Bonifica discariche, in Sicilia cinque escono dall’infrazione Ue - QdS

Bonifica discariche, in Sicilia cinque escono dall’infrazione Ue

Rosario Battiato

Bonifica discariche, in Sicilia cinque escono dall’infrazione Ue

venerdì 15 Novembre 2019 - 07:00
Bonifica discariche, in Sicilia cinque escono dall’infrazione Ue

Il commissario Vadalà ha fatto il punto sull’avanzamento degli interventi nel corso di Ecomondo. Fanno parte dei nove siti contaminati finiti sotto la gestione commissariale

PALERMO – C’erano 200 discariche abusive di rifiuti elencate nella sentenza del 2 dicembre del 2014 di condanna della Corte di Giustizia Europea nei confronti dell’Italia che riguardava 18 Regioni, tra cui ovviamente la Sicilia. A distanza di cinque anni e grazie anche al lavoro del commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive della presidenza del Consiglio dei ministri – a cui sono state assegnate 81 discariche nel corso del 2017 e ne ha messe in sicurezza o bonificate la metà – prosegue il lavoro di risanamento anche in una Sicilia dove diversi siti sono fuoriusciti dall’infrazione.

IL CONVEGNO
Ecomondo, the green technology expo di Rimini, è stato l’evento più adatto per far emergere la situazione relativa alle discariche abusive oggetto dell’infrazione comunitaria. Il Commissario per la Bonifica delle Discariche Abusive, il Generale Giuseppe Vadalà, ha spiegato l’impegno della Struttura commissariale, ricordando che, a causa della sanzione pecuniaria a cui è stata condannata l’Italia, si è già stati costretti a sborsare all’Europa “265 milioni ma oggi dai 42 milioni di euro a semestre siamo passati a 8,6 milioni”. Merito anche delle 81 discariche finite in capo al Commissario, che sono per metà bonificate o riqualificate, mentre le restanti 39 da cronoprogramma si chiuderanno “entro il 2022, salvo qualche sito più complesso”.

LA SICILIA
C’erano originariamente 12 siti siciliani nel mirino dell’Ue, e tra questi un sito di rifiuti pericolosi. Di queste discariche abusive, ben 9 sono state commissariate tramite due delibere risalenti al marzo e novembre del 2017. Si trattava dei siti di: San Martin a Cammarata e C.da Scalilli a Siculiana, in provincia di Agrigento, Caccione a Cerda e Zabbia a Monreale, nel palermitano, Tumminella a Leonforte, provincia di Enna, C.da Petulenti a Paternò, nel catanese, C.da Sant’Agata a San Filippo del Mela e C.da Muricello a Mistretta, nell’area peloritana.

FUORI DALL’INFRAZIONE
Nel corso degli anni, il sito del commissario ha puntualmente aggiornato le notizie provenienti da Bruxelles in rapporto alle discariche fuoriuscite dalla procedura di infrazione. Tra queste ci sono quelle di San Filippo del Mela, Racalmuto, Mistretta, Monreale e Siculiana.

IL PROGETTO DEL MINISTERO
In occasione di Ecomondo, il ministero dell’Ambiente ha presentato un progetto, assieme a diverse esperienze e casi studio, per proseguire sulla strada della bonifica e della riqualificazione. “Procedure più semplici per la bonifica delle discariche abusive in infrazione – si legge nel comunicato ministeriale – e sulle autorizzazioni per gli impianti di gestione dei rifiuti”. In campo il progetto “Mettiamoci in riga” che si “propone di migliorare la capacità di governance delle amministrazioni pubbliche in campo ambientale”.

Due le linee di intervento del progetto del Ministero: “La linea L5 di Mettiamoci in Riga si occupa in particolare di razionalizzare e modernizzare l’iter procedurale per il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di gestione dei rifiuti, mentre la linea 6 è quella che si propone la standardizzazione dei procedimenti per la messa in sicurezza permanente e bonifica di discariche abusive ai criteri dettati dalla Commissione europea”.

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