Tribunale Catania decadente, Pizzino: “Urgente intervenire” - QdS

Tribunale Catania decadente, Pizzino: “Urgente intervenire”

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Tribunale Catania decadente, Pizzino: “Urgente intervenire”

martedì 06 Luglio 2021 - 00:02

L’appello del presidente dell’Ordine degli avvocati di Catania in occasione della visita del ministro della Giustizia, Marta Cartabia: “Servono simboli forti di legalità e decoro”

CATANIA – Denuncia della decadenza e inagibilità di molte aule dei tribunali del distretto di Catania e richiesta di interventi urgenti di modernizzazione delle strutture, anche dal punto di vista telematico, e di edilizia giudiziaria. Gravi ritardi nella liquidazione degli onorari del Patrocinio a Spese dello Stato e nei servizi Unep. Ma anche critiche e proposte sulle riforme messe in campo da Governo, con il Pnrr, dal ministero di Giustizia, dal Parlamento, ma soprattutto affermazione della centralità del ruolo dell’avvocatura, del diritto di difesa dei cittadini e di accesso pubblico e universale alla giustizia.

Così il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catania, Rosario Pizzino, in rappresentanza dell’Ordine forense distrettuale e degli Ordini di Siracusa, Ragusa e Caltagirone, è intervenuto nel saluto alla ministra di Giustizia, Marta Cartabia, ieri presente al Tribunale etneo, per illustrare una delle riforme del Governo, il nuovo “ufficio del processo”.

Pizzino ha evidenziato, intanto, l’importanza di momenti come questo apprezzando l’intento del ministro di conoscere le esigenze dei vari Distretti, e che Cartabia stessa ha definito “una grande occasione di ascolto”, quindi ricordato l’importanza che tra le voci da ascoltare, ci sia anche quella dell’Avvocatura del Distretto etneo.

Quindi Pizzino ha contestualizzato le riforme anche nella realtà siciliana: “Il rischio maggiore è che il nuovo Ufficio (del processo) si scontri – almeno nel nostro Distretto – con la realtà concreta, strutturale ed operativa, dei Tribunali. Il secondo nodo, infatti, è quello dell’edilizia giudiziaria”. E rivolgendosi alla ministra ha sottolineato: “Questa sala rappresenta per i cittadini ‘l’autorevolezza’ della giustizia. Tuttavia, se ci spostassimo di una decina di metri, assisteremmo alla ‘decadenza’ della giustizia. Corridoi ristretti e locali angusti per le udienze civili; oppure, nella sede di via Francesco Crispi, a 200 metri da qui, una struttura che accumula problemi, che soffre di allagamenti invernali e che, alle prime impennate di temperatura, risulta invivibile. La mancanza di un sistema di condizionatori di aria, da anni fermi per un guasto, costoso da riparare, è, ad esempio, una delle cause della lunghezza dei processi, che devono rinviarsi nelle giornate più afose. È banalmente così! La situazione peggiorerebbe se visitassimo il Tribunale di Sorveglianza od il Tribunale per i Minorenni; e tutto ciò mentre i tempi di realizzazione della nuova cittadella giudiziaria sembrano allontanarsi. L’edilizia giudiziaria è in sofferenza anche negli altri Tribunali del Distretto e grazie alla fattiva collaborazione con i vertici degli Uffici, si trovano micro-soluzioni temporanee, che, però, non possono essere la normalità delle aule di giustizia. Saprà già, Ministro, delle carenze di organico del personale amministrativo. Questo problema, tra le tante conseguenze, comporta ad esempio – a Catania ed a Siracusa – tempi biblici nella liquidazione degli onorari per il Patrocinio a Spese dello Stato, oppure, nell’Unep (ufficio notifiche esecuzioni e protesti) di Catania, una sostanziale paralisi dei servizi”.

Come Consiglio dell’Ordine Distrettuale degli Avvocati, è stato quindi rivolto alla Ministra un invito ulteriore a Catania e nel distretto per potere trovare soluzioni (non più rinviabili) a questa difficile situazione. “Catania, ed il suo Distretto, sono luoghi con molte contraddizioni e gravi problemi, anche sociali – ha concluso Pizzino – e hanno bisogno di segnali chiari, di simboli forti di legalità e decoro. Il buongoverno della giustizia è forma e sostanza: le aule dei tribunali sono il biglietto da visita del nostro Paese e della nostra democrazia. Non perdiamo l’occasione delle riforme”.

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