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Catanese morì per mesotelioma: Ministeri della Difesa e dell’Interno ricorrono in appello dopo la condanna

Catanese morì per mesotelioma: Ministeri della Difesa e dell’Interno ricorrono in appello dopo la condanna
Tribunale di Catania – Imagoeconomica

La decisione contestata è la sentenza n. 1935/2026, pubblicata il 29 aprile scorso, con la quale il Tribunale di Catania aveva accolto in larga parte il ricorso proseguito, dopo la morte dell’uomo, dalla vedova

Prima l’esposizione all’amianto durante il servizio militare nell’Esercito, poi quella subita nei quasi quarant’anni trascorsi nei vigili del fuoco di Catania. Una doppia esposizione al cancerogeno che, secondo il Tribunale di Catania, ha contribuito in maniera determinante all’insorgenza del mesotelioma pleurico che ha provocato la morte a 72 anni del catanese C.R.L.M. Il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Interno hanno impugnato la sentenza che lo aveva riconosciuto equiparato a vittima del dovere e condannato in solido le due amministrazioni al pagamento dei benefici alla vedova.

Il ricorso dopo la condanna

La decisione contestata è la sentenza n. 1935/2026, pubblicata il 29 aprile scorso, con la quale il Tribunale di Catania aveva accolto in larga parte il ricorso proseguito, dopo la morte dell’uomo, dalla vedova, assistita dall’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Il giudice aveva riconosciuto il nesso tra l’esposizione all’amianto subita durante il servizio nell’Esercito e nei vigili del fuoco e il mesotelioma che ne ha causato la morte. Il primo periodo ricostruito dal Tribunale risale al servizio militare di leva durante il quale, come “marconista carro”, operò anche all’interno dei mezzi militari. La sentenza richiama l’utilizzo, durante le esercitazioni, di dotazioni contenenti amianto e la presenza del minerale negli ambienti, negli apparati radio, nei mezzi di trasporto e in altre componenti utilizzate all’epoca. Quella, però, fu soltanto la prima fase dell’esposizione. Per i successivi 40 anni L.M. lavorò infatti presso il comando provinciale dei vigili del fuoco di Catania, inizialmente nell’ufficio rimessa, e successivamente nelle attività di riparazione e manutenzione di veicoli e attrezzature tecniche. 

L’uomo morì per mesotelioma pleurico epitelioide

Un lavoro svolto quotidianamente a contatto con i mezzi che, secondo quanto ricostruito nel giudizio, determinò una seconda e prolungata esposizione all’amianto. Il 16 dicembre 2019, la diagnosi di mesotelioma pleurico epitelioide. C.R.L.M. morì quattro anni dopo, il 28 dicembre 2023. A ricostruire il legame tra la malattia e quella lunga storia di esposizione sono state la documentazione acquisita, le testimonianze e la consulenza tecnica d’ufficio. “Sulla base di questi elementi – si legge in una nota dell’Osservatorio Amianto – il Tribunale ha riconosciuto che l’amianto respirato durante le attività di servizio ha avuto almeno un ruolo concausale determinante nell’insorgenza del mesotelioma, rilevando inoltre l’assenza di fattori estranei all’attività o all’ambiente lavorativo che, da soli, potessero spiegare la malattia”. 

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