Roma, 7 mag. (askanews) – La prevenzione è uno step decisivo nella corsa per la vita. Lo ha detto il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, intervenendo al taglio del nastro dell’edizione 2026 di Race For The Cure. “Da 27 anni a questa parte ci ritroviamo qui e non è mai la stessa cosa, cioè ogni anno noi guadagniamo, e questo è un po’ il senso della manifestazione, terreno in più a vantaggio della vita e contro gli effetti perversi della malattia. Questa corsa significa non solamente una corsa contro il tempo ma una corsa per la vita. Quindi quello che noi vogliamo fare è continuare a strappare terreno alla malattia attraverso la ricerca, che è molto più di un laboratorio e di uno studioso che lavora al suo interno, è qualcosa che entra nella vita di tutti noi la cambia profondamente la rende migliore più lunga più degna di essere vissuta e soprattutto da tutti noi la speranza e l’opportunità della normalizzazione”.
Oggi, ha aggiunto Bernini, “siamo qui tutti insieme, motivati verso uno stesso obiettivo, questo ci dice che questo obiettivo sarà raggiunto. Fino a qualche anno fa si aveva paura, si temeva quasi scaramanticamente che pronunciando la parola qualcosa di brutto accadesse.Non dobbiamo avere paura di confrontarci con la malattia, possiamo vincerla, possiamo condividere con le persone che ci sono vicine una normalizzazione, una cronicizzazione della malattia e questo è l’obiettivo di tutte le terapie di tutte le cure. Il cancro si può vincere, insieme abbiamo già dimostrato di poterlo fare, continueremo a farlo, continueremo a strappare brandelli di terreno alla malattia”
“Per la prima volta quest’anno – ha quindi annunciato il ministro – avremo la squadra del Mur che correrà a Race for the Cure. Ci sono 105 persone che correranno per dare sempre più spazio alla vita, alla cura, alla prevenzione, alla diagnosi precoce. Il nostro obiettivo è quello di continuare ad alimentare la ricerca ma soprattutto la conoscenza e la consapevolezza e soprattutto la speranza è un’altra cosa che noi cerchiamo di fare con queste iniziative dobbiamo aiutare le donne e gli uomini che sono colpiti da un cancro a capire che non sono sole non sono soli dalla malattia si può uscire e la malattia si vince”.

