Carenza di sangue in Sicilia, dipendenza da altre regioni e donatori in calo - QdS

Carenza di sangue in Sicilia, dipendenza da altre regioni e donatori in calo

Andrea Carlino

Carenza di sangue in Sicilia, dipendenza da altre regioni e donatori in calo

mercoledì 30 Ottobre 2019 - 00:00
Carenza di sangue in Sicilia, dipendenza da altre regioni e donatori in calo

Istituto superiore della Sanità: nel 2018 presenta una dipendenza maggiore rispetto alle altre regioni d’Italia. Nell’Isola sono state prodotte 199.896 unità di globuli rossi a fronte di un “fabbisogno” di 202.562 unità

PALERMO – Nel 2018, in Italia, si è raggiunta l’autosufficienza in tema di donazioni di sangue, ma rimangono regioni in cui la situazione è critica. Tra queste c’è la Sicilia. Il dato è contenuto nel programma nazionale per l’autosufficienza redatto dall’Istituto Superiore di Sanità da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2019.

Ogni anno il ministero della Salute, sulla base delle indicazioni fornite dal Centro Nazionale Sangue e dalle strutture regionali di coordinamento, presenta il programma che, attraverso la valutazione dei consumi e dei fabbisogni, definisce i livelli di produzione necessari, le risorse, i criteri di finanziamento del sistema e i livelli di importazione ed esportazione eventualmente necessari.

Rispetto al 2017 la Sicilia presenta una dipendenza maggiore rispetto alle altre regioni. I territori più “generosi” sono Piemonte, Lombardia e Veneto. Accanto alla Sicilia tra le regioni più “bisognose” troviamo Campania, Sardegna e Lazio. Analizzando i dati regionali nel dettaglio troviamo, infatti, che in Sicilia sono stati prodotti 199.896 unità di globuli rossi a fronte di un consumo di 202.562 unità. Dunque lo 0,5 in più è stato richiesto e donato da altre regioni.

Dal 2015 ad oggi le unità di globuli rossi donati hanno subito un andamento altalenante: 191.403 nel 2015, 188.228 nel 2016, 191.544 nel 2017. I donatori sono in calo nell’isola: 135.359 nel 2015, 133.988 nel 2016, 132.558 nel 2016 e 130.425 nel 2017: dal 2015 al 2018, dunque, un calo del 3,6%, in particolare nell’ultimo biennio la flessione è dell’1,6%

Il Programma nazionale di autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti individua, annualmente, consumi storici, fabbisogni e livelli di produzione di sangue e derivati necessari e fissa, nello stesso tempo gli obiettivi strategici nel 2019. A livello nazionale, secondo quanto stabilito dal documento, la produzione nazionale di globuli rossi garantisce la completa copertura dei fabbisogni della popolazione e quindi l’autosufficienza, grazie ai meccanismi di compensazioni tra Regioni (attraverso cessioni programmate e non programmate). Infatti le previsioni di produzione, contenute nel programma di autosufficienza nazionale del 2018 (pari a 2.550.046 unità), sono risultate sostanzialmente allineate ai consumi effettivi (2.521.247 unità).

La programmazione di produzione e consumo per il 2019 è così allineata ai valori rilevati nel 2018, prevedendo un leggero incremento sia di produzione (+1,3%) sia di consumo (+1,9%). Per quanto riguarda la donazione, sempre a livello nazionale, si rileva nel 2018 un lieve incremento (0,2%) del numero complessivo dei donatori rispetto al 2017 (1.682.724 rispetto a 1.680.146) e, relativamente ai pazienti trasfusi si è registrata una lieve diminuzione (-1%) del numero (630.770 rispetto a 637.203).

Ricordiamo che nel sistema trasfusionale italiano, l’autosufficienza di componenti labili del sangue (globuli rossi, piastrine e plasma) e di prodotti derivati dal plasma, è garantita dalla donazione volontaria, periodica, responsabile e non remunerata. Senza donazioni di sangue ci sono a rischio le terapie salvavita, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue.
La vera sfida del sistema sanitario, dunque, è quella di assicurare quotidianamente e in ogni periodo dell’anno le disponibilità di sangue.

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