Crescere senza smettere di imparare. È questa la filosofia di Carlotta Sciuto, uno dei talenti più interessanti del Catania Women Under 19, squadra in cui milita dal 2023. Il suo percorso nel mondo del calcio inizia a Lentini, dove a sei anni divideva il tempo tra il pallone e la danza. Le sue qualità emergono fin da subito: prima l’Academy Leonzio, poi il Siracusa Women e infine l’approdo ai piedi dell’Etna. Con la maglia rossazzurra ha vissuto una stagione da protagonista, culminata con la conquista del titolo regionale Juniores e del successivo titolo nazionale. A renderla ancora più speciale la splendida punizione realizzata nel derby contro il Palermo. Una giocata che ha unito tecnica, istinto e precisione. Classe 2009, le sue prestazioni le sono valse diverse convocazioni con la Rappresentativa Siciliana per il Torneo delle Regioni e con la Nazionale Under 20 della Lega Nazionale Dilettanti per gli stage territoriali.
La punizione che ha deciso il derby era qualcosa che avevi provato tante volte oppure è stata una giocata d’istinto?
“Non era qualcosa che avevo provato in settimana nello specifico, anche se con il mister a volte ci alleniamo sui calci piazzati: alcune volte riescono meglio, altre meno. In quel momento, però, ero sicura di volerla battere e mi sono sentita pronta. È stata più una sensazione del momento, una scelta istintiva guidata dalla fiducia”.
Essere considerata una delle giovani più promettenti del calcio femminile siciliano ti mette pressione o ti motiva?
“Mi motiva ancora di più, il mio obiettivo personale è continuare a migliorare. Non la vivo come una pressione negativa ma come uno stimolo a dare sempre qualcosa in più, a non accontentarmi e a crescere ogni giorno”.
Quale aspetto del tuo calcio stai cercando di migliorare maggiormente?
“Sto cercando di migliorare un po’ in tutto, evitando di concentrarmi sul singolo aspetto. Voglio essere più completa possibile, sia tecnicamente che mentalmente, e lavorare costantemente su ogni dettaglio del mio gioco”.
C’è stato un momento preciso in cui avete capito che la Serie B non era più un sogno ma un obiettivo concreto?
“In realtà fin dall’inizio della stagione avevamo chiaro l’obiettivo della Serie B. Non è stato un momento singolo a farcelo capire, ma il fatto che fin da subito ci siamo poste con la mentalità giusta e abbiamo lavorato tutte remando nella stessa direzione”.
C’è un episodio vissuto nello spogliatoio che racconta meglio di qualsiasi parola la forza di questo gruppo?
“Siamo un gruppo di ragazze vere, unite fin dal primo giorno. Quello che ci ha sempre caratterizzato è proprio l’unione: non c’è stato un episodio singolo che lo racconta meglio di altri, ma è il nostro modo di vivere la quotidianità. Ci sosteniamo, ci aiutiamo nei momenti difficili e festeggiamo insieme ogni vittoria: questo dimostra la nostra vera forza. In tutto questo è fondamentale anche il lavoro dello staff, dei mister e del direttore: ci vedono ogni giorno, sono sempre accanto a noi e non ci hanno mai fatto mancare nulla. Il loro supporto è importante tanto quanto quello che succede in campo, perché ci permette di lavorare nelle migliori condizioni e di crescere come gruppo e come squadra”.

