Castellammare, riparte iter per messa in sicurezza porto - QdS

Castellammare, riparte iter per messa in sicurezza porto

Pietro Vultaggio

Castellammare, riparte iter per messa in sicurezza porto

venerdì 11 Settembre 2020 - 00:00
Castellammare, riparte iter per messa in sicurezza porto

Dopo il sopralluogo dell’assessore Falcone, la Regione ha ripreso le indagini geologiche. Lavori attesi da dieci anni, il sindaco Rizzo: “Necessaria opera di salvaguardia”

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP) – In avvio le indagini geologiche sul molo portuale di Castellammare del Golfo, dopo la ripresa dell‘iter progettuale di messa in sicurezza del primo stralcio.

“Un altro importante e fondamentale passo avanti dopo aver più volte evidenziato l’urgenza della messa in sicurezza dell’esistente in ultima istanza a seguito di un sopralluogo dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone – commenta Nicola Rizzo, sindaco di Castellammare, in riferimento all’iter del primo stralcio di messa in sicurezza del porto cittadino, fermo da dieci anni”.
Si fa presente, nella nota stampa, che la Regione siciliana, ente gestore dei lavori, dopo aver ripreso la progettazione esecutiva, avvia adesso le indagini geologiche.

“A maggio – continua il sindaco -, nel corso di un sopralluogo dell’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, ci è stata data ampia disponibilità e l’iter è finalmente nuovamente in itinere. Si tratta di necessarie opere di salvaguardia e, augurandoci che non si verifichino altri ostacoli per l’avvio del cantiere, continueremo a monitorare l’iter di concerto con l’ente gestore”.

Facendo un excursus storico, i lavori di messa in sicurezza del porto sono stati finanziati con oltre ventiquattro milioni di euro e, nel 2010, sono stati fermati per il sequestro del cantiere con l’ipotesi di reato di utilizzo di cemento impoverito.

Nel 2013, la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro e la restituzione delle aree, ma i lavori non sono mai ripresi per una serie di problemi burocratici e, a distanza di anni dal fermo, parte di quanto già realizzato è risultato danneggiato. I lavori del secondo stralcio, finanziati con quindici milioni e cinquecentomila euro, sono stati avviati il tre aprile 2018: dopo il fermo a causa dell’emergenza coronavirus, sono al momento in corso. Una vicenda di spreco di tempo e di denaro, adesso sembra essere arrivata la volata finale dopo una gara durata ben dieci lunghi anni.

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