“Fino a qualche settimana fa i vertici nazionali del centrodestra somministravano ‘metadone politico’ a Renato Schifani per cercare di arrivare a gennaio 2027 senza traumi. Renato ci aveva creduto! Ieri nella lussuosa Villa Igiea di Palermo con autorevoli emissari romani è cambiato tutto”. Esordisce così, in un lungo post sui social, Cateno De Luca, che nella mattinata ha tenuto una conferenza stampa incentrata sul lavoro del “Governo di Liberazione” in provincia di Trapani ma non senza riferimenti alla delicata situazione politica siciliana.
Le prossime ore, per il Governo Schifani, saranno infatti decisive. Le dichiarazioni di Nino Minardo e l’ombra di una forte crisi del centrodestra mettono in difficoltà una classe politica impegnata nel portare a casa una nuova e complessa Finanziaria. E proprio quando la Sicilia si prepara alle prossime elezioni regionali.
De Luca sulla crisi di Governo e le prossime elezioni: “Siamo pronti”
Protagonista di buona parte dell’intervento di Cateno De Luca, naturalmente, la crisi regionale in atto. Spiegandone i retroscena, De Luca ripercorre le recenti vicende interne alla Regione e lo “strappo” che ne è seguito commentando: “Vi ho sempre detto che questa legislatura sarebbe finita in anticipo”. A destabilizzare definitivamente il centrodestra, secondo De Luca, la vicenda Csm. “Circola una chiave di lettura diversa della vicenda (…). Pare che non sia vero che Schifani ha rifiutato la candidatura al Csm, ma pare che negli ultimi 3-4 giorni sono venute meno le condizioni per una sua candidatura al Csm. È ovvio che ci interroghiamo se sono venute meno le condizioni per cause politiche o per cause non politiche. Questo non sta a me stabilirlo, anche perché a me non interessa; a me interessa il fatto politico. Il fatto politico è che già era stato stabilito da 2-3 mesi, in termini definitivi, che non ci sarebbe stato lo Schifani-bis e che la buona uscita del Presidente Schifani sarebbe stato il Csm. Nel frattempo si è rotto qualche meccanismo e quindi quella strategia non può più essere messa in atto”. “Il re Sole è ora il re Solo“, aggiunge.
“Mi riferiscono che si è arrivati a un compromesso – spiega poi -. Ci sarà una comunicazione, che aprirà a una fase di chiusura di questa legislatura con probabili aggiustamenti anche in Giunta, tipo governo di emergenza, per arrivare a fare la legge di stabilità e chiudere in una data che consente l’allineamento alla direzione nazionale”. Resta il nodo della data, ma a prescindere da tutto Cateno De Luca non ha dubbi: “Noi siamo pronti”.
Sud chiama Nord, il piano per Trapani
“La provincia di Trapani sarà una di quelle in cui gli equilibri politici cambieranno profondamente”, spiega Cateno De Luca in conferenza stampa. “C’è una partita importante che a Trapani intendiamo giocare da protagonisti”, aggiunge, presentando una squadra ritenuta dal sindaco di Taormina “all’altezza del compito”. Cateno De Luca parla anche del progetto di un “ponte” politico tra Messina e Trapani. Un collegamento che potrebbe essere strategico, nei piani del leader di Sud Chiama Nord.
Tra i nomi che aderiscono al progetto di De Luca c’è quello di Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo. Ma in squadra ci sono anche Francesco Stabile, sindaco di Valderice e Katia Bucaria, ex presidente del Consiglio comunale trapanese, nonché diversi nomi della politica del Trapanese.
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