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Baps, una formazione attenta alle necessità dei clienti e a quelle del territorio

Baps, una formazione attenta alle necessità dei clienti e a quelle del territorio
Forum con Arturo Schininà e Saverio Continella, presidente del Cda e amministratore delegato di Banca Agricola Popolare di Sicilia

Forum con Arturo Schininà e Saverio Continella, presidente del Cda e amministratore delegato di Banca Agricola Popolare di Sicilia

Un confronto su questioni strutturali e non contingenti: ospite di questo Forum con il QdS, alla presenza della direttrice del QdS.it, Raffaella Tregua, il presidente del Cda e l’amministratore delegato di Banca Agricola Popolare di Sicilia, rispettivamente Arturo Schininà e Saverio Continella.

La vostra forza è da sempre un profondo legame con il territorio, che avete potenziato anche attraverso la trasformazione da Bapr a BAPS. Cambia il vestito, insomma, ma la mission rimane sempre la stessa?
Schininà
– “Non è cambiata la mission, ma è mutata la struttura, con grandi sforzi di formazione che sono stati compiuti all’interno della stessa. Dopo la fusione abbiamo fatto un ulteriore passo: in Sicilia rimaneva scoperta la provincia di Trapani e abbiamo provveduto a posizionarci anche lì. Questo percorso richiede organizzazione e non possiamo non essere attenti a tutti questi aspetti, perché il potenziale del territorio è enorme e va incentivato. Credo che le start-up, in questo ambito, dovrebbero dare una motivazione in più perché si tratta di un sistema strategico per crescere nel territorio. Ciò potrebbe rappresentare anche un forte richiamo affinché i giovani possano rimanere in Sicilia e, per far questo, abbiamo bisogno anche del supporto delle Università. Bisogna creare dei corsi che siano specifici per quelle che possono essere le potenzialità del territorio. Questa è la strategia che intendiamo sollecitare e supportare. E per supportarla dobbiamo essere forti e attenti”.

Quali sono, a oggi, i numeri di BAPS in Sicilia?
Continella – “In Sicilia siamo presenti con 103 sportelli, ai quali si aggiungono quelli di Roma e Milano, per un totale di 105. A dicembre 2025, come ha detto il presidente, abbiamo aperto a Trapani e abbiamo implementato un hub a Roma su cui stiamo investendo in maniera decisa. Al di là della presenza fisica, contiamo sulla capacità di riuscire a essere interlocutori concreti. Spesso si parla di desertificazione bancaria pensando agli sportelli, ma il vero problema è rappresentato dalla desertificazione dei centri decisionali. Quando mancano, evidentemente, c’è un problema nell’‘ultimo chilometro’ di territorio. In questo contesto, il ruolo delle banche di prossimità è importante. Bisogna avere l’intelligenza di lavorare per riuscire a soddisfare le esigenze di tutti. Stiamo crescendo anche nel digitale: oggi, rispetto al 2020, ci rendiamo conto che il numero delle operazioni fatte online è più che raddoppiato. Ma a fronte di questo, non è diminuita l’operatività degli sportelli fisici, perché si intercettano tutti i bisogni del cliente. In termini di presenza, noi ormai abbiamo circa il 30% delle filiali cashless e con molti colleghi dedicati alla consulenza. Ma avere fatto evolvere chi vi lavora rappresenta anche un motivo di soddisfazione per la nostra attività. Anziché fare un lavoro ripetitivo e ordinario, produciamo un lavoro di consulenza che serve non solo al cliente, ma anche al dipendente”.

Per BAPS il 2025 è stato un anno particolarmente importante: potete illustrarci quelli che, secondo voi, sono i risultati principali?
Continella – “Il nostro bilancio si è chiuso con un utile lordo aumentato del 60%. Inoltre, come detto in precedenza, abbiamo investito tanto nella formazione e nella vicinanza alla clientela, anche nei piccoli gesti come può essere la risposta al telefono. Può sembrare una banalità, ma non è così. Tutto questo crea educazione, crea comportamenti e i comportamenti si possono indirizzare, perché fanno della struttura aziendale, della professionalità. Poi ovviamente c’è stata tantissima formazione e questo è un elemento importante. Voglio citare anche un importante ricambio generazionale, che ha una doppia valenza: da un lato i dipendenti vanno in pensione con cinque anni di anticipo e, dall’altro, entrano anche tanti giovani, con competenze adeguate. L’età media dei lavoratori è di cinquant’anni. Oggi la banca ha circa ottocento dipendenti. Recentemente, in occasione di un incontro realizzato con gli ultimi quaranta assunti, abbiamo conosciuto tanti ragazzi che hanno lavorato fuori Sicilia e sono tornati nella nostra terra. Ci vogliono ovviamente aziende che offrano progetti industriali e prospettive di carriera interessanti”.

Baps, una formazione attenta alle necessità dei clienti e a quelle del territorio

Crediti “deteriorati” ridotti sensibilmente con un’attenta valutazione delle iniziative

Quali sono gli strumenti che utilizzate, in un contesto difficile come quello attuale, per fornire un supporto alle imprese e alle famiglie siciliane?
Continella
– “Oggi, tendenzialmente, l’offerta è indifferenziata. Non c’è più una grande demarcazione, al di là di qualche prodotto specifico. La differenza sta nella capacità di vendere il prodotto giusto per il giusto bisogno. Se nel giro di cinque anni abbiamo accresciuto di una volta e mezzo il risparmio gestito dai clienti, cercando di trasformarli in investimenti, significa che la nostra vera mission è quella di intercettare i reali bisogni della clientela e non di lavorare esclusivamente nell’ottica di riuscire a conseguire l’obiettivo che ci siamo prefissati come banca”.

Schininà – “A questo si aggiunge una grande capacità di selezione del credito. Lo dimostrano i numeri: il credito ‘deteriorato’ si è ridotto ai minimi termini. Questo è stato possibile in due modi: intervenendo preventivamente nel momento in cui ci sono dei segnali di criticità o, addirittura, scoraggiando quelle iniziative che in partenza potrebbero finire male. Quest’ultima è una delle funzioni principali che dobbiamo considerare: un’iniziativa che va male si trascina con sé tante piccole realtà e crea un danno enorme per il territorio. Questa attenzione non è una funzione limitativa, bensì migliorativa, perché scongiura problematiche successive”.

Indispensabile scommettere sulle infrastrutture digitali

Quali obiettivi vi siete posti per l’anno in corso?
Continella
– “Abbiamo realizzato un piano di impresa denominato Futura, già deliberato con largo anticipo a dicembre 2024, che si basa su tre pilastri come agilità, integrazione e presenza. Bisogna comunque capire cosa ci porterà questo contesto geopolitico in continua evoluzione: servirà monitorare il prezzo dell’energia e del carburante, ma allo stesso tempo non bisogna rimanere bloccati per sfiducia o mancanza di certezze. La strada rimane quella di stimolare gli investimenti, aiutando famiglie e imprese. Inoltre, se vogliamo guardare allo sviluppo della nostra terra, mi permetto di dire che le autostrade digitali non sono meno importanti di quelle tradizionali, altrimenti si rischia di rimanere ai margini. Non dimentichiamo che dal punto di vista energetico siamo al centro dell’Europa: dalla Sicilia transita molta dell’energia proveniente dall’Africa e l’importanza di essere un hub energetico a livello europeo garantisce prospettive di lavoro importanti, se vengono ben coniugate. Ora si sta provando a fare molto, speriamo che questi progetti in corso non si interrompano. Speriamo che invece questa volta si concludano”.