Catania impantanata nella spazzatura - QdS

Catania impantanata nella spazzatura

Melania Tanteri

Catania impantanata nella spazzatura

martedì 21 Gennaio 2020 - 00:02
Catania impantanata nella spazzatura

Con la gara deserta, bisognerà dunque attendere ancora, e per chissà quanto altro tempo. Associazioni furiose, l’Amministrazione corre subito ai ripari. Scontata l’ennesima proroga

CATANIA – Preoccupazione. È quella che esprimono cittadini e associazioni per la gara per assegnare l’appalto settennale per la raccolta dei rifiuti, andata deserta per la quinta volta. Un problema non indifferente considerato il fatto che l’attuale servizio è svolto in regime di proroga e, oltre tutto, su capitolato considerato superato e non adatto alle esigenze della città. Aspetto più volte evidenziato dall’assessore all’Ambiente del Comune di Catania, Fabio Cantarella, che, sin dall’insediamento, ha sottolineato come il cosiddetto “appalto ponte” fosse stato ereditato e come sia nell’interesse dell’amministrazione Pogliese dare il via a uno nuovo per migliorare le performance cittadine, attualmente disastrose almeno per ciò che riguarda la raccolta differenziata, ferma ancora a poco più del 10%.

Con la gara deserta, bisognerà dunque attendere ancora, e per chissà quanto altro tempo, per avere un nuovo servizio. Che nel frattempo potrebbe andare ancora in proroga alla ditta che lo gestisce attualmente, la Dusty, anche se sulla questione gli uffici non hanno ancora confermato. “Per quanto riguarda l’eventuale proroga – afferma l’assessore Cantarella – attendiamo che gli uffici stabiliscano le modalità”.

Intanto, verosimilmente, sarà rivista anche la gara, per molti poco vantaggiosa per le ditte, tanto che nessuna ha presentato offerte, nonostante l’appalto abbia un valore di oltre 300 milioni, per la precisione 333.726.086,47 euro, oltre Iva. “Catania è una piazza difficile – ammette Cantarella – per cui occorrerà ulteriore sforzo da parte dell’amministrazione, ma soprattutto da parte della Srr, che ha materialmente redatto il capitolato”.

L’amministrazione ha infatti investito la Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti del compito di predisporre la gara fornendo tutte le direttive, come ad esempio l’aumento delle zone servite dal porta a porta. “Abbiamo dato alla società tutte le indicazioni relative a quello che vogliamo si era dato in città – ha aggiunto l’assessore. In ogni caso il sindaco ci ha comunicato che a breve organizzerà un tavolo tecnico per rivedere l’appalto”.

Un impegno preso pubblicamente da Salvo Pogliese. “Ho già contattato il presidente della Srr per sollecitarlo a convocare in tempi brevi una riunione con tutti i soggetti istituzionali di garanzia e i tecnici preposti – aveva dichiarato il primo cittadino all’indomani del flop della gara – per avviare i necessari approfondimenti e rimodulare, laddove necessario, il capitolato d’oneri per metterci alle spalle un passato che abbiamo ereditato, con un sistema di raccolta “porta a porta” limitato solamente al 20% della popolazione e con livelli assolutamente insoddisfacenti di differenziata”.

Nel corso dell’incontro potrebbe essere rimodulato il servizio da appaltare per aumentare l’utile d’impresa, attualmente all’1,15%. Per fare questo potrebbe essere necessario intervenire sulle modalità del porta a porta o su altri aspetti del capitolato. Nel frattempo continuano gli interventi da parte della politica, così come delle associazioni per sollecitare Palazzo degli Elefanti.

“La notizia dell’ulteriore appalto per l’assegnazione del servizio andato deserto, per la quinta volta in quattro anni, segna un altro gravissimo colpo – affermano i rappresentanti di Rifiuti Zero Sicilia, Legambiente e CittàInsieme. Si chiude ancora una volta la prospettiva di uscita nel medio termine da una situazione di assoluta arretratezza e precarietà nella raccolta e gestione dei rifiuti – aggiungono. Il fallimento dell’obiettivo di affidare per sette anni il nuovo servizio, perpetrato dalle Amministrazioni che si sono susseguite fino ad ora, non può continuare ad essere pagato dai cittadini (che, ad oggi, pagano la più alta tassa dei rifiuti d’Italia ndr) e dal territorio. Chiediamo drastici cambiamenti organizzativi ed un assoluto cambio di passo, a partire da una seria, pubblica e definitiva analisi sulle vere cause che hanno determinato gare andate deserte”.

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