Centri per l’impiego, la carica dei 1.800 che non trovano il lavoro ai disoccupati siciliani - QdS

Centri per l’impiego, la carica dei 1.800 che non trovano il lavoro ai disoccupati siciliani

Michele Giuliano

Centri per l’impiego, la carica dei 1.800 che non trovano il lavoro ai disoccupati siciliani

martedì 24 Settembre 2019 - 00:00
Centri per l’impiego, la carica dei 1.800 che non trovano il lavoro ai disoccupati siciliani

Disoccupati. Nell’Isola a fine 2018 si contavano 376.000 disoccupati (dati Istat), Dieci anni fa (quindi nel 2008) i senzalavoro erano 234.000. Anpal: “Solo il 2% di occupati grazie ai Cpi” - Aumentano i costi per il personale. I navigator siciliani costeranno 60 milioni di euro per i prossimi due anni che si aggiungono ai 130 milioni l’anno previsti per i Centri per l’impiego

Non bastava la bassa produttività: i Centri per l’impiego siciliani ora si accingono a essere “rimpinzati” di altro personale, i cosiddetti navigator. Ma per fare cosa? Sulla carta per favorire la domanda e l’offerta di lavoro in relazione all’ingresso del Reddito di cittadinanza, per fare da tutor alle migliaia di fruitori dell’Isola di questa misura. In linea teorica un servizio in più su cui non si può dire nulla, il problema è la realtà siciliana.

A cosa dovrebbero servire i tutor se di fatto non hanno nulla da far incontrare? Da considerare che ad oggi parliamo di 162.518 beneficiari dal Reddito di cittadinanza. A ciò si aggiunge che non è che ci sia una grande fiducia dei siciliani attorno ai Centri per l’impiego (ex uffici collocamento).

Al primo trimestre di quest’anno, quindi prima dell’entrata a sistema vera e propria del Reddito di cittadinanza, in Sicilia risultavano 376 mila disoccupati sulla base dei dati diffusi dall’Istat. Ad avere presentato una Did, quindi una Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (dati dell’ultimo monitoraggio Cpi dell’isfol, ndr) sono stati 1.048.000 siciliani. C’è da dire che in questa sfera rientrano anche gli inoccupati, coloro i quali sono liberi professionisti e non superano determinati redditi o ancora gli studenti che entrando in età lavorativa spontaneamente possono già iscriversi nelle liste di collocamento. Un passo che si compie comunque pro-forma perchè si legge tra i siciliani una certa sfiducia in questo tipo di strutture. Tutto confermato poi da una verifica fatta da Anpal, l’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro, che ha potuto constatare come in Sicilia trovi occupazione attraverso i Cpi appena il 2% degli iscritti. Praticamente una goccia nell’oceano.

A questo punto appare davvero ardito poter pensare che dei tutor, che oltretutto costeranno nei prossimi due anni 60 milioni di euro solo per la Sicilia, possano in qualche modo aiutare a risollevare il mercato del lavoro siciliano. Mancano del tutto le fondamenta, le basi da dove partire al di là della personale preparazione di ognuno di questi nuovi operatori che andranno ad affiancarsi ai dipendenti dei Cpi.

E qui si apre un altro sanguinoso capitolo, finanziariamente parlando: infatti queste strutture costano circa 130 milioni all’anno ed hanno il record assoluto di dipendenti in Italia. Sono ben 1.737, secondo l’ultimo monitoraggio di queste strutture da parte dell’Anpal, l’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro. La Sicilia da sola conta il 22% del totale del personale operativo presso i centri per l’impiego italiani su un totale di poco meno di 8 mila unità. Seguono, per numerosità, Lombardia, Lazio, Campania, Sardegna e Toscana. Insomma, al di là dei navigator c’era già un problema di fondo in Sicilia che riguardava proprio l’operatività dei Cpi. Indici bassissimi in un contesto italiano di per sé già abbastanza negativo.

I dati legati alle attività degli uffici sono surreali: ogni dipendente siciliano, secondo l’Isfol, ha sulle spalle una media di 648 utenti iscritti in un anno, quindi meno di due da gestirne al giorno, mentre in Lombardia ogni impiegato in media gestisce le pratiche di 1.481 iscritti. Altrove, come ad esempio in Campania, la regione con il maggior numero di iscritti, ogni dipendente gestisce oltre 2 mila utenti.

La gestione di una pratica che, negli uffici siciliani, diventa la semplice compilazione di un modello, senza che ciò porti all’avvio di un processo effettivo di ricerca di lavoro, perché ciò che rappresenta la domanda, e cioè imprenditori e associazioni di categoria, non viene in alcun modo coinvolto né interpellato, e quindi la disponibilità che viene formalmente data da tanti giovani rimane una dichiarazione vuota su un foglio di carta.

