Covid in Tribunale, avvocati catanesi protestano - QdS

Covid in Tribunale, avvocati catanesi protestano

Melania Tanteri

Covid in Tribunale, avvocati catanesi protestano

sabato 21 Novembre 2020 - 00:02
Covid in Tribunale, avvocati catanesi protestano

Oggi seduta straordinaria del Consiglio dell’Ordine forense sull’emergenza sanitaria

CATANIA – “Costretti ad andare in guerra, con tanti altri, contro un nemico invisibile ed armati solo con una mascherina”. È quanto scrive l’avvocato catanese Turi Manna sul proprio profilo Facebook interpretando, di fatto, il sentire di molti colleghi e molti operatori che lavorano all’interno del Palazzo di Giustizia.

Monta la protesta degli avvocati e degli addetti ai lavori al Tribunale di Catania dove, nelle ultime settimane, si sono registrati alcuni contagi da Covid 19. Stato di agitazione che il decesso dell’avvocato Fabio Ferlito ha acuito. “Il Tribunale di Catania è divenuto un focolaio non più gestibile – afferma sempre Manna che si appella “alla sensibilità del nostro presidente del Consiglio dell’Ordine, avvocato Rosario Pizzino. Intervenite subito con forza e determinazione – aggiunge – prima che diventi una strage”.

Pizzino che, in un lungo post di cordoglio per la scomparsa di Ferlito annuncia, per stamattina, una seduta straordinaria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

“Oggi è una tra le giornate più dolorose per l’Avvocatura catanese a seguito del lutto che ha colpito il nostro Foro – scrive. In questo momento avverto il bisogno di manifestare la vicinanza mia, e di tutto il Consiglio dell’Ordine, ai Colleghi di Catania e di rassicurarli sulla massima attenzione del Consiglio verso la tutela della nostra salute e della prevenzione dal contagio. Sabato mattina si riunirà il Consiglio in seduta straordinaria – prosegue – per assumere le determinazioni conseguenti allo stato emergenziale in continuo peggioramento”.

Nel frattempo, le bacheche di avvocati e giuristi si riempiono di richieste e segnalazioni sulla delicatezza di una situazione che preoccupa sempre di più. “Non abbiamo vetri in plexiglas che ci proteggano – scrive l’avvocato Sebastiano Grimaldi. Non abbiamo scranni a noi riservati ma ci avvicendiamo nel banco della difesa spesso con 30, 40 colleghi al giorno; non decidiamo (ovviamente) l’ordine delle udienze e le modalità di trattazione di un processo; corriamo come sempre da un’aula all’altra, per i corridoi dei palazzi di giustizia, tra una trasferta e l’altra, con gli affanni e le difficoltà di sempre. Anzi, con difficoltà almeno triplicate. Ma stiamo sempre lì in questi tempi tristi, ad adattarci, sempre, in qualsiasi condizione”.

Sospensione o scaglionamento delle udienze, tamponi per chi è costretto a frequentare le aule di Giustizia e maggiori tutele, tra le richieste degli avvocati.

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