Ci sono persone che, di fronte a una difficoltà, si mettono alla ricerca di una soluzione. Non si illudono che tutto sia semplice, né fingono che gli ostacoli non esistano: li osservano, li analizzano e provano ad affrontarli con gli strumenti che hanno a disposizione. Altre persone, invece, sembrano muoversi nella direzione opposta: davanti a ogni possibile soluzione trovano immediatamente un nuovo problema. Confrontarsi con chi appartiene a questa pericolosa seconda categoria può diventare estenuante, dire persino inutile. Ogni proposta viene accolta con una critica, ogni idea viene smontata prima ancora di essere valutata, ogni opportunità si trasforma in un rischio, in un sospetto o in un motivo per rimandare. In simili circostanze il dialogo si trasforma in una continua ricerca di obiezioni, mentre l’obiettivo iniziale, vale a dire quello di trovare una strada praticabile, passa in secondo piano.
Prudenza e pessimismo non sono la stessa cosa
È importante, però, non confondere questo atteggiamento con la la saggia prudenza. La prudenza, infatti, è una qualità estremamente preziosa, in quanto invita a considerare le conseguenze, a riconoscere i limiti, a prevedere gli imprevisti e a non agire in modo impulsivo. Il pessimismo cronico, invece, non aiuta a comprendere meglio la realtà: la restringe. Chi è prudente valuta i rischi per affrontarli; chi è dominato dal pessimismo considera i rischi una ragione sufficiente per non tentare. Naturalmente, i problemi esistono. Alcuni progetti possono fallire, certe decisioni possono rivelarsi sbagliate e non tutte le opportunità meritano di essere colte. Ignorare le difficoltà sarebbe ingenuo quanto lasciarsene sopraffare. La differenza sta nel modo in cui le si affronta. Un conto è dire: “Questo è un ostacolo, vediamo come superarlo”. Un altro è affermare: “Questo è un ostacolo, quindi non c’è nulla da fare”.
Il rischio di trasformare i problemi in una gabbia
Il secondo atteggiamento rischia di diventare una gabbia, perché finisce per condizionare ogni pensiero e ogni scelta. Chi vede soltanto ciò che potrebbe andare storto smette spesso di riconoscere ciò che potrebbe andare bene. Prima ancora di esplorare una possibilità, ne immagina il fallimento; prima di compiere un passo, si convince che quel passo sia inutile o troppo rischioso. In questo modo non si protegge davvero dalla delusione: rinuncia semplicemente alla possibilità di riuscire.Il problema è ancora più grande quando questo modo di pensare coinvolge anche gli altri. Una persona costantemente negativa può trasmettere dubbi, paure e insicurezze a chi le sta accanto. Le sue obiezioni, ripetute nel tempo, possono apparire come forme di realismo, fino a spingere gli altri a mettere in discussione idee che, con maggiore apertura mentale, avrebbero potuto essere sviluppate. In questi casi il rischio è lasciarsi contagiare, cominciando a considerare ogni progetto impraticabile prima ancora di averlo esaminato con attenzione.
Affrontare i problemi con spirito costruttivo
Circondarsi di persone capaci di affrontare i problemi con spirito costruttivo non significa cercare soltanto individui ottimisti o incapaci di vedere la realtà. Significa scegliere relazioni nelle quali le difficoltà vengano riconosciute senza essere trasformate in condanne definitive. Una persona costruttiva non dice che tutto andrà sicuramente bene: chiede piuttosto che cosa si possa fare, quali alternative esistano, quali risorse possano essere utilizzate. Ogni progetto, ogni cambiamento e ogni conquista nascono da un equilibrio tra consapevolezza e coraggio. Servono occhi capaci di vedere i pericoli, ma anche una mente disposta a cercare possibilità.
Servono domande, ma anche la volontà di trovare risposte. Altrimenti la prudenza diventa immobilismo e l’analisi si trasforma in un alibi per non agire. Spesso la differenza tra chi realizza un progetto e chi resta fermo non dipende dall’assenza di difficoltà, ma dalla reazione che quelle difficoltà suscitano. Il primo si chiede quale strada possa ancora essere percorsa; il secondo si concentra su tutte quelle che, a suo giudizio, non funzioneranno. Il primo vede un problema e cerca una soluzione; il secondo vede una soluzione e cerca un problema. Nella vita non è possibile eliminare ogni ostacolo, ma è possibile scegliere se trasformarlo in un muro o in una prova da superare. Il progresso nasce da chi prova, corregge, insiste e, quando necessario, cambia direzione. Non da chi pretende di avere la certezza del successo prima ancora di cominciare.

