Bo 130 e Microbo, la street art come voglia di esprimere se stessi - QdS

Bo 130 e Microbo, la street art come voglia di esprimere se stessi

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Bo 130 e Microbo, la street art come voglia di esprimere se stessi

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mercoledì 20 Ottobre 2021 - 16:40

Sulla Poltrona di Nicoletta abbiamo quest'oggi ospiti due street artist del palcoscenico internazionale di questo movimento artistico, Bo 130 milanese e Microbo

Sulla “Poltrona di Nicoletta” sono stati ospiti due street artist del palcoscenico internazionale di questo movimento artistico, Bo 130 milanese e Microbo.
Bo 130 milanese, si è formato prima in Italia al Liceo Artistico di Milano e poi a Londra alla Central Saint Martins, University of the Arts and Design e con laurea in Graphic and Media Design al London College of Communication.

La sua passione per i graffiti e la lunga militanza nel suo ambito lo ha portato a far parte del movimento artistico, oggi noto in tutto il mondo, sotto l’etichetta di “Street art”. Realizza graffiti dal 1985, ma è dalla fine degli che anni Novanta intraprende la carriera artistica che comprende sia lavori in strada che in studio e oggi è presente nelle più importanti gallerie d’arte, tra Milano, Londra e New York. Attraverso le sue opere trasmette il suo sentirsi sempre un alieno che guarda al nostro pianeta.

La storia di Microbo

Microbo è la sua compagna di vita da oltre quindici anni, insieme condividono oltre all’amore l’uno per l’altra la passione dell’arte. I due outsider della corrente Hip Hop hanno anche realizzato opere a quattro mani e tenuto corsi alla Bicocca come testimoni privilegiati all’interno del Corso di Educazione all’Immagine tenuto da Franca Zuccoli, in dialogo con Alessandra De Nicola del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione R. Massa.

Microbo rappresenta nei suoi dipinti e disegni una leggera e soffice intrecciata evoluzione organica, composta da flussi armonici di humus, alghe e creature viventi microscopiche e microbi, di fatto è una denuncia nasce dal profondo senso di disagio per la voracità con cui l’uomo si muove passivamente per la salvaguardia del nostro ecosistema.

Nicoletta Fontana

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