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Pubblica amministrazione scassata, serbatoio di voti

Pubblica amministrazione scassata, serbatoio di voti

Procedure con premi e punizioni

Sotto la calura e con i temporali agostani si manifestano disservizi e disagi per i cittadini che costituiscono maggiori sofferenze rispetto alla situazione meteorologica.
Per il clima, l’umanità non ha alcuna intenzione di modificare i propri comportamenti, per cui sembra ineluttabile il peggioramento della situazione, con le conseguenze che si verificheranno, seppure a distanza di decenni.
Nel nostro Paese le perturbazioni estive e invernali fanno risaltare ulteriormente le deficienze del territorio che è di per sé fragile, anche perché montuoso, con la dorsale degli Appennini e la corona delle Alpi.
Un territorio che ha bisogno di ristrutturazioni e manutenzioni continue ma che, per ignavia delle istituzioni, vengono eseguite con il contagocce o addirittura non eseguite, con la conseguenza che i disastri naturali accentuano le conseguenze proprio per le ragioni prima descritte.

Manutenzione del territorio e responsabilità istituzionali

Perché non si fanno le manutenzioni straordinarie e le ristrutturazioni del territorio? La risposta è nei fatti: la classe dirigente istituzionale e quella burocratica non si sono mai poste un programma serio che contenesse un elenco di tutti gli obiettivi e i tempi di realizzazione dei lavori con la consegna puntuale e utilizzando le risorse finanziarie che nel nostro Paese, contrariamente a quanto si pensi, sono abbondanti.
In questo quadro sembrerebbe contrario a quanto scriviamo il fatto che l’Italia sia sotto procedura di infrazione perché ha superato il 3 per cento di differenza fra il Pil e il debito.
Il che significa che le uscite superano le entrate di quella percentuale e che, per conseguenza, bisogna ridurle. Tuttavia, vi è l’altra mezza mela che va vista e cioè l’aumento delle entrate perché il bilancio si fonda sull’equilibro tra entrate e uscite.
Sul versante delle entrate i Governi che si sono succeduti fino all’attuale non si sono preoccupati di effettuare gli investimenti in infrastrutture materiali e immateriali tali da consentire un sensibile aumento del Pil. Proprio tale aumento consentirebbe di far aumentare le imposte dirette e indirette,. Vi è inoltre la maledetta evasione fiscale, stimata in 100 miliardi, che dovrebbe trasformarsi in pura e semplice entrata di danaro.

Evasione fiscale e Pubblica amministrazione

Perché l’evasione fiscale permane imperterrita nonostante i notevoli sforzi dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza? La risposta è nei fatti. Le leggi attuali sono piene di buchi che consentono a evasori-cittadini e cittadine disonesti di vivere e utilizzare i servizi pubblici a spese di tutti gli altri cittadini e cittadine. Disonesti che dovrebbero essere additati al pubblico ludibrio. Però tali cittadini votano ed ecco che le leggi vengono compilate come dei colabrodo attraverso i cui fori passano gli evasori-cittadini disonesti.
Con i nuovi apparati digitali non sarebbe difficile imbrigliare gli evasori, basterebbe che qualunque atto autorizzativo ed economico fosse digitalizzato, cioè inserito in un sistema dal quale non si può scappare. Quando i Governi hanno inserito la norma che ha collegato gli scontrini alle carte di credito è emersa un’enorme quantità di evasione.

Spending review e taglio degli sprechi pubblici

Veniamo al versante delle uscite. Ricordiamo la spending review di Carlo Cottarelli, che tagliava ben 35-40 miliardi, senza che ne soffrissero i servizi, ma solo chi usufruiva di illeciti vantaggi nella Pubblica amministrazione.
Sono passati 10 anni e probabilmente questa cifra-risparmio oggi arriverebbe a 50 miliardi. In cosa consisteva quella spending review? Nel razionalizzare e organizzare in maniera efficiente tutti i servizi pubblici di qualunque genere e tipo con procedure snelle ed efficaci il cui obiettivo principale era quello di fissare le date di consegna di qualunque procedimento e i metodi di controllo per verificare il rispetto di quelle date.

Efficienza ed efficacia dei servizi pubblici

Chi legge queste note non avrà dubbi nel definirci visionari. Certo, nella situazione attuale siamo visionari. Tuttavia abbiamo il dovere, per la nostra cinquantennale attività di informazione, di continuare a evidenziare le soluzioni concrete e fattibili, nonché le responsabilità del ceto istituzionale e quello burocratico, ripetiamo, nel non adottarle. Perché anche in questo caso dirigenti e pubblici dipendenti votano e non vogliono essere incardinati in binari tassativi di efficienza ed efficacia. Amen!