Centuripe, il comparto edile rischia di affondare - QdS

Centuripe, il comparto edile rischia di affondare

Elisa Saccullo

Centuripe, il comparto edile rischia di affondare

sabato 06 Giugno 2020 - 00:00
Centuripe, il comparto edile rischia di affondare

Appello del mondo produttivo a Stato e Regione per snellire e velocizzare gli iter autorizzativi. Nel territorio ennese tante realtà rischiano di chiudere i battenti in modo permanente

CENTURIPE (EN) – “I costi per la sicurezza, per la sanificazione dei mezzi e per la tutela della salute in azienda sono sempre e stanno lievitando ulteriormente. Queste spese sono insostenibili per le aziende locali, che hanno un fatturato pari a zero nei primi mesi del 2020. L’edilizia rischia di inabissarsi in un mare tempestoso”. Così si è espresso il responsabile locale di Confartigianato, Antonio Castiglione.

Gli imprenditori locali chiedono pertanto a gran voce, per riuscire a ripartire in sicurezza, un’incisiva azione di rilancio a opera dello Stato e della Regione. “Chiediamo – ha aggiunto Castiglione – l’azzeramento della burocrazia, specie nel rilascio delle licenze edilizie, e l’esibizione di un minor numero di carte per eseguire lavori di piccola portata, che non richiedono adeguamenti sismici e strutturali da espletare con autorizzazioni da parte del Genio civile e della Sovrintendenza. Sarebbe molto gradita la sospensione del Codice dei contratti pubblici”.

“È di vitale importanza – ha aggiunto – ripensare agli affidamenti diretti per determinati importi rivolti alle imprese di prossimità che si occupano di manutenzione del patrimonio pubblico. Fondamentale mettere in campo risorse economiche a fondo perduto per scongiurare la morte di una parte considerevole del prodotto interno lordo locale. La lungimiranza delle politiche in materia di edilizia è determinante per garantire stabilità occupazionale ai dipendenti delle aziende e all’intero indotto”.

Una situazione, quella delle aziende locali, aggravata anche dalla pregressa situazione economica del territorio, fra le realtà territoriali più povere d’Italia in termine di produzione di reddito pro-capite, che “rischia tantissimo qualora dovesse perdere realtà produttive che danno lavoro a tante famiglie”.

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