Imu, Tasi e Tari, in Sicilia 755 milioni di euro l’evasione stimata - QdS

Imu, Tasi e Tari, in Sicilia 755 milioni di euro l’evasione stimata

Serena Giovanna Grasso

Imu, Tasi e Tari, in Sicilia 755 milioni di euro l’evasione stimata

sabato 04 Gennaio 2020 - 00:00
Imu, Tasi e Tari, in Sicilia  755 milioni di euro l’evasione stimata

Cgia di Mestre: nell’Isola mancata riscossione della tassa sui rifiuti pari a 77 € per abitante. La differenza tra gettito atteso e incassato per le tasse sulla casa è del 37%

PALERMO – La Sicilia si conferma ancora una volta come una delle regioni con maggiore propensione ad evadere le tasse. Secondo il report della Cgia di Mestre, su dati del Laboratorio Ref ricerche, Crif ratings e Istat, nel 2018 la mancata riscossione delle tasse sul servizio rifiuti ammonta mediamente a 77,20 euro per abitante (più del doppio rispetto all’ammontare mediamente evaso in Italia, pari a 35,50 euro). Nel dettaglio, si tratta del secondo valore procapite evaso maggiormente sostenuto a livello nazionale: in particolare, importi superiori si osservano solo nel Lazio (evasi in media 121,80 euro per abitante).

Più in generale, i primi cinque posti della classifica per importi evasi sono occupati da regioni meridionali (oltre al già citato Lazio): infatti, seguono alla Sicilia in ordine Campania (63,20 euro procapite), Calabria (45,30 euro) e Sardegna (30,70 euro). Dall’altra parte della classifica troviamo regioni come Lombardia e Veneto (dove l’evasione per abitante è rispettivamente di 5,60 e di 5 euro). Mentre è pressoché nullo il mancato pagamento registrato in Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta.

Anche a livello complessivo, si osserva in Sicilia il secondo ammanco più elevato: infatti, proprio nell’Isola la mancata riscossione ammonta a 386 milioni di euro (ovvero, quasi un quinto dei 2,1 miliardi di euro evasi in Italia, precisamente il 18,6%), subito dopo i 716 milioni di euro del Lazio. La tassa sui rifiuti è il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti medesimi. Più in generale, dei 2,1 miliardi di euro evasi a livello nazionale, la metà si concentra nel Mezzogiorno (un miliardo di euro), 817 milioni di euro al Centro e 286 milioni di euro al Nord.

Non va di certo meglio quando parliamo di Imu e Tasi: infatti, nell’Isola la differenza tra gettito atteso e quello realmente incassato è pari al 36,6%, ovvero il terzo valore più sostenuto a livello nazionale. Infatti, seguiamo solo a Calabria (43,2%) e Campania (38,5%); mentre a livello nazionale il tax gap medio si attesta al 26,9%. Liguria ed Emilia Romagna sono le regioni in cui il tax gap appare più contenuto, non arrivando a toccare neppure il 20% (si parla rispettivamente di 18,3% e 17,8%).

In questo caso, la stima dell’evasione complessiva ammonta a 5,1 miliardi di euro, di cui 1,87 miliardi di euro sono ascrivibili ai proprietari degli immobili delle regioni del Nord, 1,81 miliardi di euro a quelli del Sud e 1,4 miliardi di euro a quelli del Centro. Complessivamente in Sicilia si stima siano stati evasi 369 milioni di euro, ovvero il quinto ammontare più sostenuto a livello nazionale: infatti, valori superiori si osservano nel Lazio (906 milioni di euro), in Lombardia (722 milioni di euro), Campania (561 milioni di euro) e Veneto (391 milioni di euro).

“Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato – afferma Paolo Zabeo, coordinatore dell’ufficio studi della Cgia di Mestre – molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare le tasse locali a tutti. Soprattutto nel Mezzogiorno che presenta un’incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40%: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord”.

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