Gli addetti ai lavori però difendono il loro compito: “Il lavoro che facciamo noi, Cpi della Sicilia, è stato importante – sostiene Salvatrice Rizzo, dirigente di un Cpi catanese -. Quest’anno abbiamo attivato 1.200 tirocini, quasi il 30 per cento trasformati in lavoro a tempo determinato e indeterminato. Significa che abbiamo fidelizzato 1.200 aziende”.

E’ scattata anche in Sicilia la seconda fase del Reddito di cittadinanza
Parisi, Anpal: “I Cpi non devono limitarsi ad assistere solo i più deboli”

Oramai è scattata la “fase 2” del Reddito di cittadinanza concepito dal governo nazionale. Ognuno dei beneficiari, quindi gli oltre 160 mila siciliani, rispondendo alle convocazioni inviate dai Centri per l’impiego, dovrà collaborare con l’operatore che si occupa di preparare il bilancio delle competenze e “rispettare gli impegni previsti tra i quali quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue”.

L’avvio della cosiddetta ‘Fase 2’ del Reddito sarà anche l’occasione per l’avvio del ‘training on the job’ dei navigator contrattualizzati da Anpal Servizi proprio per fornire assistenza tecnica ai centri per l’impiego nell’ambito del “Patto per il lavoro”.

Rispetto ad una media nazionale che vede 236 disoccupati in carico ad ogni navigator, al Sud il rapporto varia dai 379 di Campania e Sicilia ai 377 della Calabria; mentre, all’opposto, si trovano ad esempio Lombardia e Veneto dove ciascuno dei navigator previsti dovrà fornire assistenza tecnica a 102 disoccupati.

Recentemente il presidente dell’Anpal, Mimmo Parisi, ha fatto tappa proprio nei Centri per l’impiego siciliani e si è confrontato con gli operatori e con gli utenti, dando una sua personale ricetta: “Se i Centri per l’impiego – ha evidenziato – si limitano a fare un lavoro per assistere le persone più deboli, e quindi quelle che hanno le competenze più basse, non può andare bene. Serve ampliare il bacino che vada a guardare anche chi ha competenze più elevate. Questo permetterebbe di potenziare la domanda e l’offerta”.

In Sicilia, sulla base del ‘Rapporto sulle Economie Territoriali italiane’ presentato dalla Confcommercio, nel 2008 le persone occupate sfioravano quota 1,5 milioni (1,36 milioni) e il tasso di disoccupazione era al di sotto del 14% (13,7%). In 10 anni si sono persi 13mila posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è arrivato al 21,5%, mentre la disoccupazione giovanile (15-24 anni) è balzata dal 39% al 53,6%.

Parla l’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone
Si completa la formazione per i 429 nuovi navigator

Sui dubbi operativi legati ai Centri per l’impiego, ai navigator e alle irrisorie opportunità lavorative da gestire, il governo regionale vuole comunque andare avanti e portare a termine i vari step previsti a livello nazionale.

L’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone garantisce che la Sicilia è allineata al resto d’Italia. In questi giorni si è tenuta una prima riunione tra Anpal Servizi, direttori dei Centri per l’impiego e il Dirigente generale del Dipartimento Lavoro, nella quale è stata stabilita l’organizzazione logistica per l’accoglienza a regime dei navigator: “Hanno già svolto un primo percorso di formazione durante il mese di agosto – afferma Scavone – che prosegue questo mese di settembre anche attraverso percorsi di affiancamento degli operatori dei Cpi”.

I navigator in Sicilia si sono effettivamente insediati lo scorso 1 agosto: “Posso assicurare che l’attività dell’assessorato al Lavoro – evidenzia sempre Scavone – non si è mai fermata. Nello stesso mese di agosto abbiamo emanato due direttive con le quali abbiamo comunicato ai direttori dei 64 Cpi tutti gli adempimenti da effettuare secondo quanto stabilito dal coordinamento tecnico delle regioni in data 31 luglio; successivamente abbiamo convocato i navigator per la seconda sessione formativa, che si conclude alla fine di questa settimana.

Il training formativo si è svolto in 13 aule composte da 30 unità circa tenutesi presso le sedi dei 9 servizi Cpi. Infine, così come nel resto d’Italia completeremo le convocazioni dei beneficiari del Rdc entro il mese di settembre, mentre la loro presa in carico sarà definita entro il prossimo 15 dicembre.

In ordine all’effettiva disponibilità degli arredi necessari per una efficiente utilizzazione del personale il dipartimento Lavoro ha già avviato una interlocuzione con tutte le strutture periferiche. Il Dirigente generale ha assicurato che entro il mese corrente ogni necessità logistica sarà soddisfatta”.

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