“La nostra storia non può essere compromessa da chi non ha capito cosa voglia dire coerenza con i principi del nostro Movimento. Mentirei se non vi dicessi che sono molto provato, ma è giusto voi sappiate come sono andati davvero i fatti”. Così il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, interviene con un post sui social relativamente alla questione casa abusiva ereditata dal vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta. Che per lui “è fuori dal gruppo”.
Il partito ha chiesto le dimissioni del politico, non senza un certo senso di amarezza, come conferma La Vardera. L’ex Iena interviene anche sulle diverse posizioni del neosindaco di Agrigento Michele Sodano – sostenuto da Controcorrente alle ultime elezioni – e chiede al primo cittadino: “Caro Michele, insieme avevamo deciso una linea chiara e precisa: non guardare in faccia nessuno e liberare quella città. Perché difendere ciò che dal punto di vista dell’opportunità politica è praticamente indifendibile? E perché non hai disposto verifiche urgenti sulla storia del tuo vicesindaco?”.
“In gioco non c’è la credibilità del Movimento – chiosa La Vardera nel lungo video postato sui social – ma quella delle istituzioni”. “Caro Michele, torna in te”, è l’appello del numero uno di Controcorrente al sindaco agrigentino. E a Crosta dice: “Hai dimostrato di non essere per nulla Controcorrente. Per quanto mi riguarda, sei fuori dal partito”.
Casa abusiva ereditata dal sindaco di Agrigento, La Vardera interviene
Per La Vardera – lo conferma lo stesso deputato all’inizio del suo videomessaggio – è uno dei momenti più difficili, se non il più difficile da quando ha iniziato a fare politica. La storia del caso agrigentino è lunga e complessa e parte da una curiosa notizia sul vicesindaco Giovanni Crosta, che risulterebbe proprietario di una villetta abusiva ereditata dai genitori. Un fatto che in sé – sottolinea La Vardera – non sarebbe condannabile, perché “non puoi avere la colpa di avere la colpa di aver ereditato da tuo padre una casa abusiva”.
In un primo momento, il vicesindaco Crosta ha subito risposto “in maniera chiara e limpida” alle accuse sostenendo che la casa ereditata fosse disabitata. Delle prove rese note successivamente, però, avrebbero messo in dubbio la ricostruzione iniziale. Lo scorso venerdì, quindi, La Vardera ha voluto incontrare gli eletti di Controcorrente al Comune di Agrigento per vederci chiaro. In quell’occasione – racconta l’ex Iena – al sindaco Sodano è stata chiesta la disposizione di misure urgenti, al vicesindaco Crosta di intervenire pubblicamente – mettendoci la faccia – e di entrare in azione in prima persona in ogni maniera possibile per contrastare quanto di abusivo eventualmente rilevato e certificato dalle autorità competenti.
“Qui parliamo di coerenza”, La Vardera scrive anche alla Regione
“Avevo chiesto al vicesindaco di intervenire ma lui ha detto che la casa abusiva è intestata anche alla sorella e preferiva non farlo e ho spiegato a Sodano che questa storia non andava presa sottogamba. Qui parliamo di coerenza, di opportunità politica. Mi sono fatta un’altra domanda che non mi ha fatto dormire: se avesse vinto l’avversario e il vicesindaco si fosse trovato in questa situazione, noi avremmo fatto le barricate. Noi siamo diversi“, continua La Vardera.
Il fondatore di Controcorrente ha anche annunciato di aver chiesto chiarimenti formali al vicesindaco e anche all’Ufficio Abusi della Regione Siciliana “perché non si dica che chiudiamo un occhio sui nostri mentre sugli altri facciamo ferro e fuoco”.
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