Cambiamenti climatici, per la Sicilia un pericolo imminente - QdS

Cambiamenti climatici, per la Sicilia un pericolo imminente

Rosario Battiato

Cambiamenti climatici, per la Sicilia un pericolo imminente

sabato 23 Novembre 2019 - 13:00
Cambiamenti climatici, per la Sicilia un pericolo imminente

Rapporto di Legambiente: “Le amministrazioni siciliane lente sul tema della prevenzione”. Cinque aree costiere isolane a rischio danni con l’innalzamento del livello del mare

PALERMO – Il problema del clima è planetario ma si declina con estrema semplicità nella quotidianità dei siciliani. Lo dicono le temperature in crescita (0,4 gradi in più a Palermo tra il 1971/2000 e il 2001/2018), le aree che potrebbero subire seri danni in seguito all’innalzamento dei mari e le bombe d’acqua che sommergono con facilità i centri urbani.

Tutti i numeri di un pericolo così concreto e imminente sono stati riportati da Legambiente nel Rapporto 2019 “Il clima è già cambiato”, che è stato pubblicato nei giorni scorsi.

COL CLIMA NON SI SCHERZA (ANCHE IN SICILIA)
Sono stati 148 gli eventi che, lo scorso anno, hanno colpito l’Italia, causando 32 vittime e più di 4.500 sfollati. I numeri di Legambiente mettono in ordine anche l’elenco delle città che hanno subito il maggior numero di eventi e tra queste ci sono anche due siciliane. Palermo e Catania, rispettivamente con 12 e 9 eventi, si collocano al quinto e sesto posto nella graduatoria del rischio in città. A guidare la classifica ci sono Roma (33), Milano (25) e Genova (14). Napoli, a quota 12, è sullo stesso livello del capoluogo isolano, mentre si collocano più in basso Bari (8), Reggio Calabria (8) e Torino (7).

LE AREE URBANE: ALLARME ROSSO NELL’ISOLA
L’Enea, in collaborazione con CNR e altri centri di ricerca universitari italiani ed esteri, ha tracciato l’elenco di 40 aree italiane costiere a rischio di subire rilevanti danni in seguito all’innalzamento del livello dei mari. Ce ne sono ben cinque in Sicilia: Granelli e Noto a Siracusa, Pantano Logarini a Ragusa e poi Trapani e Marsala. Complessivamente, si legge sul report dell’associazione del Cigno, i dati mostrano che esiste un’area a rischio inondazione in tutta Italia che è pari a quella della Liguria.

COMUNI SICILIANI A RISCHIO
Nel mirino ci sono diverse realtà siciliane, considerando che il 70% dei comuni isolani ha almeno un’area a rischio idrogeologico. “Gravi episodi causati dal maltempo hanno colpito negli ultimi anni anche la Sicilia orientale con alluvioni, frane, colate di fango e trombe d’aria – si legge sul rapporto di Legambiente – la città di Catania è stata vittima di 9 eventi estremi a partire dal 2010” e le “amministrazioni ancora non sembrano aver posto le tematiche della prevenzione da alluvioni e frane tra le priorità del loro lavoro”.

Per i tecnici di Legambiente il giudizio è netto: si evidenzia dunque una “gestione sbagliata del territorio e la scarsa considerazione delle aree considerate ad elevato rischio idrogeologico, la mancanza di adeguati sistemi di allertamento e piani di emergenza per mettere in salvo i cittadini, insieme ad un territorio che non è più in grado di ricevere precipitazioni così intense, sono i fattori che trasformato un violento temporale in tragedia”.

TEMPERATURE IN CRESCITA
Altro elemento significativo del cambio di clima in corso è stato segnato dalla crescita della temperatura media. Secondo uno studio della Fondazione Osservatorio meteorologico Milano Duomo citato nel rapporto, la differenza delle temperature medie tra i periodi 2001-2018 e 1971-2000, in alcune grandi città, è “significativa ed allarmante”.

In particolare la media nazionale delle aree urbane di è +0,8 gradi centigradi nel periodo 2001-2018 rispetto alla media del periodo 1971-2000. A Palermo è cresciuta di 0,4 gradi.

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