I Bilanci dei Comuni sono ancora in ritardo tra gestione finanziaria rallentata e disagi nei servizi - QdS

I Bilanci dei Comuni sono ancora in ritardo tra gestione finanziaria rallentata e disagi nei servizi

redazione

I Bilanci dei Comuni sono ancora in ritardo tra gestione finanziaria rallentata e disagi nei servizi

martedì 13 Ottobre 2020 - 00:00
I Bilanci dei Comuni sono ancora in ritardo tra gestione finanziaria rallentata e disagi nei servizi

Il record anche per questa tornata spetta a Rometta, nel Messinese, che dimostra come licenziare i documenti contabili in tempo sia possibile. Ma il meccanismo si ripete puntualmente di anno in anno. L’elenco dell’assessorato alle Autonomie locali parla chiaro: il Previsionale è stato approvato soltanto da 74 Municipi su 390 (il 18,55%)

PALERMO – Anche per questa tornata, il record spetta a Rometta, centro del messinese con oltre seimila abitanti amministrato da Nicola Merlino. E non è un caso se già in passato abbiamo simpaticamente soprannominato (con un gioco di parole forse scontato ma di certo azzeccato) il primo cittadino di questo paese peloritano “Il mago dei bilanci”, visto che ogni anno il Comune riesce a licenziare il Previsionale, in questo caso il triennale 2020/2022, entro la fine dell’anno precedente.

In sostanza, il Municipio di Rometta ha approvato il Bilancio di previsione 2020/2022 il 13 dicembre dello scorso anno, staccando anche questa volta tutti gli altri centri dell’Isola per puntualità ed efficienza. Verrebbe da chiedersi: perché celebrare qualcosa che dovrebbe essere la normalità? La risposta è tanto scontata quanto desolante: perché in questo caso, quella che dovrebbe essere la normalità rappresenta un’eccezione.

Per comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando basta dare uno sguardo al report pubblicato dall’assessorato regionale alle Autonomie locali lo scorso 31 agosto, in cui gli uffici competenti hanno buttato giù una lista aggiornata su Bilanci di previsione e Rendiconti consuntivi approvati dai vari Comuni dell’Isola. Ebbene, alla fine di agosto soltanto in 74 su 390 il 18,55% avevano approvato il Previsionale; appena 50, il 12,53% il Rendiconto 2019.

“Se si vuole realizzare un’efficiente programmazione – ha confidato in passato al QdS il primo cittadino di Rometta – i due strumenti sono presupposti fondamentali”. Un mantra che evidentemente il sindaco Merlino tiene sempre bene in mente e che, come dimostrano i fatti, sta portando risultati positivi.

E quali sono i trucchi del mestiere per ottenere ogni anno questo obiettivo, ce lo ha svelato sempre Merlino in un’intervista di qualche tempo fa: “I Comuni vanno incontro a una serie di criticità con cui è davvero complicato fare i conti. Purtroppo alcuni Enti non riescono a incidere sulla burocrazia, ma evidentemente hanno anche degli interessi nell’andare avanti attraverso trattative con privati. Ci sono quelli che sono compiacenti con questi sistemi, che inducono e sussidiano le proroghe e le somme urgenze. Non amministrando attraverso le regole, è certamente più alto il rischio di corruzione”.

“Cerco – ha aggiunto in quell’occasione il sindaco di Rometta – di far applicare rigorosamente la legge. Ho avuto l’autorevolezza e la fortuna di buttare fuori dal Municipio tutti gli interessi particolari. Adesso l’Ente è focalizzato soltanto sugli interessi dei cittadini. Siamo delle persone normali, non c’è niente di speciale. Lavoriamo sodo per il bene di Rometta”.

Lavorare sodo per il bene della Comunità. Sembra essere soltanto questo il segreto di Nicola Merlino, che però anche altri sindaci sembrano essere riusciti a seguire. Tra i Comuni che sono riusciti ad approvare il Bilancio di previsione 2020/2022 entro la fine dello scorso anno bisogna anche citare Palma di Montechiaro (Ag), Maletto (Ct), Messina, Novara di Sicilia, Tripi, Venetico (Me), Montemaggiore Belsito (Pa), Ragusa, Melilli, Priolo Gargallo e Sortino (Sr).

Spiccano, in questa breve lista, i due capoluoghi di Messina e Ragusa. “Nessuno – ha commentato il sindaco del capoluogo Peloritano, Cateno De Luca, all’indomani dell’approvazione del documento – si ricorda di un previsionale approvato in così largo anticipo. Questo è il secondo bilancio che si tiene in equilibrio con le entrate correnti in relazione alle spese correnti, non abbiamo applicato l’avanzo di amministrazione 2019 a differenza degli anni passati, e non l’abbiamo applicato per il 2020 avendo già definito il bilancio in sé”.

