“Ci saranno diversi progetti in ballo e bisogna farsi trovare pronti”
“Sarà un anno importante, in cui potremo fare molto”. Per il presidente della Srr Catania Area Metropolitana, Francesco Laudani, il 2025 potrebbe rappresentare se non un punto di svolta, un’occasione per compiere passi in avanti nel miglioramento del ciclo dei rifiuti in parte della provincia. La società d’ambito che Laudani guida è quella di cui fa parte anche il Comune di Catania, la città che con Palermo arranca di più nella differenziata. Anche se va detto che nel recente rapporto Rifiuti Urbani, presentato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), viene dato spazio ai miglioramenti che nel capoluogo etneo si sono registrati negli ultimi anni. “Ci saranno diversi progetti in ballo e bisogna farsi trovare pronti”, dichiara il presidente della Srr al Quotidiano di Sicilia.
Il piano d’ambito
Trascorso il 2024 con la discussione sull’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti, il 2025 vedrà protagoniste le Srr, chiamate ad adeguare i piani d’ambito, ovvero i documenti che descrivono le modalità con cui viene gestito il ciclo dei rifiuti all’interno delle aree di competenze. La legge regionale che regola il settore prevede che i rifiuti vengano gestiti all’interno dell’ambito, compreso il percorso di trattamento e smaltimento. Un obiettivo finora rimasto sempre sulla carta, anche per la cronica mancanza – fotografata anch’essa nel rapporto di Ispra – di impianti.
“Attendiamo il completamento dell’iter e poi passeremo all’adeguamento del nostro piano. Il 2025 sarà anche un anno in cui il Pnrr entrerà in ballo con il finanziamento di sette diversi progetti”, commenta Laudani. Per dovere di cronaca, va segnalato come nel 2021, quando l’allora governo Musumeci varò un aggiornamento del piano regionale, quasi nessuna tra le Srr procedette ad aggiornare i piani, nonostante la legge preveda che l’adeguamento avvenga entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del piano regionale.
Stavolta, tuttavia, le cose dovrebbero andare diversamente. Il motivo principale sta nell’esigenza di arrivare alla realizzazione degli inceneritori. Un progetto su cui il governo Schifani ha deciso di puntare forte, mettendo sul piatto 800 milioni di euro di fondi pubblici, e che vede nella zona industriale di Catania una delle aree che ospiteranno gli impianti. “Il sito individuato è in un’area di proprietà dell’ex Asi, ma finora come Srr la procedura non ci ha riguardato molto. Ci coinvolgerà nel momento in cui dovremo rilasciare il parere di compatibilità con il piano d’ambito, ma prima ovviamente dovremo aggiornare quello esistente”.
Ridurre i conferimenti
Se per il governo regionale i termovalorizzatori rappresentano l’unico modo di gestire l’indifferenziato, per evitare di continuare a ricorrere all’esportazione all’estero e a fronte del progressivo esaurimento delle discariche, tra i progetti di Laudani c’è quello di arrivare a una riduzione dei giorni in cui conferire la spazzatura non differenziata. Passando dalla raccolta settimanale a quella quindicinale.
“In parte dei Comuni che rientrano nella nostra Srr ciò già accade da qualche tempo e, dopo una prima fase di ambientamento, la cittadinanza ha recepito. Si tratta soltanto di modificare le abitudini, nella consapevolezza – commenta Laudani – che se si fa una corretta raccolta differenziata, il quantitativo di indifferenziato diventa davvero minimo. Portare a un conferimento ogni quindici giorni rappresenterebbe in tal senso un incentivo in più”. L’idea è quello di inserire la previsione nel piano d’ambito: “Credo che tutti i Comuni possano implementare questa pianificazione, fatta eccezione, forse, della città di Catania. Tra l’altro, riducendo la raccolta dell’indifferenziato si potrebbe inserire un giorno in più dedicato alla raccolta della plastica”.
L’impianto di compostaggio
Il prossimo dovrebbe essere anche l’anno giusto per far compiere un passo in avanti al lentissimo percorso che sin qui è stato fatto verso la realizzazione di un impianto di compostaggio pubblico. L’iter, dopo il commissariamento da parte della Regione, attende ancora l’affidamento della progettazione preliminare. “Parliamo di un progetto precedente al mio insediamento – replica Laudani –. Superati alcuni passaggi riguardanti il rifinanziamento delle risorse, possiamo firmare il contratto con i progettisti. Certo ci vorrà del tempo prima di arrivare alla costruzione”.
In questi anni il flusso dei rifiuti organici è stato appannaggio dei privati. In provincia operano le imprese Biometan e Raco, che di recente si sono aggiudicate – due lotti ciascuno – il servizio di conferimento per i prossimi due anni. “Considerati i quantitativi di rifiuti abbiamo pensato di dividere il territorio in quattro lotti e così pianificare la gestione per il prossimo biennio”, conclude Laudani.
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