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Caso Mondello, La Vardera accusa Schifani e lo sfida: “Voglio che mi quereli”

Caso Mondello, La Vardera accusa Schifani e lo sfida: “Voglio che mi quereli”

Il deputato regionale è in possesso di un audio che smentirebbe le affermazioni pubbliche rese dal presidente della Regione rivelando invece che le intenzioni del governatore dell’Isola puntavano al mantenimento della Mondello Italo Belga quale gestore della spiaggia

La vicenda della spiaggia di Mondello, perla balneare di città a Palermo, era in tutta evidenza e sin dal primo momento destinata a scrivere capitoli su capitoli con continuità di colpi di scena. L’ultimo, adesso, è che Ismaele La Vardera, il deputato regionale che occupandosi di tornelli insieme al presidente di +Europa Matteo Hallissey si era imbattuto suo malgrado in ciò che si è poi rivelato e che è degenerato nell’obbligo di scorta armata h24 per il primo, è in possesso di un audio che smentirebbe le affermazioni pubbliche rese dal presidente della Regione rivelando invece che le intenzioni di Renato Schifani puntavano al mantenimento della Mondello Italo Belga quale gestore concessionario della spiaggia.

La sfida di La Vardera

Mi rivolgo a te, Renato Schifani. Cosa succederà se io dimostro che tu hai fatto pressioni – politiche ovviamente – perché non volevi togliere questa concessione? Cosa farai? Preparati, perché io lo dimostro e voglio che mi quereli. Cosa succederà se i siciliani venissero a conoscenza che davanti le telecamere Schifani voleva togliere la concessione e invece tu, nelle segrete stanze della Regione, ti sei lamentato con chi ha avuto il coraggio di farlo? Se questa cosa dovesse succedere, io mi auguro una rivoluzione civile – nel senso più nobile politicamente parlando – sotto il Palazzo d’Orleans nella quale i siciliani ovviamente ti diranno quello che sei”. Queste le parole, molto dure e dirette, in diretta streaming sui social dal punto stampa in Piazza Indipendenza di Ismaele La Vardera. Dalla piazza su cui si affaccia Palazzo d’Orleans.

La decisione del Cga ha infuocato il clima

La decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana in merito al ricorso con cui la Italo Belga, cui l’assessorato guidato da Giusi Savarino aveva revocato la concessione, ha dato fuoco alle polveri e la deflagrazione investe ogni ordine istituzionale.

La magistratura ordinaria che indaga sul coinvolgimento e gli interessi della famiglia Genova di cui la Italo Belga si avallava per lavoratori e servizi con la della Gm Edil, il Tribunale amministrativo, la Prefettura, gli uffici e gli assessorati della Regione, il Comune di Palermo, il Cga, l’Unione europea, l’Ars con la sua commissione Antimafia ed i cittadini palermitani e non.

Il presidente della commissione antimafia all’Ars contro la sentenza

Dalla commissione Antimafia dell’Ars, o meglio dal suo presidente a margine di un evento pubblico, è arrivata un durissimo appunto all’ordinanza pubblicata dal Cga presieduto da Ermanno de Francisco. “Le sentenze sono sentenze, ma io questa non la condivido”, premette il presidente della commissione Antimafia Antonello Cracolici prima di proseguire con una affermazione durissima: “Non mi ha convinto la procedura che il Cga ha seguito in questa storia, prima con una decisione monocratica e poi con un verdetto che accoglie un ricorso a tempo”.

La lettura di Cracolici dell’ordinanza è chiaro ed in chiaro dissenso, la deduzione conseguente è poi un macigno pesantissimo che getta le basi di capitoli su Mondello ancora da scrivere e colpi di scena ancora da rivelare: “Il ricorso per il provvedimento di revoca o era sbagliato o non lo era. Il fatto che sia stato accolto a tempo, dimostra che probabilmente il Cga è entrato in una materia che non era di sua competenza. Credo che questa vicenda avrà delle ripercussioni anche sulle modalità di gestione del diritto amministrativo in questa terra”.

