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Martino: In atto 3 livelli di azioni criminali in Iran

Martino: In atto 3 livelli di azioni criminali in Iran

Docente di Cyberspazio e Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna al convegno ‘Geopolitica e cybercrime’

Roma, 7 mag. (askanews) – “In Cina e in Iran abbiamo tre livelli di azioni che classifichiamo come azioni criminali e criminogene. Un primo livello ufficiale con tanto di dipartimenti preposti a condurre azioni difensive e offensive, riconosciute quindi anche legalmente, che prevedono l’utilizzo legittimo della forza, anche nel cyberspazio. Un secondo livello semi-autonomo, per esempio dei proxy, di gruppi attivi che conducono attività criminali per perseguire obiettivi politici, militari e anche economici, che rispondono ad un obiettivo strategico. Il terzo livello è quello dei volontari, di attivisti volontari che sostengono le attività strategiche dello Stato attraverso operazioni di carattere ideologico”. Luigi Martino, docente di Cyberspazio e Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna, di Intelligence e Sicurezza Nazionale presso l’Università di Firenze, ricercatore capo presso la Khalifa University (Direttore della Cyber Security Academy) e CEO di DamoTech una start-up innovativa operante in cybersicurezza spaziale, è intervenuto così in occasione di un convegno all’interno di Cyber Crime Conference 2026, dal titolo “Geopolitica e Cybercrime: quando il codice diventa strumento di potere tra Stati”, che si è tenuto all’Auditorium della tecnica di Roma.

“Handala Group – ha aggiunto il docente – ha hackerato più di 200 mila device negli Stati Uniti, arrivando a dichiarare di aver penetrato anche la mail, account e email del direttore dell’FBI, è un esempio di quei tre livelli. Un’ architettura su tre livelli al servizio di obiettivi strategici che però ha capacità tattiche e operative”.