Un traguardo importante, come dimostrano anche le parole pronunciate dopo il via libera al documento economico dal sindaco di Ragusa, Peppe Cassì. “L’approvazione del Bilancio 2020 entro la fine del 2019 – ha detto – non è una semplice bandierina da appuntarsi, come l’opposizione vorrebbe far credere. Rispettare il termine di legge del 31 dicembre, come mai prima accaduto in questo Comune, garantirà vantaggi all’economia dell’Ente in termini di limiti di spesa, investimenti ed accesso a finanziamenti. Iniziare l’esercizio 2020 nella pienezza della gestione e della disponibilità economica comporta vantaggi concreti”.

Vantaggi su cui non può dunque contare oltre la larghissima parte dei Comuni dell’Isola, alle prese con le solite, ataviche difficoltà nel far quadrare i conti. Vero è che le Amministrazioni locali spesso subiscono, a cascata, i ritardi di Governo nazionale e regionale, ma come abbiamo appena visto rispettare le tempistiche imposte dalla legge, al netto di proroghe, è possibile. La speranza è che, già a partire da quest’anno, il numero di Comuni a farlo possa crescere sensibilmente.

Tra scadenze dimenticate e puntualissime proroghe

PALERMO – Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha firmato a inizio ottobre, d’intesa con il ministro dell’Economia e delle Finanze e sentita la Conferenza Stato-città e Autonomie locali, il decreto con cui è stato disposto il differimento al 31 ottobre 2020 del termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2020/2022 da parte degli Enti locali.

Non c’è nulla di cui stupirsi, perché si tratta di una prassi ormai consolidata e che si verifica con puntualità praticamente ogni anno, indipendentemente dal colore del Governo di turno.

A essere stati ancora una volta disattesi, in pratica, sono i termini inseriti all’interno del Testo unico degli Enti locali, dove si dispone che il Previsionale va approvato entro il 31 dicembre di ogni anno. Al contrario, il Consuntivo, va licenziato entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Tutto ciò, ovviamente, soltanto sulla carta, perché alla fine arrivano, puntualissime, quelle sì, le proroghe che consentono di allungare i tempi per l’approvazione. Peccato che anche quelle molto spesso vengano superate.

Intanto Anci Sicilia continua a sollecitare norme differenziate per le realtà del Sud

Tante realtà in ginocchio per le gravissime conseguenze del Covid-19

PALERMO – La decisione del Governo di posticipare i termini per l’approvazione del Bilancio di previsione è stata salutata con grande soddisfazione dai rappresentanti di Anci Sicilia, preoccupati per la tenuta dei Comuni e per il loro futuro.

“Esprimiamo il nostro apprezzamento – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – per la decisione del Governo di prorogare il termine per l’approvazione dei Bilanci di previsione al 31 ottobre 2020. Ci auguriamo che adesso, anche con l’intervento della Regione siciliana, si possano dare certezze sui trasferimenti ai Comuni e tra questi in particolare sui 300 milioni del Fondo perequativo che può consentire una riduzione dei tributi in favore degli operatori economici dell’Isola”.

“La concessione di una proroga per l’approvazione dei bilanci di previsione – ha aggiunto il presidente dell’Associazione che rappresenta i Comuni dell’Isola – è la conferma del riconoscimento di un’esigenza specifica degli Enti locali del Sud Italia, che necessitano di norme differenziate anche al fine di favorire una rigenerazione amministrativa”.

“I Comuni – ha precisato Orlando – vivono una condizione che, anche a causa dei limiti della capacità amministrativa e fiscale dei territori e di specifici fattori quali l’efficienza del sistema di riscossione dei tributi e della gestione integrata dei rifiuti, la difficile applicazione delle norme in materia di fiscalità locale e la ridotta capacità assunzionale, ha determinato, con il protrarsi degli anni, una vera e propria ‘crisi’ del sistema delle Autonomie locali”.

Per Anci Sicilia, disporre di un ulteriore intervallo temporale per assicurare il rispetto dei principi contabili che sovrintendono alla determinazione delle tariffe “potrà servire certamente ad assicurare la riduzione o l’esenzione dei tributi locali dovuti alle tante imprese, messe in ginocchio dai gravi effetti economici scaturiti dalla pandemia da Covid-19”.

Tutto ciò, infine, secondo Leoluca Orlando “deve rappresentare soltanto l’avvio di un fruttuoso confronto con il Governo nazionale per sollecitare l’approvazione di una normativa differenziata che sostenga gli Enti locali del Sud Italia in un percorso di riforme organizzative e in termini di sviluppo dei territori”.

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