La Italo Belga continuerà a gestire la spiaggia di Mondello fino al 30 settembre

Di fatto, come da disposizione del Cga, la Italo Belga gestirà la spiaggia di Mondello, in concessione, fino al 30 settembre 2026, malgrado la concessione revocata dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente e malgrado questa sia stata conseguente al provvedimento di prevenzione collaborativa, per la durata di mesi 12, emesso dal prefetto di Palermo. Secondo il presidente della commissione Antimafia regionale, “che la decisione del Cga che stabilisce che la revoca della Regione è illegittima fino al 30 settembre non ha senso” perché “o la revoca era legittima o era illegittima, non può esserlo dal 1 ottobre”. La conclusione di Antonello Cracolici è quindi che “qualcosa non funziona”.

L’ira di Lavardera

Ma i toni di Ismaele La Vardera, ieri a Piazza Indipendenza insieme ad un nutrito gruppo dirigente del suo movimento Controcorrente, su un certo aspetto della vicenda è stato assai più duro. Quasi iracondo. “Se in questa storia non c’era la mafia – urla La Vardera – io voglio sapere, perché sono finito sotto scorta? Io lo voglio sapere! Me lo devono dire!”. L’attuale unico candidato alla Presidenza della Regione per l’opposizione, che ha sfidato Renato Schifani alla querela, ha concesso sette giorni di tempo al presidente della Regione per prendere posizione prima di rendere pubblico l’audio annunciato ed ha alzato molto i toni dello scontro sulla concessione della spiaggia che il Cga ha – di fatto, con la sentenza depositata giovedì – riaffidato alla Italo Belga.

La sentenza del Cga però non è una disposizione inappellabile. Anzi, come sottolineato dall’avvocato Francesco Leone, ieri al fianco di La Vardera, offre una chance alle amministrazioni competenti per far uscire la Italo Belga da Mondello. Il Cga scrive espressamente nell’ordinanza che “potrebbero proporsi istanze di modifica o di revoca del presente provvedimento cautelare”.

Una delle condizioni di mutamento, presupposto per la modifica o revoca del provvedimento emesso, è la decisione della Regione di cambiare la destinazione d’uso della spiaggia di Mondello per questa estate – nella qualità unico Ente proprietario delle aree e unico Ente concedente – per destinarla ad una gestione pubblica di spiaggia libera. L’altra, più difficilmente percorribile nei tempi concessi e con tutta la querelle legale e amministrativa in atto, sarebbe l’immediata individuazione di soggetti pronti all’immediato subentro.

“Boicottaggio civico”, la proposta di Forello e Argiroffi

Nelle more delle prossime mosse, politiche o legali con querele o audio incriminanti resi di pubblico dominio, il consigliere comunale di Palermo Ugo Forello – che ha aderito insieme alla collega Giulia Argiroffi a Controcorrente – ha lanciato una proposta di boicottaggio civico: “Qualora, nella relegata ipotesi in cui quest’anno dovessimo avere ancora questa società, io propongo ai cittadini di valutare quello che è il consumo critico, cioè di scegliere dove andare, di scegliere se quest’anno fare l’abbonamento alla Italo Belga o andarsene a Isola delle Femmine o a Capaci, laddove ci sono degli stabilimenti che hanno subito delle intimidazioni mafiose e che hanno denunciato”.

Forello, comunque critico anche nei confronti delle amministrazioni comunale e regionale, ha sottolineato che “davanti al Comune e alla Regione che hanno rappresentato di essere in grado di gestire questa spiaggia, il Cga ha fatto una valutazione contraria”.

Savarino: “Ci rimettiamo alla decisione del Cga anche se personalmente non la condivido”

Infatti Giusi Savarino, assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, già nel giorno della pubblicazione aveva espresso parole simili a quelle pronunciate ieri dal presidente dell’Antimafia all’Ars, commentando aspramente la sentenza e difendendo il proprio operato: “Ci rimettiamo alla decisione del Cga sulla questione Mondello, anche se personalmente non la condivido. Noi – prosegue l’assessore regionale – avevamo seguito un iter rigoroso e predisposto un’alternativa valida per la gestione della spiaggia più bella del capoluogo siciliano, dimostrando ai tanti siciliani, e non solo, che quando ci sono zone grigie l’istituzione che rappresento sa intervenire con risolutezza”. Anche il sindaco Roberto Lagalla aveva commentato la sentenza con cui la Cga paventava disastri se non fosse tornata la Italo Belga, ribadendo l’impegno che era stato assunto: “Il Comune ha la serena coscienza di avere fatto fino in fondo la propria parte nell’interesse pubblico e della città, e avrebbe continuato in questa direzione anche nell’ipotesi in cui l’intero lungomare di Mondello fosse rimasto libero”.

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