze amministrative e disciplinari previste dalla normativa.
Desidero, inoltre, sottolineare il senso di responsabilità dimostrato dalla governance della Reset che, nell’ambito delle proprie attività di controllo, ha segnalato alle autorità competenti possibili condotte illecite, contribuendo così all’accertamento dei fatti. È questo il comportamento che ci si attende da chi è chiamato a guidare aziende che operano al servizio della collettività: collaborazione con le istituzioni, trasparenza e rispetto della legalità.
Ho già chiesto che venga fatta piena luce non soltanto sulle singole condotte contestate, ma anche sull’efficacia dei sistemi di vigilanza e controllo interni, affinché eventuali criticità vengano immediatamente corrette. La legalità, la trasparenza e il rispetto delle regole costituiscono principi irrinunciabili nell’azione del Comune e delle sue partecipate.
Rivolgo il mio ringraziamento alla magistratura, agli investigatori e alle forze dell’ordine per il lavoro svolto. La tutela dell’interesse pubblico passa anche dalla capacità delle istituzioni di intervenire con tempestività e determinazione ogni volta che emergono comportamenti incompatibili con il corretto funzionamento della pubblica amministrazione e delle aziende partecipate
Alaimo: “Pugno duro contro gli assenteisti”
“Pugno duro contro i furbetti del cartellino all’interno della Reset, ma anche nelle altre società partecipate del Comune di Palermo. Non faremo sconti a nessuno perché nessuno può considerare le società partecipate come il proprio orticello per fare cosa vuole”. Lo ha dichiarato l’assessora alle Partecipate, Brigida Alaimo, commentando l’operazione che ha portato alla luce presunte irregolarità all’interno della Reset.
“Saranno avviati approfonditi controlli – continua – per verificare eventuali responsabilità e accertare se vi siano state superficialità o omissioni da parte di chi era chiamato a svolgere attività di vigilanza e controllo. Il rispetto delle regole e la tutela dell’interesse pubblico devono rappresentare principi inderogabili per tutti”.
L’assessore alle Partecipate rivolge, infine, il “ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro svolto: “Desidero ringraziare gli investigatori e tutte le forze dell’ordine che, attraverso un’attività accurata e scrupolosa, hanno consentito di far emergere queste irregolarità. Chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità”, sottolineando che “l’amministrazione comunale continuerà a operare con determinazione per garantire trasparenza, legalità ed efficienza all’interno delle società partecipate”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

